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STORIE DI EROI IL SOCCORSO A NIKI LAUDA AL NURBURGRING

DI GIANCLAUDIO DE ZOTTIS

 

Il vero appassionato leggerà tutto. Abbandoniamo per un attimo le cronache locali, sportive, giudiziarie e quant’altro per narrare una pagina che merita di essere narrata, una storia da raccontare ai proprio figli, ai nipoti, o a chi si vuole, accade il 1 Agosto 1976.

Gran Premio di Germania, circuito del  NURBUNGRING, NIKI LAUDA viene adagiato dai colleghi sull’erba umida ai lati della pista dopo essere stato estratto dall’abitacolo della sua vettura in fiamme. Ha il viso sfigurato. Qualche minuto prima, tentando di recuperare posizioni, ha perso il controllo della sua Ferrari alla curva Bergwerk (nel corso del tempo si è pensato alla rottura di una sospensione) impattando sul lato esterno roccioso della pista. L’urto, violento, ha fatto perdere a Lauda il casco, esponendolo alle fiamme sprigionatesi dai serbatoi della monoposto. La sua Ferrari è  urtata, come se non bastasse, per la serie quando il destino si accanisce contro una persona, dalla vettura del collega Harald Ertl, che si ferma a soccorrere l’austriaco assieme a Guy Edwards, Brett Lunger e il comasco Arturo  Merzario. Quest’ultimo in particolare non sopporta Lauda. Quasi lo odia, una rivalità molto accesa, tuttavia non ci pensa due volte a scendere dalla monoposto ed ad estrarre il collega dalla vettura in fiamme. Merzario riesce a slacciare le cinture liberando Niki dal rogo. Lo adagia poi, aiutato dagli altri piloti, sull’erba. Prova anche a praticargli una respirazione bocca a bocca. Il pilota Ferrari ha ustioni gravi specialmente sul viso e viene trasportato immediatamente in ospedale. Prima di salire sull’elicottero, in un attimo di lucidità, sussurra a Daniele Audetto, direttore sportivo Ferrari: “Dentro la mia automobile vi è una valigetta personale con tutti i documenti ed il testamento in caso di morte. Prendila ed occupatene tu”.
All’ospedale di Manheim, i medici, lo operano, ma pensano che non supererà la notte. Gli viene addirittura praticata per ben due volte l’estrema unzione. Tuttavia il campione riuscirà a sopravvivere. Pur con il viso sfigurato, tornerà a correre vincendo il Mondiale nel 1977 (Ferrari) e nel 1984 (McLaren). Proprio nel Novembre 1984, dopo una serata tra amici nella sua casa in Portogallo, ritrova uno spinello dimenticato su di un tavolo. Decide di fumarselo per la prima ed unica volta nella sua vita con la moglie Marlene. Gli effetti della marijuana gli faranno ricordare i tragici momenti dell’incidente: “Sento ancora le fiamme, per favore, uccidimi. Sto soffrendo…”dirá alla moglie Marlene in preda al delirio. Sarà solo un triste ricordo fugace. Oggi conduce una vita tranquilla sempre all’interno del mondo della Formula 1 come membro della Mercedes.

Una pagina di eroismo unica !!!!

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