Spiccioli di spiritualità 2/ Gli itinerari francescani

A cura di Michele Pugliese

Ci sono a volte delle cose che, per il loro numero esorbitante, non è possibile censire compiutamente e stabilire il loro numero definitivo. È il caso dei conventi e delle chiese dedicate a di San Francesco. Non esiste un numero ufficiale o censito di quanti santuari o chiese nel mondo siano dedicati a San Francesco d’Assisi, poiché se ne contano migliaia sparsi in ogni continente.
Naturalmente i più celebri e importanti si trovano in Umbria e nell’Italia centrale e sono legati direttamente alla sua vita. Facciamo una breve visita guidata di questi luoghi, avvertendo il lettore che, semmai voglia fare un tour “reale” ad Assisi, non basta un giorno per visitare tutti i posti legati direttamente o indirettamente al santo. Consigliamo almeno tre giorni, iniziando a visitare la Basilica di San Francesco ad Assisi che è il santuario principale e custodisce i suoi resti e gli splendidi affreschi di Giotto e la Basilica di Santa Maria degli Angeli che contiene al suo interno la Porziuncola, la piccola cappella nella quale San Francesco lasciò questa vita.
Ma queste costruzioni furono fatte dopo la morte del santo, mentre mi voglio soffermare sui luoghi che realmente ha frequentato in vita, iniziando da un posto a cui il santo era molto legato, la chiesa di San Damiano. Si racconta che Francesco, all’epoca ancora un giovane alla ricerca della propria strada, entrò in questa chiesetta che allora era fatiscente e in rovina. Mentre pregava davanti a un’icona bizantina, sentì il Crocifisso parlargli per tre volte dicendo: “Francesco, va’ e ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”. Il giovane prese alla lettera l’ordine e iniziò a restaurare materialmente le mura della chiesetta, prima di comprendere il significato universale e spirituale di quella chiamata.
Una volta sistemata la struttura, Francesco vi accolse Santa Chiara e le sue prime compagne. San Damiano divenne così il primo nucleo delle “Povere Dame” (così si chiamava la comunità femminile, che poi, dal nome della fondatrice Chiara, sarebbe diventato l’Ordine delle Clarisse). Chiara vi visse in clausura per ben 42 anni, in assoluta povertà, e vi morì l’11 agosto 1253.
Ormai malato, quasi cieco e ospite in una piccola capanna nel giardino del monastero, Francesco compose proprio qui il testo del Cantico di Frate Sole (o delle Creature), l’opera poetica più celebre della letteratura italiana medievale.
Un altro luogo di una suggestione incredibile è l’Eremo delle Carceri, il luogo più mistico e selvaggio tra tutti i siti francescani. Si trova a circa 4 chilometri dal centro di Assisi, arroccato a circa 800 metri di altitudine sulle pendici boscose del Monte Subasio. A dispetto del nome, non è mai stato una prigione: il termine “carceri” deriva dal latino carceres, che indicava i luoghi d’isolamento e le grotte solitarie dove i primi frati si “carceravano” volontariamente per dedicarsi alla preghiera contemplativa e al silenzio assoluto.
All’inizio del XIII secolo, la montagna era punteggiata di piccole grotte naturali nascoste tra un fitto bosco di lecci secolari. Francesco e i suoi compagni vi salivano periodicamente per alternare la predicazione nelle città con la vita eremitica. Qui il Santo trascorreva intere settimane in digiuno e preghiera, dormendo sulla nuda roccia. Una visita da non mancare.
Un pellegrinaggio ad Assisi merita certamente la visita della Basilica di Santa Chiara, uno dei luoghi francescani più importanti e frequentati della città. Situata all’estremità opposta rispetto alla Basilica di San Francesco, si affaccia su una splendida ed enorme piazza panoramica che domina tutta la valle umbra.
Mentre la Basilica di San Francesco colpisce per la densità dei suoi affreschi colorati, l’interno di Santa Chiara si presenta molto più sobrio, spoglio e monumentale, riflettendo lo spirito di assoluta povertà della Santa. Custodisce alcuni dei reperti più preziosi della storia francescana, come il Crocifisso di San Damiano, l’icona bizantina originale del XII secolo. È esattamente il Crocifisso che secondo la tradizione parlò a San Francesco nel 1205, ordinandogli di riparare la sua Chiesa. Fu trasferito qui dalle Clarisse quando lasciarono il monastero di San Damiano per trasferirsi in città dopo la morte della Santa. Vi sono la Cripta e la Tomba di Santa Chiara e alcune reliquie francescane come i camici grezzi e i sai indossati da Francesco e Chiara, i sandali del Poverello e persino alcune ciocche di capelli recise a Chiara da Francesco la notte in cui la giovane fuggì da casa per consacrarsi a Dio.
È strano constatare che con tutti questi capolavori artistici la Cattedrale di Assisi non si trova in nessuno di questi luoghi. Infatti essa è dedicata a San Rufino, primo vescovo di Assisi e martire del III secolo ed è la chiesa più antica e storicamente importante di Assisi: è qui che si trova la sede vescovile della città (e non nella Basilica di San Francesco).
Anche questo luogo ha un valore biografico immenso per la storia francescana, poiché costituisce il punto di inizio spirituale di tutta la vicenda di Francesco e Chiara. All’inizio della navata destra si conserva l’antico fonte battesimale in marmo dove furono battezzati sia San Francesco (1182) sia Santa Chiara (1194). La tradizione vuole che nello stesso fonte abbia ricevuto il battesimo anche l’imperatore Federico II di Svevia, che all’epoca si trovava ad Assisi. Fu proprio tra le mura di questa cattedrale che la giovane Chiara, nel 1209, ascoltò Francesco predicare per la prima volta. Quelle parole la toccarono così profondamente da spingerla a cambiare radicalmente vita, decidendo di abbandonare le ricchezze nobiliari della sua famiglia per seguire l’ideale di povertà evangelica.
Per chi voglia prolungare il suo soggiorno oltre la città non possiamo non consigliare il Santuario della Verna (in Toscana), il luogo in cui il santo ricevette le stimmate; i cosiddetti Quattro Santuari della Valle Santa ( in provincia di Rieti, nel Lazio): il Santuario di Greccio, la “Betlemme Francescana” dove il santo allestì il primo presepe; il Santuario di Fonte Colombo, dove San Francesco compose la prima Regola per il suo ordine; il Santuario di Santa Maria de La Foresta, dove il santo soggiornò nell’autunno del 1225; il Santuario di Poggio Bustone, dove il santo fece una delle sue prime prediche rivolgendosi alla gente col saluto, rimasto proverbiale di “Buongiorno, buona gente”. Per gli amanti della musica, Poggio Bustone è il luogo dove è nato Lucio Battisti, per cui di buona gente ce n’è.
L’esiguo spazio di questa rubrica non mi permette di parlare degli altri santuari e chiese disseminate in Italia e nel mondo. Centinaia di chiese e basiliche omonime si trovano in America (ad esempio San Francisco negli Stati Uniti, in Messico e Brasile), in Europa e in Asia, fondate dai missionari francescani nel corso dei secoli. Ma magari potrà essere l’argomento di un prossimo articolo.