Regione Campania. I Verdi presentano proposta di Legge su esercizio Prostituzione

Verdi: “Non è un incentivo ma una misura di civiltà. Stop allo sfruttamento, attività in forma autonoma. Inasprimento delle pene per lo sfruttamento della prostituzione minorile”.

Sulla scia di altre regioni anche in Regione Campania con i Verdi di Borrelli si pensa ad una Legge per regolamentare l’esercizio della prostituzione. Solo la scorsa settimana vi abbiamo raccontato della proposta di Legge di Antonio Guadagnini, consigliere regionale del Veneto, presentata alla Regione Veneto.

Ho presentato in consiglio regionale una proposta di legge per regolamentare l’esercizio della prostituzione. La proposta, una volta approvata, sarà inoltrata al Parlamento, organo competente in materia. Non è una legge che vuole incentivare l’attività ma una misura di civiltà che servirà a togliere le donne dalla strada”. Lo annuncia il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli.

Lavoro autonomo in luoghi chiusi e salubri

Lo sfruttamento della prostituzione rappresenta una delle principali voci di guadagno delle organizzazioni criminali. Le donne sono costrette a vendere il proprio corpo in strada senza assistenza sanitaria e con il rischio di incappare in malintenzionati. La nostra proposta prevede che l’esercizio avvenga in luoghi chiusi e salubri, sotto forma di lavoro autonomo e senza alcuna possibilità di sfruttamento da parte di terzi. – continua Borrelli – Prevediamo inoltre l’istituzione di un albo presso i comuni per censire chi intraprende l’attività ed evitare l’esercizio abusivo.

Tutela medica e incremento gettito fiscale

La proposta prevede il rilascio di un certificato sanitario alle prostitute, in modo da tutelare la loro salute e quella di chi acquista i loro servizi. La riforma che proponiamo migliorerebbe la loro qualità di vita, permettendogli anche l’accesso alle misure previdenziali previste per gli altri lavoratori. Ci sarebbe anche un incremento sensibile del gettito fiscale grazie al recupero dei tributi connessi all’attività delle prostitute”.

Inasprimento pene per lo sfruttamento sopratutto dei minori

La nostra proposta, inoltre, prevede un sensibile inasprimento delle pene per chi sfrutta la prostituzione, in particolar modo quella minorile. – dice il consigliere regionale dei Verdi – Si passerebbe dalla previsione di condanna dai 6 ai 12 anni alla possibilità dell’ergastolo per i casi più gravi che riguardino sia lo sfruttamento entro il territorio nazionale sia l’organizzazione di viaggi all’estero volti ad organizzare rapporti sessuali con soggetti minorenni” – conclude Borrelli.