MATRIMONI FITTIZI PER IL PERMESSO DI SOGGIORNO

Nove pronunce di condanna in primo grado e trentotto anni di carcere

Nove pronunce di condanna in primo grado, e trentotto anni di carcere a carico di molti imputati finiti nel mirino della Dda partenopea, per associazione a delinquere finalizzata a favorire l’ingresso illecito e la permanenza nel territorio italiano di stranieri clandestini e irregolari.

I magistrati partenopei hanno quindi riformulato le pene: 2 anni e 6 mesi di reclusione per Nabil El Hazmi, 41enne marocchino; Hicham Metrache, 43enne marocchino; 1 anno e 10 mesi di reclusione per Karima El Hariri 35enne marocchina, Hadi El Houite 59enne marocchina; 2 anni di reclusione per Francesca Caterino Riccardi 30 anni di Napoli, Errica Russo 21 anni di Napoli, Angelica Loffredo 29 enne di Napoli, Antonella Nardelli 34 enne di Napoli, Luisa Maiello 50 enne partenopea. Gli imputati in primo grado all’esito della pronuncia del gup Giovanni De Angelis del tribunale di Napoli nel processo celebrato con rito abbreviato avevano incassato: 3 anni e 4 mesi per Nabil El Hazmi, Hicham Metrache ; 2 anni e 4 mesi di reclusione per  Karima El Hari, Hadi El Houite ; 2 anni e 6 mesi di reclusione per Francesca Caterino Riccardi, Errica Russo, Angelica Loffredo, Antonella Nardelli, Luisa Maiello.

Le nove persone imputate furono già coinvolte nell’ottobre scorso in un operazione dei Carabinieri della Compagnia di Caserta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli a firma del sostituto procuratore Vincenzo Ranieri, che portò all’emissione del provvedimento di custodia cautelare per 17 soggetti, ritenuti indiziati a vario titolo, soprattutto per ingressi illeciti, e soggiorni irregolari.

L’attività investigativa è stata poi avviata nel luglio 2019, e questa consentì di individuare il favoreggiamento principale dell’attività clandestina sul territorio italiano ovvero “il matrimonio di comodo”, ai quali ai cittadini italiani veniva richiesto in cambio della loro disponibilità una somma di denaro, mentre a quelli stranieri affinché il matrimonio si svolgesse e a loro potesse finalmente venire rilasciato il permesso di soggiorno dovevano versare fra i 5.000 e i 6.500 euro in contanti.

Questa sorta di modus operandi operava nei comuni di : i Napoli, Castel Volturno, Mondragone, San Cipriano d’Aversa e Avezzano. Finirono così nel registro degli indagati ben 55 persone, i quali nel corso dell’indagine sono stati riscontrati più di quaranta matrimoni fittizi ,e duecentomila euro dell’attività delittuosa.

Ben 55 persone finirono nel registro degli indagati della Procura partenopea. Nel corso dell’attività d’indagine, inoltre, sono stati riscontrati più di quaranta matrimoni fittizi ed è stato accertato un volume di affari di quasi duecentomila euro quale provento dell’attività delittuosa.

Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Vincenzo Di Vaio, Luigi Ciocio, Antonio Pipino, Massimo D’Alessio, Davide Cerruti, Clemente Mottola, Giuseppe Milazzo, Fulvio Cappabianca, Pasquale Di Marzo, Vincenzo Granata, Immacolata Romano, Antonio Pollio, Claudio Pollio.