Continua la rivolta degli agricoltori a Sud

Mentre l’ultimo rapporto dello SVIMEZ denuncia un allarme spopolamento al sud, che nel 2080 avrà circa 8 milioni di residenti in meno, e il governo si avvia ad approvare l’autonomia differenziata dopo aver cancellato i fondi del PNRR stanziati dalla comunità europea per il Mezzogiorno, un motore rilevante della nostra economia, qual è il settore agricolo, viene messo in ginocchio.

“L’aumento sproporzionato del prezzo del gasolio agricolo e delle materie prime, la concorrenza sleale dei prodotti internazionali e le politiche dell’Unione europea che favoriscono la vendita di prodotti non salubri, stanno mettendo a rischio la sopravvivenza di tutto il nostro settore.” – denunciano gli agricoltori

Questo ha spinto gli imprenditori del settore agroalimentare di tutto il sud a costituire presidi di protesta per rivendicare i diritti di un comparto che sta morendo.

Pertendo dalla Sicilia, come già vi abbiamo documentato, le contestazioni si sono estese alla Calabria dove oggi centinaia di mezzi agricoli hanno rallentato e ostacolato la circolazione sulla statale 106, fino a Lamezia. Anche la Statale 280 tra Catanzaro e Lamezia è stata interessata dalla manifestazione.

Gli agricoltori, provenienti da tutte le regioni meridionali (Calabria, Sicilia, Puglia, Molise, Campania), hanno spiegato che la manifestazione andrà avanti ad oltranza, anche attraverso il bocco di alcuni nodi cruciali sulla A2 del Mediterraneo.