Se il diritto alla casa vuol dire restare

Maddaloni, la casa e il diritto a restare

Comunicato di Rifondazione Comunista Maddaloni

Quando si parla di emergenza abitativa si pensa quasi sempre alle grandi città. Si pensa agli affitti turistici, agli studenti universitari, alla pressione dei flussi economici e demografici che rendono sempre più difficile trovare una casa a prezzi accessibili. Maddaloni non appartiene a questa categoria. Non è una città universitaria, non è una città turistica, non è una città investita da grandi processi di attrazione economica. Eppure il tema della casa esiste anche qui, forse in forme meno visibili ma non per questo meno profonde. La questione abitativa a Maddaloni non nasce dall’eccesso di domanda. Nasce dalla fragilità sociale ed economica di una comunità che da molti anni vive la riduzione delle opportunità lavorative, la stagnazione dei redditi e la crescente difficoltà delle nuove generazioni a costruire un percorso di autonomia. Questo significa che il problema non può essere letto semplicemente attraverso il mercato immobiliare. Deve essere osservato attraverso le condizioni materiali delle persone. In una città dove molti salari sono bassi, dove il lavoro è spesso precario, discontinuo o sottopagato, anche un affitto relativamente contenuto può diventare insostenibile. Il tema non è soltanto quanto costa una casa. Il tema è il rapporto tra il costo della casa e la capacità reale delle persone di sostenerlo. Quando i redditi diminuiscono o restano fermi mentre aumenta il costo della vita, la casa diventa uno dei primi fattori di insicurezza sociale. Questo fenomeno produce conseguenze evidenti. Molti giovani rimangono nella famiglia di origine più a lungo di quanto vorrebbero. Molte coppie rinviano la scelta di convivere, di sposarsi o di avere figli. Molte persone sono costrette ad abbandonare l’idea di una piena autonomia perché non dispongono delle condizioni economiche necessarie per affrontare affitto, utenze e spese quotidiane. La questione abitativa si trasforma così in una questione demografica e sociale. Una città che non consente ai giovani di costruire un progetto di vita rischia progressivamente di perdere energie, competenze e popolazione. In questo quadro sarebbe un errore cercare spiegazioni nelle narrazioni che periodicamente vengono proposte per semplificare problemi molto più complessi. Non è qualche inquilino moroso a spiegare le difficoltà abitative di una città di quasi quarantamila abitanti. Non è qualche occupazione abusiva a determinare le condizioni generali del mercato della casa. Questi fenomeni possono esistere e devono essere gestiti secondo le norme vigenti, ma non rappresentano la causa strutturale del problema. L’insistenza su questi temi rischia spesso di produrre un effetto distorsivo. Si concentra l’attenzione pubblica su vicende marginali mentre restano sullo sfondo le questioni decisive. Il vero problema è che una parte crescente della popolazione dispone di redditi insufficienti per accedere con serenità a un’abitazione autonoma. Il vero problema è che il lavoro povero e la precarietà producono insicurezza abitativa. Il vero problema è che negli ultimi decenni sono progressivamente venuti meno gli strumenti pubblici capaci di garantire il diritto alla casa. Per questa ragione diventa necessario riportare al centro della discussione il tema dell’edilizia sociale ed economica. Per troppo tempo questo argomento è stato considerato residuale, quasi una questione del passato. In realtà proprio città come Maddaloni dimostrano la sua attualità. L’edilizia sociale non riguarda soltanto le condizioni di disagio estremo. Riguarda la capacità di una comunità di offrire risposte a lavoratori, giovani coppie, famiglie monoreddito, anziani e persone che pur non trovandosi in condizioni di povertà assoluta incontrano enormi difficoltà nell’accesso alla casa. Significa considerare l’abitazione come una componente essenziale della cittadinanza e della coesione sociale. In questo senso Maddaloni dispone di una possibilità che merita di essere approfondita. A differenza di territori caratterizzati da una forte pressione abitativa, il problema principale non sembra essere la mancanza di spazio edificabile. Piuttosto emerge la necessità di recuperare e valorizzare ciò che già esiste. La città possiede patrimoni pubblici e privati che in molti casi necessitano di interventi di manutenzione, recupero e rigenerazione. Esistono edifici che potrebbero tornare ad avere una funzione sociale. Esistono alloggi che attendono da anni lavori di ristrutturazione. Esistono comparti urbani che potrebbero essere riqualificati non soltanto dal punto di vista estetico ma soprattutto dal punto di vista dell’utilità collettiva. La rigenerazione urbana, infatti, non dovrebbe essere intesa come un semplice insieme di opere materiali. Non dovrebbe coincidere esclusivamente con il rifacimento di strade, piazze o facciate. La vera rigenerazione consiste nel restituire valore sociale a luoghi e patrimoni che oggi non producono benessere per la comunità. Consiste nel rimettere in funzione immobili inutilizzati, nel recuperare alloggi pubblici, nel migliorare la qualità abitativa dei quartieri, nel favorire l’incontro tra il patrimonio disponibile e i bisogni reali delle persone. Una riflessione politica sulla casa a Maddaloni dovrebbe quindi partire da una considerazione semplice. La città non ha bisogno di inseguire modelli costruiti sui problemi delle metropoli. Ha bisogno di leggere la propria realtà. Una realtà nella quale il disagio abitativo nasce principalmente dall’insufficienza dei redditi, dalla debolezza del mercato del lavoro e dalla progressiva riduzione dell’intervento pubblico. Affrontare seriamente questa questione significa collegare le politiche abitative alle politiche sociali, alle politiche del lavoro e alla programmazione urbanistica. Significa considerare la casa non come un settore separato ma come una parte integrante di una strategia più ampia per contrastare l’impoverimento della comunità e favorire la permanenza delle nuove generazioni sul territorio. La domanda che una città come Maddaloni dovrebbe porsi non riguarda soltanto il numero degli alloggi disponibili. Riguarda la possibilità concreta per chi nasce e vive qui di costruire qui il proprio futuro.