Nel panorama dell’istruzione superiore italiana si afferma un modello scolastico che guarda con decisione al futuro produttivo del Paese: il Liceo del Made in Italy. Un percorso che nasce con l’obiettivo di formare una nuova generazione di professionisti capaci di comprendere, gestire e valorizzare le eccellenze che rendono il marchio Italia riconosciuto nel mondo.
Al centro del progetto c’è un’idea chiara: offrire agli studenti competenze specifiche sulla gestione d’impresa, sulle strategie di mercato e sui processi produttivi e organizzativi, coniugando solide basi teoriche e attività pratiche. Una formula che punta a preparare i giovani alle sfide imprenditoriali contemporanee, sempre più complesse e globalizzate.
Il Liceo del Made in Italy introduce nel sistema dei licei due elementi di forte innovazione. Il primo è l’avvio della formazione scuola-lavoro già dal secondo anno, un anticipo significativo rispetto ai percorsi tradizionali. Gli studenti entrano così presto in contatto con il mondo produttivo, osservando da vicino dinamiche aziendali, modelli organizzativi e processi decisionali.
Il secondo elemento è rappresentato dai laboratori interdisciplinari, anch’essi attivi dal secondo anno. In queste attività, svolte in rete con le imprese del territorio che incarnano l’eccellenza del Made in Italy, i ragazzi lavorano su veri e propri “compiti di realtà”. Intervistano esperti, raccolgono e analizzano dati, realizzano reportage fotografici, progettano strategie di comunicazione e iniziative di valorizzazione del brand. Non semplici spettatori, ma protagonisti di un percorso che li mette al centro del processo creativo e produttivo.
Il risultato è un liceo dinamico, capace di dialogare con il tessuto economico locale e nazionale, e di offrire agli studenti un bagaglio di competenze spendibili tanto nel proseguimento degli studi quanto in un futuro inserimento nel mondo del lavoro. Un modello che punta a rafforzare il legame tra scuola e impresa, valorizzando ciò che l’Italia sa fare meglio: trasformare talento, cultura e tradizione in innovazione.
A Maddaloni, in provincia di Caserta, il Liceo “Don Gnocchi” è uno dei due istituti in tutta la provincia di Caserta ad aver attivato questo corso di studi due anni fa.
La dirigente Anna Maria Lettieri, preside di lungo corso, esperta e lungimirante, ha intuito subito la grande opportunità da offrire ai suoi studenti, considerata anche la posizione cruciale della città in cui si trova la scuola, che si interfaccia con rapidità tanto con la stessa provincia di Caserta, quanto con le province di Benevento e Napoli.
In Campania tante sono le eccellenze valorizzate e da valorizzare, da far conoscere prima ancor che ai turisti agli studenti, futuri imprenditori e futuri lavoratori. Questo indirizzo di studi porta gli studenti a stretto contatto con queste realtà che rendono grande e ricca la Campania. E lo fanno per tutto il corso di studi, integrando teoria e pratica, studio delle discipline e conoscenza delle diretta delle eccellenze del territorio, in modo naturale. Gli studenti si immergono letteralmente nel loro potenziale futuro, entrando nelle aziende, dialogando con gli attori di queste realtà, confrontandosi con curiosità ed interesse, per trovare il loro posto nel mondo.
Tra le prime esperienze di questi studenti, pionieri in questo percorso di studi ci sono state già due visite in realtà modello di valorizzazione delle eccellenze e volano di sviluppo per il territorio.
Nel mese di gennaio, gli studenti del secondo anno, unitamente ad alcuni studenti del primo anno che si sono distinti per il loro percorso scolastico hanno visitato la Cantina di Solopaca, modello virtuoso di Cooperativa Agricola tra le più antiche della Campania. Con circa 120 mila ettolitri di vino prodotti è ai primi posti nella produzione regionale.
I vigneti sono ubicati in un vasto comprensorio che a partire dal comune di Solopaca coinvolge altri 16 comuni limitrofi, raggiungendo una superficie vitata totale di circa 1300 ettari. In questo territorio viene coltivato il Solopaca DOC, primo vino nel Sannio ad aver ottenuto il riconoscimento di origine controllata (D.O.C.) nel 1974. Le varietà coltivate sono la Falanghina, l’Aglianico, vitigni tipici del Sannio beneventano, ma anche Greco e Fiano. Negli ultimi anni sono stati riscoperti anche vitigni legati alla tradizione come Coda di Volpe e Barbera.
Dal vino alla pizza la giornata è proseguita a Caiazzo, comune arcinoto grazie a Franco Pepe, uno dei più rinomati maestri pizzaioli al mondo, famoso per aver elevato la pizza a espressione di alta cucina. Fondatore e proprietario di Pepe in Grani a Caiazzo, il suo ristorante è una destinazione internazionale, premiata per l’innovazione negli impasti e l’uso di materie prime locali.
In programma ci sono già altre visite in imprese attive eccellenze in altri settori. La conoscenza del proprio territorio, i modelli di sviluppo e il potenziale futuro sono fondamentali per questo corso di studi, che è una risorsa ormai indispensabile per un territorio che vuole un futuro incentrato sulla promozione e sul turismo.