Rissa in pieno centro. A.G.Spiega il perché

CASERTA. Tutto è accaduto il Primo marzo, intorno alle ore 19, quando A.G., infermiere dipendente dell’Ospedale S.Anna e S.Sebastiano di Caserta, è stato accusato di aver aggredito, in Largo Ernesto Paglione, l’imprenditore G.R., procurandogli lesioni guaribili in 20 giorni.

Sul posto sono accorsi tempestivamente gli Agenti della Squadra Mobile che hanno bloccato il presunto aggressore, ovvero A.G., e lo hanno condotto negli uffici della Polizia, sottoponendolo ad un interrogatorio.

Dalla prima ricostruzione, fatta dagli inquirenti,si è ipotizzato  che, fra i due, vi fossero dissapori pregressi.

A circa una settimana dall’accaduto è stato proprio l’infermiere, A.G., a contattare la nostra testata giornalistica  e a raccontare la sua versione dei fatti: “Tutto risale ad una questione lavorativa – ha dichiarato A.G. – Mia sorella, dipendente della “Papalini spa”, agenzia di pulizia che opera presso il Nosocomio di Caserta, fu, prima, licenziata senza giusta causa e, subito dopo, reintegrata dal Giudice del Lavoro”.

Secondo il racconto dell’infermiere: “tutto è cominciato il giorno 3 aprile 2025 alle ore 8, quando – continua A.G. – mentre mi recavo sul posto di lavoro, arrivato all’ingresso principale dell’Ospedale, la signora A.G., responsabile della ditta “Papalini Spa”, ha, prima, cercato di investirmi con la sua auto e, poi, mi ha aggredito verbalmente minacciando di farmi picchiare.

Ovviamente ho denunciato l’ accaduto.

Nel novembre 2025 , mentre mi trovavo, unitamente alla mia compagna, presso un bar, sito nei pressi della scuola di Polizia, venivo letteralmente aggredito da A.S., anch’esso dipendente della “Papalini SPA”, il quale, prima, mi minacciava verbalmente e, subito dopo, passava ai fatti, cercando di colpirmi fisicamente.

Aggressione alla quale risposi, dando vita ad una vera e propria colluttazione. Nello stesso bar – continua – 10 giorni dopo, fui nuovamente aggredito e minacciato verbalmente.

Questa volta, a farlo, è stata A.G., che in quel momento era entrata nell’ esercizio commerciale insieme a G.R., suo compagno, e anch’egli dipendente della “Papalini SPA”.

Quest’ultimo, mentre cercava di tranquillizzare la sua compagna, mi minacciava verbalmente, promettendo alla stessa che me l’avrebbe fatta pagare. Anche questo episodio è stato da me denunciato alle forze dell’ ordine.

Domenica primo marzo 2026,  l’epilogo di questa storia – conclude A.G. – mi sono recato al solito bar, per comprare le sigarette, e sono stato letteralmente aggredito da G.R. e altre persone.

Ho cercato di difendermi, usando un coltello che avevo fatto affilare giorni prima e che avevo dimenticato sotto la sella del scooter.

Oggi, posso dire che, grazie a quella dimenticanza, sono riuscito a difendermi, mettendo in fuga gli aggressori che, diversamente, sono certo mi avrebbero fatto del male.

A tutto questo, per ultimo ma, non per ultimo, voglio aggiungere che anche mia sorella ha dovuto denunciare un’aggressione, che le ha procurato una frattura.”