Epatite A, allarme in Campania: impennata di casi e ricoveri al Cotugno

Oltre 130 contagi dall’inizio dell’anno, la Regione intensifica controlli su molluschi e filiera alimentare mentre partono le indagini sulle caus

In Campania torna alta l’attenzione sanitaria per l’aumento dei casi di epatite A. Secondo gli ultimi dati aggiornati al 18 marzo, sono almeno 133 i contagi registrati dall’inizio dell’anno, un numero in crescita che ha spinto la Regione ad attivare misure straordinarie di prevenzione e controllo. Diversi pazienti hanno richiesto il ricovero presso l’Ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive nel Sud Italia. L’incremento dei casi ha portato le autorità sanitarie a rafforzare la sorveglianza lungo tutta la filiera dei molluschi bivalvi, considerati tra i principali veicoli di trasmissione del virus. L’azione coinvolge i Dipartimenti di prevenzione delle ASL, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e la rete tecnico-scientifica regionale, con l’obiettivo di individuare eventuali contaminazioni e bloccare sul nascere nuovi focolai. L’epatite A è un’infezione acuta del fegato causata dal virus HAV e si trasmette prevalentemente per via oro-fecale, attraverso il consumo di acqua o alimenti contaminati o tramite contatti diretti con persone infette. Uno degli aspetti più critici è la capacità del virus di diffondersi anche prima della comparsa dei sintomi, che possono manifestarsi dopo un periodo di incubazione compreso tra 15 e 50 giorni.I sintomi più comuni includono febbre, nausea, dolori addominali, urine scure e ittero, ma nei bambini l’infezione può anche risultare asintomatica, contribuendo alla diffusione silenziosa del virus. Secondo ulteriori riscontri emersi nelle ultime settimane, i casi complessivi potrebbero aver già superato quota 150, segnale di una situazione in evoluzione che richiede “massima attenzione” sia sul piano sanitario che su quello dell’informazione ai cittadini. Parallelamente ai controlli, la Regione ha avviato una campagna di prevenzione per sensibilizzare la popolazione sui comportamenti a rischio: particolare attenzione viene posta al consumo di frutti di mare crudi, all’igiene personale e alla sicurezza alimentare. Restano ora in corso le indagini epidemiologiche per chiarire l’origine precisa dell’aumento dei contagi. Tra le ipotesi al vaglio degli esperti ci sono eventuali lotti contaminati di prodotti ittici o criticità nella catena di distribuzione. L’obiettivo è individuare rapidamente le cause per contenere il fenomeno ed evitare un’ulteriore diffusione nelle prossime settimane.