Sono in corso in questi giorni le consultazioni per nominare il successore di Antonio Guterres a capo del Segretariato Generale dell’ONU, la cui carica cessa il prossimo 31 dicembre 2026.
Innanzitutto le modalità di nomina sono quelle indicate dall’articolo 97 della Carta delle Nazioni Unite ovvero il Consiglio di Sicurezza propone il nominativo all’Assemblea Generale e quest’ultima approva.
Nulla è specificato nell’articolo su menzionato in merito ai requisiti per ricoprire tale carica e pertanto si è affermata la consuetudine – ovvero una regola non scritta – secondo cui siano i 5 membri permanenti a influenzarne la nomina*. Ricordiamo però che i 5 Stati membri del Consiglio di Sicurezza ONU sono quelli usciti vincitori dal Secondo Conflitto Mondiale e, pertanto, rappresentano equilibri mondiali che non esistono più: da allora il Mondo è cambiato. Dunque un nuovo Mondo influenzato ancora da vecchie (non più o non uniche) potenze.
Nel frattempo il prossimo Segretario Generale eredita due grandi guerre in corso, il problema del surriscaldamento climatico con l’ultimo report ONU che certifica lo sforamento del limite di 1,5 gradi celsius sulle temperature medie e il settore industriale che non accenna a diminuire le emissioni di CO2, la crisi del multilateralismo e del Diritto Internazionale. Non proprio una posizione invidiabile.
In particolare la fine del multilateralismo, avviata da Trump durante il suo primo mandato, ha visto una forte accelerazione col suo secondo mandato mentre la crisi del Diritto Internazionale, ovvero le norme che regolano i rapporti tra Stati, si è palesata definitivamente con la guerra in Ucraina – laddove Putin l’aggressore è stato immediatamente sanzionato – e il conflitto Israelo-palestinese dove non si sanziona Israele a dovere e dove ancora gli Stati non accettano il relativo utilizzo del lemma genocidio (facilmente accettato invece per il Ruanda e per la Yugoslavia, sic!), nonostante le denunce di Francesca Albanese e di altri.
Questi sono solo alcuni esempi dello stato attuale delle cose ma si potrebbe andare ancora avanti, ad esempio è notizia di oggi che il bombardamento USA nel febbraio 2026 alla scuola di Minab (Iran) e costato la vita a oltre 160 persone, di cui la maggioranza bambini, è un crimine di guerra. Quindi ufficialmente anche Trump è un criminale di guerra, essendo il capo supremo delle forze armate USA.
Ma anche stavolta pochissime saranno le voci che si leveranno contro Trump e la sua amministrazione e neppure avremo mandati di arresto internazionali.
* leggasi il rapporto “Il processo in corso per la selezione del prossimo Segretario Generale delle Nazioni Unite e il dibattito sulla riforma ONU” a cura del prof. Marco Zupi, membro del Cespi.