A lanciare l’allarme è Archeoclub d’Italia, che parla di una situazione ormai critica e potenzialmente irreversibile.

Secondo Rosario Santanastasio, presidente nazionale di Archeoclub d’Italia, l’edificio si trova in una condizione di estrema vulnerabilità e richiede interventi urgenti. L’associazione sottolinea la necessità di istituire una Protezione Civile dei Beni Culturali e di investire risorse nella catalogazione e digitalizzazione del patrimonio storico e librario.
All’interno della biblioteca sono conservati oltre 4.000 volumi, tra cui testi di storia locale e regionale, documenti, mappe, appunti, libri antichi precedenti al 1830 e persino un volume del Cinquecento. Un patrimonio legato alla storia e all’identità di Niscemi e della Sicilia, raccolto dall’intellettuale Angelo Marsiano.
Francesco Finocchiaro, direttore nazionale del Dipartimento Architettura e Paesaggio di Archeoclub d’Italia, evidenzia come la mancanza di un archivio digitale e di un inventario completo renda il rischio di perdita ancora più grave. Le attività di catalogazione e digitalizzazione erano state avviate ma non completate.
La vicenda di Niscemi, conclude Archeoclub d’Italia, rappresenta un caso emblematico di una problematica diffusa in molte realtà periferiche del Paese: biblioteche e archivi comunali abbandonati, con patrimoni culturali che rischiano di scomparire per sempre senza interventi tempestivi.