Finalista al premio Bancarella il viaggio letterario di Salvatore Schiavone

Il saggio «A Tavola. L’Arte Culinaria al Teatro e al Cinema» (Cacucci) conquista la sestina finalista del Premio Bancarella della Cucina 2026. Un viaggio tra mito, teatro, cinema e identità agroalimentare.
Dalla Partenope mitica del Golfo di Napoli al Bengodi di Boccaccio, dal teatro di Eduardo De Filippo ai set cinematografici: è lungo queste strade, reali e immaginarie, che si sviluppa il viaggio letterario di Salvatore Schiavone in A Tavola. L’Arte Culinaria al Teatro e al Cinema, pubblicato da Cacucci Editore e selezionato nella sestina finalista della 21ª edizione del Premio Bancarella della Cucina 2026.
Il riconoscimento arriva dopo un percorso di ricerca e divulgazione nel quale l’autore ha scelto di osservare la cucina da una prospettiva meno consueta. Non soltanto ricette e prodotti, ma anche immagini, parole, personaggi, memoria e rappresentazione.
È in questo contesto che Schiavone introduce il concetto di «Ulinaria», neologismo con il quale interpreta il rapporto tra il fare cucina e il modo in cui la cucina viene raccontata attraverso le arti. La tavola diventa così un luogo narrativo nel quale il cibo può assumere il ruolo di personaggio, simbolo o strumento per raccontare un territorio.
Uno dei riferimenti più significativi del libro è Eduardo De Filippo. Nella sua opera la cucina non è un semplice elemento di contorno: appartiene alla storia dei personaggi, alle relazioni familiari, alla cultura napoletana. Il rispetto per il prodotto e per la sua identità territoriale emerge anche attraverso il richiamo alle olive nere di Gaeta e alla celebre espressione «si cucina comme voglio io».
La tavola diventa quindi un luogo nel quale si incontrano memoria individuale e identità collettiva. Mangiare significa anche riconoscere un prodotto, un territorio, una tradizione e, talvolta, scegliere quale racconto affidare al futuro.
È da questa prospettiva che il libro guarda anche alla contemporaneità. La tutela delle produzioni italiane, il contrasto all’Italian Sounding, la sostenibilità e la biodiversità non vengono affrontati soltanto come questioni tecniche, ma come elementi di una più ampia cultura della consapevolezza.
Il percorso di Schiavone parte dunque dalla cucina, ma non si ferma ai fornelli. Attraversa il teatro, il cinema, la storia e l’immaginario collettivo per arrivare al rapporto tra il consumatore e ciò che porta sulla propria tavola.
Forse è proprio qui che si trova la domanda di fondo del libro: che cosa racconta davvero un piatto quando arriva in tavola?
Per Schiavone, la risposta passa dalla memoria, dalla qualità, dal territorio e dalla capacità di riconoscere ciò che è autentico.
La finale del Bancarella della Cucina rappresenta ora una nuova tappa di questo percorso e porta quella riflessione davanti a un pubblico più ampio, tra lettori, librai e operatori della cultura gastronomica.