Stavolta la rivoluzione è teletrasmessa, per citare e parafrasare il documentario del 2003 sul fallito colpo di Stato ai danni di Chavez. O meglio, corre veloce anche sui social che non c’erano allora.
Il 2026 si apre male perché stamattina alle 7 italiane, le due in Venezuela, Caracas viene svegliata da una serie di bombardamenti Made in USA. Lo scopo è quello di ribaltare il regime di Maduro.
Non sono bastati i contatti tra i due Presidenti nei mesi scorsi in cui Maduro e Trump si erano confrontati e avevano dichiarato di voler collaborare e voler ideare insieme un programma di finanziamenti ed aiuti per favorire lo sviluppo del Venezuela.
Alcune ore dopo gli USA, tramite i social di Trump, annunciano di aver arrestato Maduro e consorte, che poi saranno estradati negli USA per affrontare un processo (Maduro) per alcuni crimini mossi ai suoi danni, tra cui quello di attentare alla sicurezza degli USA: epilogo scontato in situazioni simili.
Ovviamente in questa circostanza si scontrano due anime diverse: da un lato quelli che sostengono il rovesciamento di regime e l’arresto del Presidente (molti esultano per la caduta di un governo non democratico) e dall’altro quelli che lo sostengono.
Il problema di fondo è che, sempre ragionando in punta di diritto, l’attacco di stanotte rappresenta un crimine di aggressione, chiaramente vietato dalla normativa internazionale.
Generalmente questi crimini sono condannati dall’Assemblea Generale ONU e dal Consiglio di Sicurezza ONU e prontamente sanzionati, vedere in tal senso le sanzioni applicate alla Russia a seguito dell’invasione dei territori dell’Ucraina.
Per par condicio ci si aspettano dunque condanne e sanzioni anche ai danni degli USA per aver attaccato uno Stato sovrano senza giustificazione giuridica.
Scommettiamo che resteranno impuniti?
Ad ogni modo, anche volendo vedere un po’ oltre i termini giuridici e il reato di aggressione, tutto ciò altro non è che la continua applicazione della dottrina Monroe aggiornata al 2026.
Buon 2026 e buona fortuna a tutti noi!