Il Quartiere Militare Borbonico sede della formazione ODG

Le carte di Treviso e Napoli: necessità di aggiornamento costante

Le Carte di Treviso e di Napoli al centro della formazione: rispetto delle generazioni, minori in rete e sicurezza digitale. Cultura e arte come cornice del confronto

Ieri il Quartiere Militare Borbonico di Casagiove ha ospitato un importante momento di formazione deontologica e professionale per i giornalisti, promosso dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, presieduto da Ottavio Lucarelli. Un appuntamento molto partecipato, che ha unito aggiornamento professionale, riflessione civile e valorizzazione culturale del territorio.

Il corso, dal titolo “Le Carte di Treviso e di Napoli. Deontologia e rispetto delle generazioni”, ha posto al centro il ruolo e la responsabilità dell’informazione in una fase storica segnata da profonde trasformazioni tecnologiche e sociali. In particolare, l’attenzione si è concentrata sui temi della tutela dei minori, del linguaggio giornalistico, del disagio giovanile e delle nuove sfide poste dal mondo digitale.

Ad arricchire l’iniziativa, nella suggestiva location borbonica, è stata anche la possibilità di visitare la mostra “Cent’anni d’arte, una storia familiare”, che raccoglie opere di Augusto Simeoni, Luciano Guiotto e Stefania Guiotto. Quest’ultima, presente in sala, è intervenuta anche in qualità di relatrice, sottolineando il valore del dialogo tra arte, comunicazione e responsabilità sociale.

Al dibattito hanno preso parte Carola Barbato, componente del CORECOM, che ha approfondito i temi legati alla sicurezza informatica, alla Carta Digitale e alla protezione dei minori in rete; Francesco Manca, direttore della rivista Lapilli, che ha richiamato l’importanza di un giornalismo capace di andare oltre il sensazionalismo; e Antonio Crispi, presidente dell’Auser di Casagiove, che ha portato l’attenzione sul rapporto tra informazione, comunità e fragilità sociali.

Molto apprezzato anche l’intervento del sindaco Giuseppe Vozza, che ha salutato i partecipanti rimarcando il valore di iniziative capaci di coniugare formazione, cultura e impegno civile, e di restituire centralità a luoghi storici del territorio.

Nel corso del confronto è emersa con forza la necessità di un aggiornamento costante della Carta di Treviso, alla luce delle nuove dinamiche della comunicazione digitale e dei social network, ribadendo un principio fondamentale: il rispetto delle persone, a partire dai più giovani, passa anche attraverso le parole.

Una riflessione condivisa ha attraversato l’intero incontro: in un tempo segnato da cinismo e superficialità comunicativa, una parola gentile, corretta e consapevole può ancora fare la differenza. Un impegno etico che chiama in causa non solo i giornalisti, ma l’intero sistema dell’informazione.