Le intricanti ramificazioni del narcotraffico nel territorio italiano stanno emergendo con forza dalle dichiarazioni del padrino dei Casalesi, Sandokan. Le prime testimonianze rilasciate dal super boss stanno gettando luce sul complesso schema del traffico di droga, orchestrato attraverso una rete di alleanze che si estende dal litorale romano fino alla Germania e all’Albania.
Uno degli elementi chiave di questo intricato disegno è stato il canale di approvvigionamento della Colombia e della Spagna, garantito dagli “alleati” del litorale romano come il clan Fragalá, i Fascianti di Ostia, i Senese e ceppi della ‘ndrangheta. Nel basso Lazio, gli esiliati Bardellino hanno operato come copertura. In parallelo, il canale verso la Germania e l’Albania è stato gestito dall’Alleanza di Secondigliano.
Ma il commercio della droga non si fermava alle frontiere geografiche. Anche all’interno del carcere, il sistema del “cartello casertano” continuava a operare senza sosta, dimostrando la capillarità e la resilienza della rete criminale.
Il recente pentimento di Sandokan ha scosso non solo il mondo della criminalità organizzata, ma anche gli storici alleati del suo gruppo. La relazione della Direzione Investigativa Antimafia ha messo in evidenza i profondi legami che da decenni uniscono la fazione Schiavone ad altri gruppi malavitosi, politici e imprenditori nella provincia di Caserta.
Il pentimento di Francesco ‘Sandokan’ Schiavone rappresenta un punto di svolta nella lotta contro la camorra in provincia di Caserta. Nonostante i suoi 26 anni di reclusione, la sua influenza sulla criminalità organizzata è rimasta intatta, come dimostra la persistenza della fazione Schiavone secondo la relazione semestrale della Dia.
Numerosi gruppi malavitosi locali sono storicamente legati alla fazione Schiavone dei Casalesi, e il pentimento di Sandokan ha potenzialmente messo in allarme anche coloro che erano considerati suoi fedeli seguaci. La relazione Dia delinea chiaramente il territorio di influenza del gruppo Schiavone, che comprende Casal di Principe, gran parte dell’Agro Aversano e l’intera provincia di Caserta, sebbene con alcune distinzioni.
Secondo la Dia, gruppi come i Papa, i Ligato-Lubrano, i Mezzero e i Russo sono legati alla fazione Schiavone con connessioni intricate e profonde. Questi gruppi operano in diversi territori della provincia di Caserta, mantenendo stretti legami con il potente clan dei Casalesi.
Le dichiarazioni di Sandokan potrebbero gettare luce non solo sui dettagli operativi della criminalità organizzata, ma anche sulle sue infiltrazioni nella politica locale e nell’imprenditoria. Nonostante gli anni trascorsi dietro le sbarre, il suo passato continua a influenzare il presente, con possibili conseguenze che potrebbero ancora scuotere il mondo criminale e politico della provincia di Caserta.