La trasparenza farlocca dell’amministrazione Marino nel quasi silenzio del bluff opposizione

Cosa pensereste di un sedicente buon padre di famiglia che programmi di assumere un giardiniere o una colf senza però svelare a nessuno le sue reali risorse finanziarie, obbligato a farlo però per una regola convenuta inevitabile? Pensereste che non è poi quel bravo e affidabile curatore delle sue finanze. Questo è quanto piú assomiglia a quanto accade al Comune di Caserta, dove non e’ stato ancora approvato il cosiddetto bilancio consolidato relativo all’anno 2020 che andava approvato entro il termine del 30 settembre 2021. Vi chiederete: cosa rappresenta questa voce e che peso ha nel determinare vincoli inevitabili per la buona amministrazione dell’Ente? Il bilancio consolidato è un documento contabile di estrema importanza, ha carattere consuntivo e rappresenta il risultato economico, patrimoniale e finanziario del “gruppo amministrazione pubblica”, cioè della complessiva attività svolta dall’ente attraverso le proprie articolazioni organizzative, i suoi enti strumentali e le sue società controllate e partecipate. Quindi è lo strumento contabile che rappresenta la salute o meno, economica e finanziaria, non solo del Comune ma anche delle sue partecipate. E allora? Allora si da’ il caso che l’art.9 del D.L. 113/2016, nel caso di mancata approvazione, prevede per l’Ente, quale sanzione, il divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. Tutto ciò fino a quando non si provvede all’approvazione. Non solo: con sentenza 105/2022 42, la Corte dei Conti Sez.II giurisdizionale centrale d’appello ha affermato che scatta il danno erariale per il dirigente del Comune che procede all’assunzione di personale senza che sia stato approvato il bilancio consolidato dell’ente entro il termine stabilito dalla legge. Dunque l’assessore al personale Annamaria Sadutto oppure quello al Bilancio Gerardina Martino potrà dichiarare tranquillamente che assunzioni non sono state espletate dall’amministrazione in risposta informale al consigliere Pasquale Napoletano che ha,come già avvenuto nel passato, chiesto con interrogazione le ragioni dell’omissione prolungata in questi anni, ma è indiscutibile che leggeremmo come semplice clamore pubblicitario le delibere di giunta di un anno fa in merito ai concorsi pubblici banditi dal Comune per titoli ed esami per la copertura di posti vacanti in dotazione organica per vari profili. E ancor più interpretiamo come un’avventata operazione di bricolage amministrativo l’approvazione nel febbraio 2022 di un Piano triennale dei fabbisogni di personale per il triennio 2022-2024, con previsioni di quarantadue assunzioni nel 2022, incluse due posizioni dirigenziali, sette nel 2023, di cui un dirigente, nove nel 2024. Eppure sì che la dotazione organica del Comune lascia a desiderare da tempo: nel 2021 la stessa relazione istruttoria del dirigente tecnico Francesco Biondi registrava la mancanza di ben 219 dipendenti sui 508 posti previsti dalla vigente dotazione organica, approvata con una delibera di giunta comunale nel 2018. Quindi è immediato osservare che delle due configurazioni, sulle quali si attendono lumi dal Comune (come atteso nella seduta del Consiglio comunale del 28 novembre scorso, seduta inevasa per mancanza di numero legale pur con importanti punti all’odg), o non ci sono state realmente assunzioni e nè sono previste a stretto giro di posta oppure ci sono state. In entrambi i casi chi paga il prezzo di questa immane e indecorosa nonché opaca inefficienza amministrativa sono i cittadini: nel primo caso potendo “contare” su un’amministrazione comunale in asfissia per colpa di un organico gravemente sottodimensionato (il valore effettivo del rapporto medio dipendenti/popolazione residente per l’anno 2021 era pari a un dipendente ogni 256 abitanti, ben lontano da quello  di 1 su 134 indicato dal Ministero dell’Interno), nel secondo caso per l’indebito esborso di denaro pubblico conseguente ad atti illeciti.