Rassegna della Musica campana, 18 appuntamenti tra tradizione e contemporaneità

Dal 18 novembre al 20 marzo 2027, concerti, incontri, visite guidate e formazione in alcuni dei luoghi simbolo della cultura napoletana, dalla polifonia rinascimentale ai nuovi linguaggi musicali.

Diciotto appuntamenti per attraversare secoli di musica campana, riscoprirne le radici e raccontarne le trasformazioni fino alla scena contemporanea. È il percorso proposto dalla Rassegna della Musica campana, in programma a Napoli dal 18 novembre al 20 marzo 2027, con concerti, tavole rotonde, visite guidate e una classe di perfezionamento. La manifestazione è promossa dalla Regione Campania in collaborazione con la Fondazione Campania dei Festival e la Fondazione Trianon Viviani. Il calendario coinvolge alcuni dei luoghi più significativi della storia musicale e culturale della città: il Trianon Viviani, il Conservatorio di San Pietro a Majella, il complesso dei Girolamini, il Duomo, la Santissima Annunziata Maggiore e palazzo Sansevero. Un itinerario che mette in dialogo la musica antica, la tradizione popolare e le espressioni artistiche di oggi. I diciotto appuntamenti si articolano in due percorsi complementari: quello dedicato alla riscoperta del patrimonio musicale, dalla polifonia del Cinquecento alla canzone classica napoletana e alla grande tradizione operistica, e quello rivolto alla musica contemporanea, alle contaminazioni e alle nuove voci del territorio. Tra i protagonisti figurano La Niña, con la presentazione dal vivo della colonna sonora del film Il fuoco che ti porti dentro e i brani dell’album Furèsta; i 99 Posse, che rileggeranno il repertorio della musica politica e sociale napoletana insieme a un’orchestra sinfonica; e Lino Cannavacciuolo, con il nuovo progetto Caldera. In programma anche l’omaggio a Pino Daniele del trombettista Fabrizio Bosso e del pianista Julian Oliver Mazzariello, la rilettura della canzone classica napoletana affidata a Emilia Zamuner e al Solis String Quartet, e il concerto conclusivo di Maldestro, tra gli interpreti della nuova canzone d’autore partenopea. Accanto ai concerti, la rassegna propone incontri dedicati alla storia della scuola musicale napoletana, visite guidate nei luoghi che ne custodiscono la memoria e un percorso di perfezionamento sul ruolo del buffo nell’opera. Spazio anche alle nuove produzioni artistiche del territorio e al coinvolgimento delle giovani generazioni. L’iniziativa punta così a valorizzare la musica campana come patrimonio vivo, capace di unire ricerca storica, formazione e sperimentazione. Un percorso che si inserisce anche nel cammino per il riconoscimento della Canzone Napoletana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. La manifestazione è sostenuta dal Piano strategico Cultura e Turismo della Regione Campania, nell’ambito del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2021-2027, cofinanziato dall’Unione europea.