Regionali 2020.Caos in FI: Caldoro non convince , Carfagna enigmatica, Mastella ribelle

Forza Italia, il partito creatura di Silvio Berlusconi, manifesta senza alcun pudore la sua fase calante e la sua esigenza di rinnovamento interno

Napoli. Forza Italia, il partito creatura di Silvio Berlusconi, manifesta senza alcun pudore la sua fase calante e la sua esigenza di rinnovamento interno. E tutto cio’ in seguito al sondaggio di Antonio Noto, realizzato su incarico di Clemente Mastella, ed in seguito alla prima uscita pubblica di Stefano Caldoro il quale, insieme con i sindaci,  presentera’ la convention Il Sud che Vince fissata sabato 23 novembre come candidato dallo stesso Presidente Berlusconi alla carica di Presidente della Regione Campania alle elezioni 2020

Ma procediamo con ordine.

Se da un lato Silvio Berlusconi ha sempre designato di persona i candidati del suo partito alle cariche istituzionali, negli ultimi tempi, a quanto pare, in Forza Italia le cose sembrano essere cambiate.

Berlusconi, infatti, anche questa volta ha proceduto ad una designazione, ovvero Stefano Caldoro, ma, dall’altro lato, i senatori del partito, alcuni  intenzionati anch’essi alla presidenza di Santa Lucia, proprio non ci stanno ad essere obbligati ad obbedire.

Il primo freno alla candidatura di Caldoro viene proprio dal sondaggio di Antonio Noto dal quale emerge che il centro destra campano puo’ vincere alle regionali 2020 con qualunque candidato.

Anzi, analizzando il sondaggio, emerge che Stefano Caldoro potrebbe vincere con una percentuale del 42% inferiore rispetto a quella di Mara Carfagna , che ne sondaggio di Noto raggiunge il 44% , ed uguale a quella di Clemente Mastella , che ottiene il 42% delle preferenze .

Da cio’ le argomentazioni e le critiche espresse dal Primo Cittadino di Benevento contro le decisioni prese a tavolino.

Da sempre favorevole all’individuazione del candidato-presidente attraverso le primarie, strumento reso popolare dal Pd nel Paese,Mastella riconosce appunto che un dato “stupefacente è il risultato che mi riguarda anche se non ho endorsement da nessuno. Cioè Caldoro è il candidato di tutti e io prendo il suo stesso quoziente di consenso in Regione. Questo mi pone nella condizione di chiedere con forza le primarie e all’interno delle primarie di candidarmi. Stavolta non si sfugge, nessuno può far finta di non sentire”.

Per quanto riguarda Mara Carfagna, assente alla conferenza stampa di presentazione del convegno di sabato prossimo, che si e’ tenuta lunedi’ 18 novembre , nella sede di Forza Italia a Napoli, va detto che questa mattina, a Palazzo Grazioli, a Roma, il vicepresidente della Camera dei Deputati ha incontrato il leader di Forza Italia.

Oggetto dell’incontro le candidature in Campania alle Regionali 2020Berlusconi è ancora orientato a candidare Stefano Caldoro, Carfagna ha chiesto un chiarimento. “Credo di essere un esponente autorevole di quella terra – avrebbe replicato –  e pertanto immagino che io abbia il diritto di essere consultata sulle scelte da fare”.

Nel corso dell’incontro Carfagna non avrebbe neppure rivendicato di voler essere lei stessa la candidata per Palazzo Santa Lucia,  perorando, invece,  i nomi di Cosimo Sibilia e Paolo Russo.

A chiedere le primarie, e dunque a sostenere Clemente Mastella,  anche Severino Nappi.

Per il momento Berlusconi porta avanti le sue decisioni.  E se da un lato Clemente Mastella potrebbe riversare la sua candidatura sulle liste civiche, dall’altro non bisogna trascurare le varie istanze autonomistiche che pure si starebbero creando in Forza Italia. Secondo rumors accreditati, Mara Carfagna starebbe progettando di costituire gruppi autonomi in Parlamento per staccarsi da Forza Italia. E ,molto probabilmente,  la candidatura di Stefano Caldoro e’ stato un mezzo da parte di Berlusconi per spingere l’acceleratore su eventuali decisioni secessioniste da parte dei suoi parlamentari.

Cosi’, tuttavia,  non e’ stato: Mara Carfagna si e’ presentata questa mattina al colloquio con il Presidente Berlusconi , ne’ tantomeno ha firmato un documento, cosi’ come invece aveva anticipato, nel quale si si sarebbe voluto chiedere a Stefano Caldoro di ritirarsi dalla competizione elettorale del 2020.

Ma, intanto, le polemiche all’interno del partito azzurro non si placano.

Il responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia, Paolo Russo, attacca il vicepresidente del partito, Antonio Tajani che aveva dato ormai per certa la candidatura di Caldoro, ” Avrei apprezzato di più l’ azione di Tajani- ha detto Paolo Russo – se avesse provato di persona ad informarsi per conoscere le vicende campane, quelle che lui definisce beghe e che invece sono le ragioni per cui da quando svolge il prestigioso ruolo di vicepresidente, Forza Italia è passata dal 14 al 5,8 %”.

Polemiche anche con Domenico De Siano, coordinatore regionale di Forza Italia, che nel manifesto relativo all’evento di sabato 23 novembre non ha inserito la Carfagna.Nel manifesto manca Carfagna perché si parla di Europa e ci sono i rappresentanti europei” ha replicato Domenico De Siano.

Insomma, una gran confusione in un partito che attraverso l’europarlamentare Fulvio Martusciello aveva dichiarato nei giorni scorsi  di volere esprimere una nuova classe dirigente e un buon governo, attraverso i quali consentire al Sud di vincere.