Giudici pace confermano un mese di sciopero. Pronti a autosospenderci. Con riforma 15 anni per avere giustizia

redazione  gianclaudio de zottis

 

I giudici di pace confermano lo sciopero di un mese (a partire dal 15 maggio) e minacciano di autosospendersi dal servizio a tempo indeterminato contro la riforma della magistratura onoraria del ministro Orlando, che avrà l’effetto di dilatare “in maniera esponenziale” la durata dei processi, con attese di “10-15 anni per avere giustizia”.
“Un provvedimento abnorme”, si legge in una nota dell’Unione
nazionale giudici di pace, che “in aperta violazione della
Costituzione” ha cancellato “tutte le garanzie di indipendenza e
terzietà dei giudici di pace e dei magistrati onorari, privati
di ogni tutela ordinamentale e dequalificati al rango di meri
passacarte dei magistrati di carriera”.
“Non sono solo in gioco i diritti inviolabili di 5.000
magistrati e delle loro famiglie- avverte il sindacati- ma la
stessa efficienza del sistema giudiziario. Con una riforma che
assegna ai giudici di pace ed ai pubblici ministero onorari
l’80% del contenzioso civile e penale di primo grado,
costringendoli a svolgere contemporaneamente altre attività
lavorative per sopravvivere, che tipo di risposta, in termini di
qualità della giurisdizione e di ragionevole durata dei
processi, potranno mai offrire nel futuro gli uffici
giudiziari?”
I risarcimenti per l’irragionevole durata dei processi
“decuplicheranno – prevedono i giudici di pace – e la crescita
economica del Paese, già frenata dalle inefficienze dei
Tribunali, subirà un drastico tracollo a causa della perdita
totale di fiducia nel sistema giudiziario”.