Con una lettera centinaia di funzionari prendono le distanze dalla “cacofonia” della Commissione europea sull’assedio israeliano di Gaza

Una mega bandiera della Palestina è distesa sulla facciata di una delle vele di Scampia, a Napoli, per le vittime dell’ospedale bombardato nella striscia di Gaza. Intanto, notizia poco diffusa in questi giorni sui media nazionali, una lettera con 842 firme ha accusato la Commissione europea di dare “mano libera all’accelerazione e alla legittimità di un crimine di guerra” a Gaza. “Noi, un gruppo di funzionari della Commissione europea e di altre istituzioni dell’UE condanniamo con forza, per motivi personali, gli attacchi terroristici perpetrati da Hamas contro civili indifesi (…). Condanniamo altrettanto fermamente la reazione sproporzionata del governo israeliano contro i 2,3 milioni di civili palestinesi intrappolati nella Striscia di Gaza”, si legge nella lettera. “Proprio a causa di queste atrocità, siamo sorpresi dalla posizione assunta dalla Commissione europea – e anche da altre istituzioni dell’UE – nel promuovere quella che è stata descritta dalla stampa come cacofonia europea”, afferma la lettera. I funzionari europei esprimono preoccupazione per “l’apparente indifferenza dimostrata negli ultimi giorni dalla nostra istituzione nei confronti del massacro di civili in corso nella Striscia di Gaza, in spregio ai diritti umani e al diritto umanitario internazionale”. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha dichiarato il 17 ottobre che l’assedio di Gaza da parte di Israele, dove “non possono entrare né acqua né cibo, non rispetta il diritto internazionale………Vi esortiamo a chiedere, insieme ai leader di tutta l’Unione, il cessate il fuoco e la protezione della vita civile. Questo è il fulcro dell’esistenza dell’UE”, hanno ammonito i firmatari. E la recente posizione dell’Alto Commissario per la difesa Joseph Borrell si è contrapposta proprio a quella di pieno e incondizionato sostegno dell’Ue a Israele e Stati Uniti assunta da Ursula von der Leyen durante la sua missione a Washington.“Non si ottiene la pace per il futuro infliggendo ai bambini di Gaza sofferenze. Ogni diritto ha dei limiti e in un assedio non ci può essere un taglio dell’acqua e dell’elettricità, lo abbiamo detto più volte così come abbiamo condannato fermamente gli attacchi brutali di Hamas” ha sostenuto l’Alto Rappresentante europeo per gli affari esteri.C