Si è conclusa tra applausi calorosi e grande partecipazione di pubblico la 19ª stagione teatrale 2026 del teatro del Santuario Madonna di Briano, con l’ottavo e ultimo appuntamento affidato alla commedia brillante in due atti “’Na mugliera cuntignosa”. Liberamente ispirata all’opera di Luigi Pirandello “L’uomo, la bestia e la virtù” e adattata da Umberto Castaldi, lo spettacolo ha portato in scena una vivace e coinvolgente rilettura in dialetto napoletano, capace di conquistare spettatori di tutte le età. Sotto la regia di Claudio Ferraiuolo, la compagnia omonima ha dato vita a un classico “bozzetto” partenopeo, dove i difetti caratteriali vengono esasperati per generare comicità. Al centro della scena una moglie altezzosa, pretenziosa e vanitosa – la celebre “cuntignosa” – che mette a dura prova la pazienza del marito e sconvolge gli equilibri domestici, arrivando persino a far perdere la testa al Capitano Lupone. La trama si sviluppa tra equivoci, visite improvvise, situazioni grottesche e intrecci amorosi, in un crescendo di ritmo e risate che ha saputo coinvolgere il pubblico presente, accorso numeroso fino a riempire ogni ordine di posto. A rubare simbolicamente la scena, come da tradizione, è stata la torta metà bianca e metà nera, vero emblema del lieto fine. Sul palco si sono alternati attori amatoriali di diverse generazioni, uniti da passione e talento: Claudio Ferraiuolo (Antonio), Alessia Ferraiuolo (Luisa), Giuseppe Giaquinto (Totò Mistura), Margherita S. Masucci (Teresa), Stefano De Pinto (Gennarino), Maria Grazia Martiniello (Marchesa), Katia Imbembo (Lizy Stecca), Raffaella Merolese (Carmela), Giuseppe Sacco (Capitano Lupone) e Gabriele Ponzo (Otello). Tutti hanno contribuito a creare uno spettacolo fresco, dinamico e capace di regalare autentico divertimento. L’evento, sostenuto anche dal parroco Don Crescenzo Munaro, ha rappresentato non solo un momento di intrattenimento, ma anche un’occasione di condivisione e comunità. La compagnia “Claudio Ferraiuolo – Aversa” porterà ora lo spettacolo in altri teatri della regione, continuando a coniugare teatro e solidarietà. Tra risate, tradizione e passione, “’Na mugliera cuntignosa” dimostra ancora una volta che il teatro amatoriale sa parlare al cuore con semplicità e autenticità.