“La maestra va in pensione” intervista ad Alba De Luca.

Il racconto delle esperienze scolastiche della maestra De Luca che ha eseguito, per i suoi studenti, il metodo Montessori.

Dopo le varie presentazioni in pubblico dell’opera libraria, dal titolo “La maestra va in pensione”, racconto autobiografico dell’esperienza scolastica della maestra Alba De Luca, abbiamo deciso di fare due chiacchiere con la scrittrice.

Ciao Alba, raccontaci un po’ della tua esperienza svolta nella scuola ed in particolare nel circuito del metodo Montessori.

Vi presento un libro che è il risultato di 40 anni di esperienza in una scuola Montessori a Foggia. E’ una scuola nata negli anni ’60, nel periodo del boom economico, quando si richiedevano innovazioni in tutti i campi e così anche in quello economico, sociale e culturale. Innovazione era richiesta anche nel modello educativo con un’impostazione diversa dalla precedente dove protagonista era l’insegnante. L’insegnante trasmetteva le conoscenze agli alunni e questi ascoltavano quasi passivamente. Al contrario invece la richiesta didattica era quella di una scuola orientata più alle scienze umane dove l’interazione con i discenti doveva esser più incoraggiata. Nell’ 8 Gennaio del 1967 ha avuto inizio questa scuola con delle esperienze innovative, per esempio, la presenza di un nido, di una scuola materna, affiancata alle scuole medie e superiori, dove gli insegnanti erano anche un po’ dei genitori. Questi nuovi approcci e servizi erano davvero una innovazione che chiaramente all’inizio, poneva qualche dubbio sul fatto che l’impatto del nuovo modello potesse esser negativo sulle persone, semplicemente perché non compreso fino in fondo. Invece l’iniziativa fu molto gradita e l’anno successivo ci fu un aumento di sezioni rispetto alla scuola materna e alla scuola elementare. Questa operazione fu l’inizio di un percorso che ci vede oggi, dopo sessant’anni, con circa 20 classi elementari più le classi della scuola media. Possiamo dire che è stato un bel percorso, tanto è vero che in un convegno che alcuni anni fa fecero a Roma, Foggia risultava proprio a livello internazionale, una delle città che maggiormente si era sviluppata anche grazie alla formazione di eccellenza. Una scuola che ha sempre promosso attività innovative anche dal punto di vista legislativo, ad esempio, l’apertura alle collaborazioni con i genitori nell’organizzazione della attività scolastiche anche con l’ausilio delle proprie competenze. Sempre una scuola aperta al territorio e promotrice di innovazione che ha anticipato i tempi.

Parlaci di Maria Montessori.

Maria Montessori era una donna dalle idee molto liberali, nel senso che è stata protagonista delle battaglie più innovative del suo tempo proponendo e battendosi per il diritto allo studio di tutti i bambini, compresi i disabili, evitando la prassi che in passato preferiva vederli a lavoro nei campi non pensando all’istruzione. Altra battaglia da metter in risalto fu quella del diritto delle donne al voto e all’istruzione. Il metodo Montessori è basato su una didattica che rende il bambino protagonista di se stesso. Non è più l’insegnante che trasmette le conoscenze ma è il discente che impara e assorbe gli insegnamenti attraverso l’attività e l’impegno personale. Nell’attività del fare e dell’agire.  Quindi questa attività personale gli permette un percorso su misura in base alle sue capacità calibrato sulla sua esperienza. Il mix formativo si avvale sia dell’educazione intellettuale, cioè delle conoscenze in suo possesso e che verranno acquisite in seguito, e sia dell’educazione morale che attraverso la disciplina e la responsabilità forma il senso cooperativo, sociale e quindi l’autonomia. Il concetto di autonomia, in questo caso, serve a dire “essere una personalità autonoma”, responsabile e costruttore di pace. Faccio notare anche il cambio di paradigma pratico nell’insegnamento, non ci lezioni frontali, la lezione è uguale per tutti, c’è lo stesso materiale, lo stesso ambiente,  un insegnante, tutte componenti che interagiscono nell’esperienza di formazione. Grande attenzione è rivolta alle inclinazioni accademiche del bambino senza soffocare le sue propensioni verso alcune tipologie di materie.  Nel nostro insegnamento montessoriano si affermano i due concetti “Non sostituirsi a lui” “Lasciami fare da solo e dammi gli strumenti per poter fare da solo”

Ho visto un lavoro che riportava la bandiera di Malta. Sono curioso, di cosa si tratta?

Questo è uno dei lavori che era nel progetto di scrittura per le ambasciate, ogni bambino ha scritto ad un’ambasciata, presentandosi e mostrando curiosità per la nazione di riferimento, chiedendo foto ed informazioni specifiche. Tra queste c’era anche quella di Malta.

Il legame con l’Irpinia. Qual’è il tuo rapporto con questa terra e l’analogia con alcune delle tue esperienze?

Il mio legame con l’Irpinia. E’ sicuramente un posto che custodisce la mia storia, fa parte del mio DNA, ho assimilato anche io molto dell’Irpinia, anche se sono a Foggia da quasi settant’anni, ho sempre fatto l’analogia tra Irpinia e Puglia settentrionale, la Daunia. Racconto sempre come le due popolazioni hanno interagito, stiamo parlando del periodo avanti Cristo. E su questo pensiero ho messo in piedi anche un altro lavoro ispirato alla Principessa di Bisaccia. Stessa analogia con il territorio di Ascoli, dove è stata ritrovata un’altra Principessa simile a quella bisaccese.

Il Design della copertina ed il titolo. Parlaci di questa scelta.

La copertina è frutto dell’impegno artistico di un alunno. Un giorno, a casa mia, tra varie ricerche, tra le agende e le scatoline, nelle quali custodisco tutte le comunicazioni con i miei studenti, tantissimi i ringraziamenti per l’attività svolta in classe e tra le famiglie, ho trovato un disegno che mi ha colpito particolarmente. Un disegno che mette in luce la natura e che possiede dei colori che mi hanno comunicato freschezza. Guardandolo sono sovvenuti i miei ricordi, il periodo scolastico, i momenti laboratoriali. Il titolo invece “La maestra va in pensione” è legata ad una filastrocca che la mia collega mi ha ha scritto, e mi ha donato, quando sono andata in pensione. Nel libro ho cercato di metter in risalto i lavori dei bambini, i sentimenti, le sensazioni.

In chiusura ho visto il riferimento a Papa Paolo VI e al suo concetto di tempo.

Ho utilizzato la citazione di Papa Paolo VI “Noi vogliamo essere padroni del tempo. Vogliamo spenderlo bene. Vogliamo dare un senso alla nostra vita. La vita vale per il senso che le diamo, per la direzione che noi le imprimiamo, per la meta, lo scopo a cui la rivolgiamo”. E’ un augurio per un buon futuro, per la qualità del tempo speso sia per se stessi che per gli altri. Un inno all’importanza di non perdere tempo in tante cose inutili, di non procrastinare gli impegni, di costruire il bisogno di aiutare gli altri, di esser anche volontari a volte per mettersi a servizio dell’altro e migliorare se stessi.

Grazie Alba.

Grazie e a te.

Un bel libro per gli appassionati del mondo scolastico e devo dire anche un buon punto di partenza per una sceneggiatura per un prodotto audiovisivo orientato alle famiglie.

Buona lettura.