Se pensavate che il governo italiano avesse finito con le sorprese, ecco che arriva il colpo di scena che nessuno si aspettava (o forse sì). Giorgia Meloni, la Premier che ha fatto della lotta all’immigrazione irregolare il suo cavallo di battaglia, è finita sotto i riflettori della magistratura per… aver fatto scappare un criminale libico con un volo di Stato. Sì, avete capito bene. Altro che blocco navale: qui si offre direttamente un servizio charter per i signori della guerra!
Un biglietto di sola andata per Tripoli
La vicenda sembra il copione di una serie TV, ma è tutto vero. Osama Njeem Almasri, comandante della famigerata prigione libica di Mitiga e ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità, è stato arrestato a Torino il 19 gennaio. Ma, colpo di scena, due giorni dopo la Corte d’Appello di Roma ha annullato l’arresto per vizi procedurali e, anziché aspettare ulteriori accertamenti, Almasri è stato accompagnato in aeroporto e rispedito in Libia con un volo governativo.
A questo punto ci si chiede: ma Meloni lo sapeva? Secondo la Procura di Roma, pare di sì, ed è per questo che il suo nome è finito in un fascicolo per favoreggiamento e peculato. In parole povere, la si accusa di aver dato una mano a un criminale internazionale e di aver usato soldi pubblici per farlo tornare comodamente a casa. Più che un capo di governo, sembra una hostess d’eccezione!
Il governo si difende: “Un atto dovuto”
Ovviamente, la Premier non ci sta e grida al complotto. “Non sono ricattabile, vado avanti a testa alta!”, ha dichiarato con la consueta grinta. In effetti, chi oserebbe mai ricattare una leader che decide autonomamente di organizzare ponti aerei per signori della guerra? Un gesto di grande indipendenza!
Nel frattempo, il Tribunale dei Ministri ha preso in mano la questione, mentre la maggioranza urla al “processo politico” e l’opposizione chiede spiegazioni. La realtà è che nessuno sa bene come sia stato possibile che un criminale ricercato sia stato prima arrestato, poi liberato e infine rispedito a casa con il servizio express dello Stato italiano. Forse in futuro Almasri riceverà anche un buono sconto per il prossimo viaggio?
Mentre il paese affonda, c’è chi vola alto
La vicenda ha lasciato di stucco molti italiani, che nel frattempo lottano con il carovita, la benzina alle stelle e la sanità in crisi. Mentre il governo predica sicurezza e rigore, scopriamo che le prigioni libiche godono di una sorta di programma fedeltà con voli personalizzati.
C’è chi dice che questa storia potrebbe costare cara a Meloni. Ma se c’è una cosa che abbiamo imparato in Italia, è che tutto può succedere. Anche che un giorno i criminali internazionali possano accumulare miglia Alitalia.