Dal letame la rivoluzione green di Retina. Dallo scarto alla risorsa, circolarità della filiera agrozootecnica. Alla Fiera Agricola di San Marco Evangelista il dibattito sulla svolta green di Terra di Lavoro. È una rivoluzione silenziosa quella che, dalle stalle e dalle campagne della provincia di Caserta, trasformerà il letame in risorsa energetica e fertilizzante sostenibile. Una inversione di marcia che già in Europa e in altre aree italiane da anni trasforma i reflui zootecnici ed i sottoprodotti agricoli, che altrimenti immetterebbero in ambiente metano, CO₂ e nitrati nocivi, in energia pulita.
Se ne è parlato nei giorni scorsi alla Fiera Agricola di San Marco Evangelista, nell’ambito del dibattito promosso dalla Retina Holding, società che da anni si dedica alla progettazione, realizzazione e gestione di infrastrutture per la produzione e l’immissione in rete di biometano a partire dalla conversione dei reflui zootecnici. Al tavolo dei relatori, moderato dalla giornalista Mariamichela Formisano, il Direttore Generale e Amministratore Delegato della Retina Franco Torra ha spiegato:
“Il nostro progetto nasce da un’idea semplice ma al contempo innovativa: accompagnare nel percorso di transizione ecologica gli agricoltori e gli allevatori del sud Italia, dove sono o saranno ubicati gli impianti di digestione anaerobica, alimentati per oltre il 60% da biomasse zootecniche e per la restante parte da sottoprodotti agricoli non derivanti da colture dedicate. Attraverso la digestione anaerobica, i reflui zootecnici vengono trasformati in biogas e successivamente in biometano, una fonte rinnovabile capace di alimentare la rete nazionale e contribuire alla parziale sostituzione del gas fossile. Oltre al metano, dal processo si ricavano CO₂ biogenica, destinata all’industria alimentare e farmaceutica, e fertilizzanti organici biocompatibili, che permetteranno la riduzione dell’utilizzo di quelli chimici in linea con le nuove direttive europee, oltre a contribuire sostanzialmente alla riqualificazione dei suoli”.
Missione dell’azienda e priorità assoluta: la riduzione dei nitrati ed il contributo alla decarbonizzazione. Non solo, perché le produzioni di biometano, CO2 biogenica e fertilizzanti, sono la spinta economica ad un modello di sviluppo replicabile, che coniuga la transizione energetica, la tutela dell’ambiente e del suolo e la valorizzazione delle filiere locali.
Infatti, Retina punta a coinvolgere allevatori, aziende agricole e comunità territoriali in una rete capace di generare valore condiviso. Gli impianti, oltre a ridurre l’impatto ambientale, creano occupazione stabile nelle aree rurali e favoriscono la nascita di nuove professionalità legate alla manutenzione e alla gestione energetica.
Retina si propone anche come infrastruttura informativa, in grado di raccogliere, certificare e condividere dati strategici su energia, ambiente e filiera agricola. Una base conoscitiva trasparente che consenta interventi sistemici e non più frammentari in un territorio culla dell’agrozootecnia. Al dibattito Salvatore De Micco, medico veterinario dell’Asl Caserta, ha messo in evidenza l’aspetto infrastrutturale e le potenzialità della mitigazione dei rischi di diffusione epidemiologica, ed il contributo che tali impianti daranno alla produzione di energie alternative rispetto all’attuale importazione di gas da altri stati, ed alla produzione di fertilizzanti naturali rispetto a quelli chimici. De Micco ha anche sottolineato: “In provincia di Caserta sono presenti 185mila bufale. Allo stato attuale servirebbero almeno 23 impianti, considerato che la gestione dei reflui può avvenire solo con impianti sia per i nitrati sia per il risanamento dalla brucellosi e tubercolosi”. Al tavolo dei relatori anche Paolo Di Palma, direttore della Confagricoltura Caserta, che ha rimarcato il ruolo delle aziende zootecniche come attori principali del progetto Retina: “La corretta gestione dei reflui zootecnici, oltre ad essere una necessità di buona governance aziendale, rappresenta sempre più una necessità per le imprese, sia dal punto di vista commerciale, in quanto migliora le opportunità di vendita ad acquirenti sensibili al tema dell’impatto ambientale del prodotto e sia dal punto di vista dell’accesso al credito bancario, sempre più condizionato, non tanto dal quanto l’azienda produce, ma dal come l’azienda produce”. Applaudito anche l’intervento di Daniela Nugnes, ex assessore Regionale all’Agricoltura, che ha rimarcato l’importanza di informare e formare gli allevatori e gli agricoltori del territorio, chiamati da protagonisti alla svolta green che le piattaforme infrastrutturali Retina garantiranno nell’immediato futuro.