IL 25 APRILE, FESTA NAZIONALE DELLA LIBERAZIONE

La prima difficoltà che insorge per chi, come me, abbia deciso di commentare questa
ricorrenza , è come impostare il titolo del pezzo senza cominciare a scatenare le ire di chi
sostiene che solo una convinta adesione , plaudente e riconoscente, verso questa pietra miliare
della identità nazionale, possa essere accettata e riconosciuta. Invece le cose che riguardano la
celebrazione di questa data, non la lotta partigiana , l’antinazifascismo, la Resistenza, con la
maiuscola, che conserveranno nei secoli il loro valore fondante della repubblica italiana, sono
tra le più controverse che si possono immaginare, a giudizio dello scrivente. Intanto la
liberazione del Nord Italia dai tedeschi e dai fascisti della Repubblica di Salò, non fu certo
un’impresa ottenuta dalle sole forze partigiane. I poderosi eserciti anglo-americani avevano
giocato un ruolo determinante nella sconfitta delle residue forze di occupazione e dalle milizie
repubblichine, così venivano indicate le cose che riguardavano la Repubblica di Salò, guidata
dal fantasma di Benito Mussolini, liberato dal Gran Sasso dai tedeschi e messo a capo di uno
stato fantoccio, completamente in mano ai tedeschi e ad Hitler, un Mussolini già detronizzato
il 25 luglio del ’43 ed arrestato e deportato sul Gran Sasso d’Italia, ‘riesumato’, è il caso di
dirlo, per dare una parvenza politicamente legittima a quella parte d’Italia che non era stata
ancora liberata dall’occupazione nazista, nonostante il fatto che l’Italia tutta, quella legittima,
e cioè il Regno d’Italia di Vittorio Emanuele III, si era arresa ed aveva firmato l’armistizio
con le potenze alleate l’ 8 settembre 1943. Quindi l’Italia ‘legale’ aveva già fatto una scelta di
campo, abbandonando l’alleanza coi nazisti, il fascismo, quello istituzionale prima dell’8
settembre, era caduto come regime nazionale 1l 25 luglio ‘43, quindi c’era stata la
capitolazione della Nazione tutta che aveva riconosciuto di essersi imbarcata in una guerra
sciagurata. Invece , sempre nell’istituzione della ricorrenza del 25 aprile, veniva beatificato il
CNLAI, il comitato nazionale per la liberazione dell’alta Italia, come unico soggetto politico
legittimato a gettare le basi giuridiche per la nascita del nuovo stato italiano, che si basasse in
primis sull’antifascismo, ma che consacrava come registro, come chiave di volta e come
garanzia di questo ‘culto’ antifascista, l’appartenenza all’area della sinistra storica, quella
socialista e vieppiù a quella comunista che ne era derivata dopo la scissione di Livorno voluta
da Gramsci nel 1921, a seguito della rivoluzione russa di Ottobre che aveva abbattuto lo stato
zarista e fondata la repubblica dei Soviet, prima in mano all’ispiratore e capo supremo della
rivolta, Ilic Ulianovic Lenin e poi, successivamente, in mano a Josip Stalin che di morti sulla
coscienza di oppositori del regime sovietico internati nei gulag, prima, durante e dopo la
guerra ne aveva milioni, a riprova provata che il comunismo reale tutto poteva essere
considerato, tranne che un regime democratico a cui ispirarsi. In realtà la resistenza era stata
sorretta ed aveva avuto i propri martiri anche tra liberali, cattolici e partito d’azione, ma
questo fu messo non solo in secondo piano, ma fu, nei decenni del tutto ignorato e passato
sotto silenzio. Ragion per cui, accanto alla celebrazione dell’antifascismo sembrava che si
dovesse celebrare un peana del comunismo, del ‘sol dell’avvenire’, come di un regime
democratico ed egalitario. Per cui, nel tempo, sempre più il ‘politicamente corretto’, come si
usa dire oggi, doveva passare non solo per il proclamato antifascismo, ma per la celebrazione
del socialismo, comunque sia.
Per non parlare dello scempio dei cadaveri di Benito Mussolini e della sua povera amante ,
Claretta Petacci, già fucilati eppure appesi a testa in giù a piazzale Loreto a Milano, sempre in
quel fatidico 25 aprile…..allora è anche questo truce episodio che si concelebra in tale data?
Per non parlare poi, della ‘guerra’ politica e parlamentare dopo le elezioni dell’aprile 1948
che i gruppi socialisti e comunisti inscenarono in parlamento per ostacolare l’adesione alla

NATO che sancì una volta per tutte l’uscita dell’Italia dai paesi non allineati e soprattutto
l’affrancamento dalla minaccia di entrare nell’orbita dell’Unione Sovietica, come caldeggiato
soprattutto dal capo dei comunisti italiani Palmiro Togliatti, che già faceva parte di un gruppo
internazionale di guida politica verso il socialismo, in mano ovviamente ai sovietici , il ,, ma
che occorresse lottare, armi in pugno, in favore della dittatura del proletariato contro anche il
potere borghese nel quale, a loro avviso, si era trasformato un fascismo sempre latente ,
padrone delle istituzioni repubblicane e mai domo. E’ quasi inutile ricordare gli efferati e
numerosi omicidi operati dalla detta banda armata ai danni di semplici cittadini , di
sindacalisti, Guido Rossa, di magistrati , di giornalisti e dei vertici del potere politico
democratico il cui culmine fu il rapimento, la successiva uccisione e l’eccidio della scorta
dell’On. Aldo Moro.
Ora tutto questo non può che proiettare un’ombra sinistra sulle celebrazioni del 25 aprile
poiché, è Storia conclamata, qualunque cose possa ricordare, i sacrifici ed i martiri della
resistenza, la fine dell’occupazione nazifascista, la vittoria sul nazifascismo, l’embrione della
nascita della Repubblicana Italiana, non rappresenta certo la pacificazione nazionale, visto che
ingenti scie di sangue dovevano ancora lordare le nostre strade ed investire le nostre
istituzioni democratiche, dalle spinte eversive degli opposti estremismi, come le battezzò
Amintore Fanfani. Allora viva il 25 Aprile come commemorazione della consapevolezza
storica delle brutture del totalitarismo , sotto qualunque bandiera esso si annidi.