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	<title>Notizie di Teatro a Caserta - BelvedereNews</title>
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	<description>Cronaca e notizie da Caserta, Napoli e province</description>
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	<title>Notizie di Teatro a Caserta - BelvedereNews</title>
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		<title>Gaetano Doto ci racconta la sua esperienza con il teatro sociale.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/gaetano-doto-ci-racconta-la-sua-esperienza-con-il-teatro-sociale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2026 09:19:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Gaetano Doto]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1420" height="844" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33.png 1420w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33-600x357.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33-768x456.png 768w" sizes="(max-width: 1420px) 100vw, 1420px" /></div>
<p>Per BelvedereNews abbiamo intervistato Gaetano Doto.  E&#8217; un attore, regista teatrale e cantastorie italiano, particolarmente attivo in Puglia nell&#8217;ambito del teatro sociale, dell&#8217;inclusione e del teatro per ragazzi. Parlaci un po&#8217; di Gaetano Doto? Gaetano Doto nasce a Foggia il 24 Maggio 1987; sin dai primi anni di vita, a detta delle mie insegnanti, ho [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1420" height="844" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33.png 1420w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33-600x357.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-24-alle-11.22.33-768x456.png 768w" sizes="(max-width: 1420px) 100vw, 1420px" /></div>
<p align="justify">Per BelvedereNews abbiamo intervistato <a href="https://www.facebook.com/gaetanodoto/?locale=it_IT"><strong>Gaetano Doto.</strong></a>  E&#8217; un attore, regista teatrale e cantastorie italiano, particolarmente attivo in Puglia nell&#8217;ambito del teatro sociale, dell&#8217;inclusione e del teatro per ragazzi.</p>
<p align="justify"><strong>Parlaci un po&#8217; di Gaetano Doto?</strong></p>
<p align="justify"><em>Gaetano Doto nasce a Foggia il 24 Maggio 1987; sin dai primi anni di vita, a detta delle mie insegnanti, ho avuto una predisposizione per la recitazione. Ero spigliato e chiaro nell’esposizione; ragion per cui sin dalla mia prima recita scolastica interpretai la parte di Gesù Bambino già con tanto entusiasmo. Sono sempre stato impegnato nel sociale, principalmente nel mio paese, con l’oratorio parrocchiale e l’idea di fare teatro ancora non mi aveva sfiorato.</em></p>
<p align="justify"><strong>Come nasce il tuo rapporto con il teatro?</strong></p>
<p align="justify"><em>In ambito parrocchiale nel lontano 2004 mi ritrovai incluso in una recita per la parrocchia che svolgemmo nella piazza del mio paese; qualcuno mi vide recitare e mi presentò al regista Mattia Iossa che allora stava preparando uno spettacolo sulla vita di San Gerardo Maiella. Ebbi l’onore di interpretare il ruolo di protagonista che mi vide per la prima volta recitare “sul serio” senza che mai avessi frequentato un corso di recitazione. Insomma, stare sul palcoscenico sentivo che mi faceva stare bene; il mio regista fu il mio primo insegnante e devo a lui questa mia passione per il Teatro. Ancora oggi mi racconta che nonostante fossi alle prime armi, assorbivo con entusiasmo e come una spugna ogni suo consiglio. Fui folgorato da quest’arte per la sua capacità di farmi sentire me stesso e per la gioia che mi trasmetteva quel mondo che di cui fino a quel primo spettacolo non conoscevo ma che forse aspettava solo di esser scoperto. Decisi di formarmi e di iniziare a Foggia presso l’Officina Teatrale di Pino Casolaro i primi laboratori teatrali avvicinandomi a tutte le materie tipiche di una formazione attoriale; l’entusiasmo cresceva e la distanza da casa (io vivo a Deliceto) a Foggia che percorrevo in pullman non mi pesava affatto. Continuai a fare spettacoli con il mio primo insegnante e debuttai nel contempo come attore professionista al Festival del Mondo Antico di Rimini con il “Miles Gloriosus” di Plauto il 18 Giugno del 2009. Nel 2010 costituii la mia Associazione Teatrale Tanino che oggi ha all’attivo tanti spettacoli, rievocazioni, progetti didattici per bambini forte della formazione acquisita a Roma presso l’Istituto di formazione cinematografica “Studio Cinema” con docenti del panorama nazionale italiano e non solo.</em></p>
<p align="justify"><strong>Quale è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con le performance artistiche?</strong><br /><em>Principalmente ritengo che il Teatro abbia una funzione sociale importantissima e scegliendo di investire, in un piccolo comune come il mio, ho voluto dare un segnale e dimostrare che il teatro ha una funzione essenziale non soltanto nelle grandi città e su palcoscenici prestigiosi, ma anche nei comuni in cui molti bambini, adolescenti, adulti non hanno le stesse opportunità di formarsi come nelle città. Il teatro, indipendentemente dalla professione di attore, forma l’individuo, lo plasma migliorando la sua capacità espressiva, di socializzazione, di empatia, di linguaggio non verbale in un’epoca in cui l’uso della tecnologia ci allontana dalla realtà. Il teatro riporta l’attenzione sulla persona e sulle sue emozioni. Oggi mi occupo di spettacoli teatrali ma soprattutto di formazione con bambini che vogliono sperimentare un’esperienza divertente e dinamica, con adulti e anche con ragazzi con disabilità. Gestisco da sei anni il laboratorio di educazione alla teatralità con ragazzi e ragazze con sindrome di Down e con problemi autistici e ancor di più, ricollegandomi a ciò che dicevo, capisco quanto sia importante il Teatro nelle periferie e nei luoghi dimenticati.</em></p>
<p align="justify"><strong>Che tipo di location scegli generalmente per realizzare le tue performance artistiche?</strong><br /><em>Le location dei nostri spettacoli sono principalmente piazze, teatri, ma lavoriamo molto a contatto con la natura quindi anche boschi per portare in scena spettacoli collegati ad essa e fiabe che prediligono delle location naturalistiche. I campus estivi del nostro progetto di didattica per bambini “Educafiabe” viene effettuato interamente all’area aperta in parchi, boschi o piazze. Diciamo che la scena varia in base alla tipologia di evento-spettacolo che portiamo in scena.</em></p>
<p align="justify"><strong>Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?</strong><br /><em>Progetti per il futuro? Beh, innanzitutto allargare il nostro raggio d’azione e far conoscere la nostra realtà anche ad altre regioni e provincie. Il mio grande sogno è avere una scuola di recitazione con la collaborazione di altri professionisti che abbiano la mia stessa “Mission” e perché no calcare le tavole di palcoscenici importanti. Ad oggi, guardandomi indietro sono felice dell’evoluzione e della crescita avuta negli anni e sono orgoglioso di essere circondato da professionisti che lavorano a questo progetto con il mio stesso entusiasmo.</em></p>
<p align="justify"><strong>Quale è il tuo legame con l’Irpinia?</strong></p>
<p align="justify"><em>Il mio legame con l’Irpinia è profondo e autentico. È una terra che porto dentro per le sue radici, i suoi valori e il senso di appartenenza che riesce a trasmettere. L’Irpinia rappresenta una comunità fatta di tradizioni, sacrificio, capacità di resilienza e grande umanità. È un territorio che ha saputo conservare la propria identità nel tempo, guardando al futuro senza dimenticare la propria storia. Per me l’Irpinia non è soltanto un luogo geografico, ma un patrimonio culturale e umano che ha contribuito a formare il mio modo di essere e di vedere il mondo. Ogni occasione di confronto con questa terra è anche un’opportunità per valorizzarne le eccellenze, le potenzialità e le persone che ogni giorno ne custodiscono l’anima.</em></p>
<p align="justify"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-352270 aligncenter" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-21.12.25-1-600x400.jpeg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-21.12.25-1-600x400.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-21.12.25-1-768x512.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-21.12.25-1-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-23-at-21.12.25-1.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><br /><br /></p>
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		<item>
		<title>L’artificio dell’esistenza e il ritorno all’origine, la rilettura di “Atto senza parole” secondo Antonio Iavazzo</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/lartificio-dellesistenza-e-il-ritorno-allorigine-la-rilettura-di-atto-senza-parole-secondo-antonio-iavazzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Vitale]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 06:52:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1920" height="2560" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-scaled.jpeg 1920w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-450x600.jpeg 450w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-1650x2200.jpeg 1650w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-768x1024.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-1536x2048.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></div>
<p>Inserito nel cartellone del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, Atto senza parole di Samuel Beckett, nella rilettura di Antonio Iavazzo,  è andato in scena presso Palazzo Fazio, offrendo al pubblico una lettura che ha scelto di non limitarsi a riprodurre la radicalità della scrittura beckettiana, ma di attraversarla mediante una precisa costruzione simbolica [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/lartificio-dellesistenza-e-il-ritorno-allorigine-la-rilettura-di-atto-senza-parole-secondo-antonio-iavazzo/">L’artificio dell’esistenza e il ritorno all’origine, la rilettura di “Atto senza parole” secondo Antonio Iavazzo</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1920" height="2560" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-scaled.jpeg 1920w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-450x600.jpeg 450w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-1650x2200.jpeg 1650w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-768x1024.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/IMG_0299-1536x2048.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></div><p>Inserito nel cartellone del Campania Teatro Festival, diretto da Ruggero Cappuccio, <em>Atto senza parole</em> di Samuel Beckett, nella rilettura di Antonio Iavazzo,  è andato in scena presso Palazzo Fazio, offrendo al pubblico una lettura che ha scelto di non limitarsi a riprodurre la radicalità della scrittura beckettiana, ma di attraversarla mediante una precisa costruzione simbolica e visiva. Portare in scena <em>Atto senza</em> <em>parole</em> significa misurarsi con una delle opere più essenziali del teatro del Novecento. Beckett elimina il dialogo e riduce l’esistenza a gesti, movimenti, tentativi, cadute. Rimane soltanto un uomo gettato nel mondo, costretto ad agire dentro uno spazio che non comprende fino in fondo e che continuamente gli sfugge. È la stessa condizione che attraversa gran parte della sua produzione, i personaggi beckettiani attendono, cercano, si muovono, si illudono di avanzare, per poi ritrovarsi sempre nello stesso luogo. Da <em>Aspettando Godot</em> fino a <em>Finale di partita</em>, la vita appare come un movimento che tende verso una direzione senza mai raggiungerla davvero. La regia di Iavazzo sembra inserirsi con consapevolezza dentro questo orizzonte. La scena appare ridotta all’essenziale, ma ogni elemento acquista una precisa funzione simbolica. Sullo sfondo, all’inizio e alla fine della rappresentazione, compare il volto dello stesso Samuel Beckett. Non si tratta di una semplice citazione visiva o di un omaggio all’autore, quella presenza sembra assumere quasi il valore di uno sguardo silenzioso che osserva i suoi personaggi e, indirettamente, osserva noi. Il volto emerge e ritorna, come se Beckett fosse contemporaneamente creatore e testimone della condizione umana che mette in scena.<br />
Ad accompagnare l’intera esperienza sonora vi è il rumore costante di una goccia d’acqua. Un suono apparentemente minimo, quasi impercettibile, che però finisce per assumere una funzione decisiva. La goccia scandisce il tempo, lo misura e lo consuma, è una sorta di metronomo dell’esistenza, ma il tempo in Beckett non è mai lineare o progressivo, è piuttosto un tempo che logora, che ritorna su sé stesso, che lentamente svuota ogni attesa. Quella goccia sembra ricordare che la vita non avanza realmente, semplicemente cade, istante dopo istante, fino a esaurirsi.<br />
Particolarmente significativa appare la presenza dei sacchi o degli involucri da cui  i bravi Gianni Arciprete e Gennaro Marino emergono  e verso cui infine ritornano. Essi assumono una duplice valenza simbolica, perché se all’inizio richiamano un grembo originario, uno spazio protetto, una condizione primordiale ancora estranea alle regole del mondo, nel finale il loro significato cambia radicalmente, perché diventano  un sepolcro, uno spazio che riassorbe ciò che aveva generato. L’intero percorso scenico assume così una struttura circolare, non esiste un reale avanzamento, né una conquista definitiva. I protagonisti compiono una traiettoria che li riconduce inevitabilmente al punto di partenza.<br />
In questa prospettiva assume un significato particolarmente interessante una delle intuizioni più efficaci della regia, il lento e faticoso tentativo dei personaggi di vestirsi. Qui il gesto quotidiano diventa una metafora dell’esistenza stessa. Vestirsi significa entrare nel mondo dell’artificio, accettarne le convenzioni, i ruoli, le strutture sociali. L’abito non copre semplicemente il corpo, costruisce un’identità. Uscendo dalla nudità originaria, l’essere umano indossa maschere, assume funzioni, diventa qualcosa che il mondo possa riconoscere. Tuttavia questa conquista appare dolorosa. Gli abiti sembrano non aderire ai corpi, diventano pesanti, sfuggono, ostacolano i movimenti. Ancora più eloquente risulta lo sguardo perplesso di uno dei due protagonisti durante questa lenta vestizione. Non è un’espressione puramente comica, né una semplice esitazione dell’attore. In quello sguardo sembra concentrarsi tutta l’inquietudine dell’uomo beckettiano. Vi è sorpresa, spaesamento, quasi una domanda muta rivolta al mondo. Il personaggio sembra interrogarsi sul senso di quel gesto, come se percepisse l’estraneità di ciò che sta facendo. Quello sguardo sospeso, esitante, comunica forse più di molte parole, restituisce il disagio di chi avverte che l’identità che sta indossando non coincide realmente con ciò che è. È come se i personaggi opponessero una resistenza inconsapevole all’ingresso dentro la realtà sociale e ancora più significativa appare la conclusione, dopo avere conquistato con fatica quella forma, dopo essersi inseriti nel mondo dell’artificio, essi ritornano negli involucri iniziali. Tutto ciò che era stato costruito viene abbandonato, le maschere cadono, le identità si dissolvono, resta  soltanto la condizione originaria.<br />
Anche gli oggetti scenici diventano strumenti di orientamento dentro questo universo precario. L’orologio da tasca rappresenta il tentativo umano di dominare il tempo, di misurarlo e organizzarlo. La croce o il rosario introducono invece la ricerca di una possibile salvezza, di un significato che trascenda l’assurdità del vivere.<br />
Ma Beckett ha sempre diffidato delle certezze assolute e dunque né il tempo ordinato dall’uomo, né la fede sembrano offrire risposte definitive, rimangono appigli fragili contro il vuoto. La lettura di Iavazzo mette inoltre in evidenza una componente centrale della poetica beckettiana, la presenza del clownesco. Tuttavia il clown di Beckett è molto distante dalla comicità leggera della tradizione teatrale. Conserva certamente il ritmo della gag, la ripetizione, l’ostinazione del gesto e persino una certa goffaggine corporea, ma il sorriso che produce possiede un sapore profondamente amaro. Si ride, ma si ride dell’impossibilità di sfuggire alla propria condizione.  Dietro quella comicità si avverte sempre il peso dell’inutilità dello sforzo umano. Il personaggio cade, si rialza, riprova ancora, sapendo forse inconsciamente che il risultato sarà identico. È il celebre movimento beckettiano del “fallire ancora, fallire meglio”, non la vittoria, ma la perseveranza nell’errore.  E forse proprio qui emerge il nucleo più profondo dello spettacolo. L’uomo continua a cercare un ordine, continua a indossare abiti, a misurare il tempo, a interrogare il cielo, a costruire illusioni necessarie. Al termine del percorso, però, resta soltanto quel ritorno all’origine. Una conclusione che non appare soltanto tragica, vi è piuttosto il sorriso malinconico di Beckett, uno sguardo lucido e disincantato rivolto verso l’umanità, fragile, ostinata, inevitabilmente destinata a procedere nel buio, continuando tuttavia a cercare un senso.</p>
<p>FOTO</p>
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		<title>“Viva Maria”, applausi a scena aperta per Lucianna De Falco a Forio</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/viva-maria-applausi-a-scena-aperta-per-lucianna-de-falco-a-forio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Peppe Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 12:05:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Ovazione]]></category>
		<category><![CDATA[suggestiva]]></category>
		<category><![CDATA[Viva Maria]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="775" height="559" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/viva-mara.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/viva-mara.jpg 775w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/viva-mara-600x433.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/06/viva-mara-768x554.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 775px) 100vw, 775px" /></div>
<p>Una lunga ovazione ha salutato Lucianna De Falco al termine di “Viva Maria”, lo spettacolo andato in scena nella suggestiva cornice di piazza Municipio a Forio. L’attrice ischitana ha emozionato e divertito il pubblico interpretando Maria Senese, storica fondatrice del Bar Internazionale, luogo simbolo della vita culturale dell’isola tra gli anni Cinquanta e Settanta. Scritto [&#8230;]</p>
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		<title>Al Teatro San Pietro il cuore non invecchia mai con &#8220;Casa Paradiso&#8221;</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/il-cuore-non-invecchia-mai-con-casa-paradiso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 07:32:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Amici di Gaetano]]></category>
		<category><![CDATA[casa di riposo commedia]]></category>
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<p>CASERTA &#8211; C&#8217;è un filo sottile, nella scrittura teatrale, che separa il sentimento dalla retorica, la risata dalla macchietta, la riflessione dal predicozzo. Marco Caiazzo quel filo lo conosce bene, e in Casa Paradiso — commedia in due atti andata in scena ieri sera al Teatro San Pietro di Via Vescovo Natale — non lo [&#8230;]</p>
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<p>La storia è ambientata in una casa di riposo, uno di quei luoghi che la nostra società tende a relegare fuori campo, oltre il bordo del visibile quotidiano. Caiazzo invece ci entra dentro, con rispetto e con umorismo, e ne fa il palcoscenico di un&#8217;umanità tutt&#8217;altro che residuale. Gli ospiti della struttura non sono comparse della vecchiaia: sono persone con una storia, un carattere, un desiderio, una battuta pronta. E a guidarli — o meglio, a trascinarli — nella giostra delle situazioni è<strong> Lina Nardiello</strong>, la cui verve comica è stata la vera spina dorsale dello spettacolo. La Nardiello ha costruito il suo personaggio con quella rara capacità di far ridere senza mai scivolare nel grottesco, tenendo sempre in equilibrio la leggerezza e il peso specifico delle cose.</p>
<p>Ma <em>Casa Paradiso</em> non sarebbe riuscita a tenere il pubblico con il fiato sospeso — e poi a liberarlo in un lungo applauso finale — se non fosse stata la prova corale dell&#8217;intera compagnia a fare la differenza. <strong>Rosario Scrima, Deanna Monteforte, Sara Lamanna, Giuseppe Rossi Prudente, Emilia Luciano, Felice Pipola, Teresa Esposito, Tina Guida, Belinda Fusco, Giada Caiazzo</strong> e lo stesso Marco Caiazzo in scena hanno dimostrato un affiatamento che non si costruisce in poche prove. I dialoghi fluivano come conversazioni vere, con le increspature del quotidiano, i silenzi giusti, le sovrapposizioni naturali. Quello che si vedeva non era recitazione nel senso convenzionale del termine: era uno spaccato di vita restituito al palco con la cura di chi conosce bene le persone di cui parla.</p>
<p>La regia dello stesso Caiazzo ha saputo dosare i ritmi con intelligenza, alternando le sequenze più comiche a momenti di riflessione che non pesavano, non opprimevano, ma lasciavano sedimentare qualcosa nello spettatore. Si rideva — e si rideva di gusto — ma senza dimenticare che dietro ogni gag c&#8217;era una domanda reale: cosa significa invecchiare in una società che ha fretta? Come si abita il tempo quando il tempo sembra essersi fermato?</p>
<p>Domande scomode, rese accessibili da una scrittura che preferisce l&#8217;ironia alla denuncia, il sorriso all&#8217;anatema. E il pubblico ha capito, ha risposto, ha applaudito a lungo.</p>
<p>A sipario chiuso, Marco Caiazzo ha preso la parola per ringraziare la parrocchia che ha messo a disposizione il Teatro San Pietro, ricordando le iniziative benefiche a essa legate: un gesto che ha restituito alla serata la sua dimensione più autentica, quella di un teatro ancora capace di essere comunità.</p>
<p>Per chi non c&#8217;era ieri sera, c&#8217;è ancora tempo: <em>Casa Paradiso</em> torna in scena <strong>oggi, domenica 17 maggio, alle ore 18.30</strong>, sempre al Teatro San Pietro. Per informazioni: <strong>335 6247057</strong>.</p>
<p><em>&#8216;O core nun se fa&#8217; mai viecchio</em> — recita il sottotitolo della commedia. Dopo ieri sera, è difficile dargli torto.</p>
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		<title>&#8220;Drink the Show&#8221;: aperitivo, teatro e jazz al Qua&#8230;Si Teatro Antonio Allocca</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/aperitivo-teatro-e-jazz-al-teatro-antonio-allocca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 07:44:05 +0000</pubDate>
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<p>SAN NICOLA LA STRADA &#8211; C&#8217;è un modo per entrare a teatro che va oltre il semplice varcare una soglia: si comincia con un bicchiere in mano, si continua con una risata, e si finisce — se tutto va come deve — con qualcosa in più di quanto si portava all&#8217;ingresso. È questa la filosofia [&#8230;]</p>
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<hr />
<h2>Il palco di casa</h2>
<p>Lo spazio culturale intitolato ad Antonio Allocca si fa spazio con proposte di qualità nel territorio, luogo in cui la tradizione artistica di famiglia si traduce in programmazione viva, capace di intercettare pubblici diversi senza mai abbassare l&#8217;asticella. &#8220;Drink the Show&#8221; ne è la conferma più recente: uno spettacolo pensato per essere goduto, prima ancora che visto.</p>
<hr />
<h2>Gli interpreti</h2>
<p>Sul palco salgono <strong>Giovanni Allocca</strong> ed <strong>Enzo Varone</strong>, due presenze che garantiscono al progetto solidità e verve. Allocca, attore di consolidata esperienza cinematografica e televisiva, è volto noto al grande pubblico grazie a ruoli di peso in produzioni di successo come <strong>Gomorra &#8211; La serie</strong> e <strong>Il Commissario Ricciardi</strong>: quella capacità di abitare personaggi complessi con naturalezza disarmante, qui si piega — con eleganza — alle geometrie del palcoscenico teatrale. Al suo fianco, Enzo Varone completa un duo che sa muoversi con disinvoltura tra registro comico e tensione narrativa.</p>
<p>A impreziosire la serata, la partecipazione del <strong>Maestro Franco Mantovanelli</strong>, musicista la cui presenza trasforma ogni performance in qualcosa di più sfumato e imprevedibile.</p>
<hr />
<h2>La formula</h2>
<p>L&#8217;ingresso è preceduto dall&#8217;<strong>aperitivo delle 18:30</strong> — non un semplice contorno, ma parte integrante dell&#8217;esperienza. L&#8217;idea è quella di abbattere la distanza tra platea e scena, di creare un clima in cui lo spettacolo possa iniziare prima ancora che le luci si abbassino.</p>
<hr />
<p>Per <strong>info e prenotazioni</strong>: Fabiola al <strong>328 320 46 32</strong> oppure <strong>351 546 76 83</strong>.</p>
<hr />
<p><em>Un pomeriggio domenicale che sa di teatro vero, nel senso più artigianale e necessario del termine.</em></p>
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		<title>Tradimenti e risate domenica al Qua…si Teatro Antonio Allocca&#8221;</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/risate-al-teatro-antonio-allocca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 19:26:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
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		<category><![CDATA[eventi weekend Caserta]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Compagnone]]></category>
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<p>SAN NICOLA LA STRADA – Il Qua…si Teatro “Antonio Allocca” si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più leggeri ed esilaranti della stagione. Domenica 10 maggio 2026, alle ore 18:30, va in scena la commedia brillante “Non tutte le corna vengono per nuocere”, con la Nuova Compagnia di Teatro Popolare, firmata da Eva De Rosa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1171" height="1600" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-NCTP.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-NCTP.jpeg 1171w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-NCTP-439x600.jpeg 439w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-NCTP-768x1049.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/05/Locandina-NCTP-1124x1536.jpeg 1124w" sizes="auto, (max-width: 1171px) 100vw, 1171px" /></div><p><strong>SAN NICOLA LA STRADA –</strong> Il Qua…si Teatro “Antonio Allocca” si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti più leggeri ed esilaranti della stagione. <strong>Domenica 10 maggio 2026, alle ore 18:30</strong>, va in scena la commedia brillante <em>“Non tutte le corna vengono per nuocere”</em>, con la<strong> Nuova Compagnia di Teatro Popolare</strong>, firmata da Eva De Rosa e Massimo Canzano.</p>
<h3>Un teatro che resta presidio culturale</h3>
<p>Nel cuore della città, il Qua…si Teatro continua a distinguersi come spazio vitale per la scena locale. Intitolato al caratterista Antonio Allocca, il teatro nasce dall’impegno del celebre attore nostrano,<strong> Giovanni Allocca, </strong>e del regista <strong>Giovanni Compagnone</strong>, con l’obiettivo di creare un luogo aperto al territorio e capace di valorizzare talenti e produzioni indipendenti.</p>
<h3>Una commedia che ribalta il tradimento</h3>
<p>La pièce si muove nel solco della tradizione comica partenopea, riletta però in chiave contemporanea. Al centro della storia, una coppia solo apparentemente solida: un sospetto tradimento fa da miccia a una catena di equivoci e rivelazioni. Il risultato è una pochade moderna che trasforma un tema delicato in occasione di riflessione e leggerezza. Qui il tradimento non è solo crisi, ma anche possibilità di cambiamento, quasi una terapia d’urto per relazioni in stallo. Un’occasione per concedersi una serata diversa, tra risate e piccole verità quotidiane: perché, a volte, anche dagli imprevisti sentimentali può nascere qualcosa di inaspettatamente positivo.</p>
<h3>Regia e interpreti</h3>
<p>La regia è affidata a <strong>Roberto Nacca</strong>, anche in scena tra i protagonisti. La sua direzione punta su ritmo serrato e precisione comica, senza rinunciare a una lettura più umana dei personaggi.</p>
<p>Sul palco un cast numeroso e affiatato: Pietro Russo, Roberto Nacca, Antonio D’Amico, Mimmo Garofalo, Bartolo Stellato, Rosaria Merola, Rosario Messina, Pino Di Marcello, Lucia Aiello, Filomena Feola, Sara Carbonari, Federica Calafato, Angela Nacca e Samuel Nacca. <strong>Partecipazione speciale di Nicola Iorio.</strong></p>
<h3>La squadra tecnica</h3>
<p>A completare lo spettacolo, un team esperto: Bernardo Nacca (direzione di scena), Anna Iorio (costumi), Anna Pepe (trucco) e Agostino De Luca (audio e luci).</p>
<p><span id="more-348955"></span></p>
<p data-start="2102" data-end="2254"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cd.png" alt="📍" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2105" data-end="2119">INFO UTILI</strong><br data-start="2119" data-end="2122" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f5d3.png" alt="🗓" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2125" data-end="2152">Domenica 10 maggio 2026</strong><br data-start="2152" data-end="2155" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/23f0.png" alt="⏰" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2157" data-end="2170">Ore 18:30</strong><br data-start="2170" data-end="2173" /><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4cc.png" alt="📌" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Qua…si Teatro “Antonio Allocca” – Via IV Novembre, San Nicola la Strada (CE)</p>
<p data-start="2256" data-end="2325"><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/17.0.2/72x72/1f4de.png" alt="📞" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> <strong data-start="2259" data-end="2276">Prenotazioni:</strong><br data-start="2276" data-end="2279" />Giovanni: 329 3649162<br data-start="2300" data-end="2303" />Fabiola: 328 3204632</p>
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		<title>Teti Kassioni e Yorgos Athanasiou. Ancora nuovi successi e un grande amore per l&#8217;Irpinia.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/teti-kassioni-e-yorgos-athanasiou-ancora-nuovi-successi-e-un-grande-amore-per-lirpinia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 09:21:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Teti Kassioni]]></category>
		<category><![CDATA[Yorgos Athanasiou]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1365" height="2048" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44.jpeg 1365w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44-400x600.jpeg 400w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44-768x1152.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44-1024x1536.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1365px) 100vw, 1365px" /></div>
<p>Uno spettacolo costruito sulle opere di Lina Nikolakopoulou che invita ad una mistica esecuzione musicale, con testi selezionati dalle sue canzoni e poesie tradotte in francese dalla compositrice e performer Teti Kassioni. L&#8217;esibizione è già stata presentata all&#8217;Aia, Lussemburgo e Bruxelles ad un pubblico variegato riscuotendo un grande successo. Questa narrazione si estroflette in una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="1365" height="2048" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44.jpeg 1365w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44-400x600.jpeg 400w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44-768x1152.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.10.44-1024x1536.jpeg 1024w" sizes="auto, (max-width: 1365px) 100vw, 1365px" /></div><div class="x14z9mp xat24cr x1lziwak x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Uno spettacolo costruito sulle opere di Lina Nikolakopoulou che invita ad una mistica esecuzione musicale, con testi selezionati dalle sue canzoni e poesie tradotte in francese dalla compositrice e performer Teti Kassioni. L&#8217;esibizione è già stata presentata all&#8217;Aia, Lussemburgo e Bruxelles ad un pubblico variegato riscuotendo un grande successo. Questa narrazione si estroflette in una armonica alternanza tra la lingua francese e quella greca, manifestando la delicatezza e la plasticità di queste lingue. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">I due concerti si terranno nella speciale atmosfera della chiesa tedesca di Atene. Gli interpreti in formazione, Argyro Kaparou e Teti Kassionis (voce) Thymios Papadopoulos, (arrangiamenti e clarinetto &#8211; flauto), George Athanasiou, (chitarra classica), Stavros Parginos, (violoncello e mandolino), Anna Psarras e Ilias Conteas per la parte attoriale.</span></span></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-348598 aligncenter" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/676644232_26495972500044402_507078154347819866_n-1-338x600.jpg" alt="" width="338" height="600" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/676644232_26495972500044402_507078154347819866_n-1-338x600.jpg 338w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/676644232_26495972500044402_507078154347819866_n-1-768x1365.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/676644232_26495972500044402_507078154347819866_n-1-864x1536.jpg 864w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/676644232_26495972500044402_507078154347819866_n-1.jpg 900w" sizes="auto, (max-width: 338px) 100vw, 338px" /></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Abbiamo intervistato Teti per conoscere un pò meglio alcuni sui aspetti personali e professionali.</span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>1) Parlaci un po&#8217; di</b></span></span> <a href="https://www.facebook.com/kassioni.teti"><strong>T</strong><span style="color: #000000"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>eti Kassioni? </b></span></span></span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>Quali sono le tue origini?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Sono Greca. La mia origine è un bellissimo paese della Grecia del nord, Kleisoura, ma sono cresciuta ad Atene e ho studiato all’Università di</i> <i>Salonicco.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>2) Come nasce il tuo rapporto con la musica?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>L’amore per la musica è iniziato con mio padre, che vedevo cantare e suonare la chitarra. Mi esibivo da piccola alle feste di famiglia e in questo modo è nato il rapporto con la musica. E’ stato sicuramente molto importante il rapporto con il mio professore che ha contribuito fortemente alla mia crescita in ambito musicale. Di gran supporto gli amici, i colleghi di vita Nelli Koskina cantante, Nikos Doukas compositore e il mio compagno di vita, il chitarrista Yorgos Athanasiou che sono stata fortunata ad incontrare.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>3) Quale è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con le performance musicali?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>L’amore, il concetto di umanità, la forza dell’arte. Li esprimo nel</i> <i>miglior modo che posso. Attraverso le canzoni.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>4) Che tipo di location scegli generalmente per realizzare le tue esibizioni artistiche?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Scelgo soprattuto teatri e chiese perché gli spettatori possono seguire, nel modo migliore, lo spettacolo che offriamo con i miei colleghi.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>5) Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Ci sono molti bei progetti in cantiere per maggio e giugno prossimo. Concerti ad Atene con la paroliera greca più importante della mia vita, Lina Nikolakopoulou. Concerti in Belgio e in Olanda con le opere dei compositori Marios Strofalis e Thanos Mikroutsikos, attualmente non in vita, che rappresentano una legenda per i greci. Durante l’estate ci sono concerti con il mio trio Dimos Vougioukas Akkordeon, Stavros Parginos Cello e Yorgos Athanasiou chitarra classica. Concerti in duo con chitarra classica e voce.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>6) Quale è il tuo legame con l’Irpinia?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Il mio compagno di vita, il chitarrista Yorgos Athanasiou, ha fatto un Master presso il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino. Sono legata particolarmente all’Irpinia e c’è un legame che supera tutti gli altri che si generano durante i miei viaggi. In questa terra</i> <i>il tempo è prezioso.</i> <i>Cerco ispirazione, ho amici del cuore e mi sento molto legata al territorio.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Vi mostriamo alcuni dei suoi brani ed esibizioni live.</span></span></p>
<p align="justify"><a href="https://m.youtube.com/watch?v=ZUGg91pgbiQ&amp;list=RDZUGg91pgbiQ&amp;start_radio=1&amp;pp=ygUOzprOsc-DzrnPic69zregBwE%3D"><span style="color: #1155cc"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u>https://m.youtube.com/watch?v=ZUGg91pgbiQ&amp;list=RDZUGg91pgbiQ&amp;start_radio=1&amp;pp=ygUOzprOsc-DzrnPic69zregBwE%3D</u></span></span></span></a></p>
<p align="justify"><a href="https://m.youtube.com/watch?v=28B53KTx_T4"><span style="color: #1155cc"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u>https://m.youtube.com/watch?v=28B53KTx_T4</u></span></span></span></a></p>
<p align="justify"><a href="https://youtu.be/cqkx8QGjmlI?si=0nqMqOkD9fgpGEjO"><span style="color: #1155cc"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u>https://youtu.be/cqkx8QGjmlI?si=0nqMqOkD9fgpGEjO</u></span></span></span></a></p>
<p align="justify"><a href="https://m.youtube.com/watch?v=loBgDG5EJxI&amp;list=RDloBgDG5EJxI&amp;start_radio=1&amp;pp=oAcB"><span style="color: #1155cc"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u>https://m.youtube.com/watch?v=loBgDG5EJxI&amp;list=RDloBgDG5EJxI&amp;start_radio=1&amp;pp=oAcB</u></span></span></span></a></p>
<p align="justify"><a href="https://youtu.be/zUjfL0L7sIc?is=ss5ynTH3alFxjK3r"><span style="color: #1155cc"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><u>https://youtu.be/zUjfL0L7sIc?is=ss5ynTH3alFxjK3r</u></span></span></span></a></p>
<p align="justify"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-348573 aligncenter" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.11.09-copia-2-e1777407417976-600x479.jpeg" alt="" width="600" height="479" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.11.09-copia-2-e1777407417976-600x479.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.11.09-copia-2-e1777407417976-768x613.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-27-at-10.11.09-copia-2-e1777407417976.jpeg 958w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
</div>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Al Teatro San Carlo una Bohème di grande eleganza</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/al-teatro-san-carlo-una-boheme-di-grande-eleganza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Dello Iacovo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 07:29:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Bohème]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Elsa Dreisig]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi Napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Puccini]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Gamba]]></category>
		<category><![CDATA[Musica lirica]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[Opera lirica]]></category>
		<category><![CDATA[Pretty Yende]]></category>
		<category><![CDATA[Stagione Cremisi]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro di San Carlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="960" height="718" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22.jpeg 960w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22-600x449.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22-768x574.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22-86x64.jpeg 86w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></div>
<p>Napoli, 8-9 aprile 2026 – Teatro tutto esaurito, lunghi applausi e un pubblico conquistato: il nuovo allestimento de La bohème di Giacomo Puccini, inaugurato l’8 aprile per la stagione Cremisi al Teatro San Carlo, si è rivelato sin dalla prima sera uno dei titoli più amati di sempre, confermandosi poi, con il medesimo calore, nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="960" height="718" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22.jpeg 960w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22-600x449.jpeg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22-768x574.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-10-at-08.56.22-86x64.jpeg 86w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></div><p><strong>Napoli, 8-9 aprile 2026</strong> – Teatro tutto esaurito, lunghi applausi e un pubblico conquistato: il nuovo allestimento de <em>La bohème</em> di <strong>Giacomo Puccini</strong>, inaugurato l’8 aprile per la stagione Cremisi al <strong>Teatro San Carlo</strong>, si è rivelato sin dalla prima sera uno dei titoli più amati di sempre, confermandosi poi, con il medesimo calore, nella seconda serata del 9 aprile.</p>
<h3 class="western">Una produzione di raffinata eleganza</h3>
<p>La produzione, firmata dalla regista <strong>Bárbara Lluch</strong> al suo esordio partenopeo, si distingue per un equilibrio riuscito tra tradizione e sensibilità contemporanea. Scene, costumi, luci e video – rispettivamente di Alfons Flores, Clara Peluffo Valentini, Urs Schönebaum e Tal Rosner – costruiscono un impianto visivo elegante e immersivo, capace di accompagnare con discrezione e gusto la vicenda bohémien. Proveniente dal Festival di Erl, la produzione ha trovato nel teatro partenopeo una casa ideale.</p>
<p>Sul podio, debutto anche per il maestro <strong>Michele Gamba</strong>, che guida con sensibilità l’Orchestra del Teatro, mantenendo un equilibrio incisivo tra buca e palcoscenico. Il Coro, preparato da Fabrizio Cassi, si è mostrato compatto e preciso in tutte le arie.</p>
<hr />
<h3 class="western"><strong>8 aprile: il debutto del primo cast</strong></h3>
<p>La serata inaugurale ha visto protagonisti un cast di altissimo livello: accoglienza calorosa per <strong>Pretty Yende</strong>, per la prima volta interprete del ruolo di Mimì, insieme al Rodolfo di <strong>Kang Wang</strong>.</p>
<p>Accanto a loro, <strong>Marina Monzó</strong> e <strong>Artur Ruciński</strong> nei ruoli di Musetta e Marcello hanno completato un quartetto protagonista di grande solidità scenica e musicale, capace di conquistare il pubblico fin dalle prime battute.</p>
<p>Un debutto segnato da ovazioni e consenso diffuso, che ha posto le basi per il successo complessivo della produzione. Gli stessi interpreti torneranno in scena nelle repliche successive, alternandosi come da programma.</p>
<hr />
<h3 class="western"><strong>9 aprile: il secondo cast entusiasma e sorprende</strong></h3>
<p>Il successo della prima non ha oscurato la forza del secondo spettacolo, che anzi ha mostrato tutta la sua personalità, suscitando un entusiasmo acceso e costante da parte del pubblico.<span style="color: #121212"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"> </span></span></span></p>
<p>Protagonisti della serata del 9 aprile sono stati <strong>Elsa Dreisig</strong> (Mimì), <strong>René Barbera</strong> (Rodolfo), <strong>Maria Knihnytska</strong> (Musetta) e <strong>Liam James Karai</strong> (Marcello), tutti accolti da lunghi applausi e una sala in piedi al termine della recita.</p>
<p>Particolarmente intensa la Mimì di Elsa Dreisig, capace di restituire con finezza tutta la fragilità del personaggio. Brillante e vivace la Musetta di Maria Knihnytska, mentre il Rodolfo di René Barbera – luminoso e appassionato – ha catalizzato l’entusiasmo generale, meritando una vera standing ovation.</p>
<p>Di grande rilievo anche il Marcello di Liam James Karai, al debutto nel ruolo, che ha convinto per presenza scenica e solidità interpretativa, contribuendo in modo decisivo al successo della serata.</p>
<hr />
<p>A completare l&#8217;organico in tutte le rappresentazioni ci sono <strong>Alessio Arduini</strong> (Schaunard), <strong>Gianluca Buratto</strong> (Colline) e <strong>Matteo Peirone</strong> (Benôit e Alcindoro), con quattro Artisti del Coro:<strong> Ivan Lualdi </strong>(Parpignol), <strong>Ciro Giordano Orsini </strong>(Sergente dei Doganieri), <strong>Giuseppe Todisco</strong> (Un doganiere) e<strong> Mario Rosario Thomas</strong> (Un venditore ambulante).</p>
<blockquote>
<ul>
<li>Questa <em>Bohème</em> si conferma dunque un successo pieno per il Teatro San Carlo, non solo per la qualità dell&#8217;allestimento, ma anche per la scelta di due cast di alto livello che, a serate alterne, offrono letture diverse e complementari del capolavoro pucciniano. Un titolo da non perdere, per chi ancora avesse la possibilità di assistere alle recite in programma fino al 14 aprile.</li>
</ul>
</blockquote>
<hr />
<p><strong>Calendario degli spettacoli </strong></p>
<ul>
<li><strong>8, 10, 12 aprile</strong> – Pretty Yende (Mimì), Kang Wang (Rodolfo), Marina Monzó (Musetta), Artur Ruciński (Marcello)</li>
<li><strong>9, 11, 14 aprile</strong> – Elsa Dreisig (Mimì), René Barbera (Rodolfo), Maria Knihnytska (Musetta), Liam James Karai (Marcello)</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Arte, inclusione e speranza: al Teatro Cilea prende vita un “Godot” che unisce</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/arte-inclusione-e-speranza-al-teatro-cilea-prende-vita-un-godot-che-unisce/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Peppe Sacco]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:05:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[speranza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.belvederenews.net/?p=347315</guid>

					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="936" height="757" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1.jpg 936w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1-600x485.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1-768x621.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px" /></div>
<p>Un incontro artistico che diventa impegno sociale. È quello tra Vania Fereshetian e Lina Marino, (foto) protagoniste di un percorso condiviso che culminerà il 27 aprile al Teatro Cilea in uno spettacolo capace di unire arte e inclusione. Insieme all’Associazione Preludio e alla casa alloggio La Stella Nuova, le due artiste portano in scena un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="936" height="757" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1.jpg 936w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1-600x485.jpg 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Cattura-1-768x621.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 936px) 100vw, 936px" /></div><p>Un incontro artistico che diventa impegno sociale. È quello tra <span class="whitespace-normal">Vania Fereshetian</span> e <span class="whitespace-normal">Lina Marino</span>, (foto) protagoniste di un percorso condiviso che culminerà il 27 aprile al Teatro Cilea in uno spettacolo capace di unire arte e inclusione. Insieme all’Associazione Preludio e alla casa alloggio La Stella Nuova, le due artiste portano in scena un progetto che mette al centro l’umanità, trasformando fragilità e differenze in forza creativa. La scelta di <span class="whitespace-normal">Aspettando Godot</span> di <span class="whitespace-normal">Samuel Beckett</span> non è casuale. Riletto in chiave contemporanea dalla regista Fereshetian, il classico del Teatro dell’Assurdo diventa simbolo di una “attesa attiva”, dove la speranza prende il posto della rassegnazione. La messinscena si muove tra convenzioni e desiderio di cambiamento, parlando direttamente al presente. Fondamentale il contributo musicale di Lina Marino, che costruisce un tessuto sonoro intenso e coinvolgente, capace di accompagnare lo spettatore in un viaggio emotivo tra silenzi e vibrazioni profonde. La musica diventa così linguaggio universale di inclusione e ascolto. A rendere ancora più significativo il progetto è il lavoro del maestro <span class="whitespace-normal">Sal Esposito</span>, che ha guidato i ragazzi della Stella Nuova in un laboratorio creativo: due brani dello spettacolo portano infatti la loro firma, testimonianza concreta di partecipazione e crescita. La Stella Nuova si conferma così non solo luogo di accoglienza, ma laboratorio di vita, dove l’arte diventa strumento di cura e rinascita. Uno spettacolo che promette di lasciare il segno, ricordando che, quando ci si tiene per mano, nessuno è davvero diverso.</p>
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		<title>Continua il viaggio artistico di Vivian Belmonte con Verba Velata, l’antica arte del Body Painting.</title>
		<link>https://www.belvederenews.net/continua-il-viaggio-artistico-di-vivian-belmonte-con-verba-velata-lantica-arte-del-body-painting/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Frascione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Apr 2026 19:58:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[MODA]]></category>
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		<category><![CDATA[Body Painting.]]></category>
		<category><![CDATA[Verba Velata]]></category>
		<category><![CDATA[Vivian Belmonte]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="708" height="404" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.24.png 708w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.24-600x342.png 600w" sizes="auto, (max-width: 708px) 100vw, 708px" /></div>
<p>Nel cuore dello spazio creativo di Titti Petrucci, che si è trasformato in un palcoscenico, la bellissima performance di body painting della Belmonte. Un binomio importante che ha enfatizzato due elementi necessari, estetica e racconto. Protagoniste dell’evento sono state l’artista Vivian Belmonte e la performer Marika Gambardella, conosciuta dal grande pubblico per il ruolo di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="708" height="404" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.24.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.24.png 708w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.24-600x342.png 600w" sizes="auto, (max-width: 708px) 100vw, 708px" /></div><p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Nel cuore dello spazio creativo di Titti Petrucci, che si è trasformato in un palcoscenico, la bellissima performance di body painting della Belmonte. Un binomio importante che ha enfatizzato due elementi necessari, estetica e racconto. Protagoniste dell’evento sono state l’artista <strong>Vivian Belmonte</strong> e la performer <strong>Marika Gambardella,</strong> conosciuta dal grande pubblico per il ruolo di <strong>Luna</strong> nella serie Mare Fuori. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">La performance non è stata una semplice esibizione artistica, ma un vero dialogo tra corpo e materia. Vivian Belmonte, nota per il suo approccio sensibile e quasi narrativo al body painting, ha utilizzato il corpo di Marika Gambardella come tela viva, costruendo un’opera stratificata fatta di simboli marini, richiami alla libertà e suggestioni emotive. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Il riferimento al personaggio di Luna – figura intensa e fragile allo stesso tempo – è emerso gradualmente: linee fluide, tonalità acquatiche e dettagli luminosi hanno evocato il legame profondo con il mare, elemento centrale anche nella serie che l’ha resa celebre. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Se sullo schermo Marika Gambardella incarna la complessità di Luna, dal vivo ha dimostrato una straordinaria capacità performativa. Immobile e concentrata, ha lasciato che ogni gesto dell’artista diventasse parte di una coreografia silenziosa. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">L’ambiente ideato da <strong>Titti Petrucci</strong> ha giocato un ruolo fondamentale. Più che una cornice, lo showroom si è rivelato un contenitore dinamico dove moda e arte si incontrano. Luci soffuse, materiali ricercati e un’atmosfera intima hanno contribuito a trasformare la performance in un’esperienza immersiva per il pubblico. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Più che un evento effimero, la performance ha lasciato un segno nel pubblico presente, offrendo una riflessione sulla bellezza, sulla trasformazione e sul potere evocativo dell’arte. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">In un’epoca in cui le immagini scorrono veloci, momenti come questo riescono ancora a fermare lo sguardo e a restituire profondità all’esperienza estetica.  </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Da pochi giorni Vivian ha terminato un nuovo progetto audiovisivo, con l’intento di dare ancora una volta forma e respiro a <strong>Verba Velata</strong>, un progetto che continua a crescere e a trasformarsi. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Un percorso fatto di immagini, suoni e presenza, dove ogni elemento contribuisce a costruire un’atmosfera sospesa e intensa. Le musiche di <strong>Nico Giordano</strong>, accompagnate dal violino di <strong>Antonella De Chiara</strong> , dal violoncello di <strong>Pasquale Termini</strong> e dal pianoforte di <strong>Luca Mennella</strong>. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">La voce e l’interpretazione sono affidate a <strong>Massimo De Matteo</strong>, attore napoletano capace di dare profondità e vibrazione al testo. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Fondamentale anche il lavoro di <strong>Clara Langella</strong> come assistente, insieme alla presenza scenica della modella storica di Verba Velata, <strong>Giovanna Siena</strong>. Alla parte visiva, fotografia e regia di <strong>Davide Scognamiglio</strong>, produzione e post produzione di <strong>Elio Di Pace</strong>. </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Un progetto corale, fatto di incontri, ricerca e sensibilità diverse, che presto prenderà forma definitiva.</span></span></p>
<p align="justify">Ecco il video di <strong><a href="https://www.facebook.com/share/v/18fmSgyfP5/">Verba Velata.</a></strong></p>
<p align="justify"><a href="https://www.facebook.com/share/v/18fmSgyfP5/"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-349900 aligncenter" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-05-22-alle-08.26.58-600x335.png" alt="" width="600" height="335" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-05-22-alle-08.26.58-600x335.png 600w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-05-22-alle-08.26.58-768x429.png 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-05-22-alle-08.26.58.png 1418w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium">Ma adesso andiamo un po&#8217; più in profondità con un’intervista all’artista Irpina <a href="https://www.facebook.com/vivian.belmonte.77"><b>Vivian Belmonte.</b></a></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>Parlaci un po&#8217; di te.</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Sono un’artista che vive il corpo come strumento principale di espressione. Il mio percorso nasce da una forte esigenza di raccontare emozioni autentiche e trasformarle in immagini vive. Negli anni ho sviluppato uno stile che unisce arte visiva e performance, cercando sempre di creare un impatto diretto e sincero su chi osserva il mio lavoro.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>Come nasce l’idea del Body Painting?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Il Body Painting è nato quasi naturalmente, come evoluzione della mia ricerca artistica. Sentivo il bisogno di uscire dalla tela tradizionale e dare vita all’arte, renderla dinamica, respirante. Il corpo diventa così un mezzo potentissimo per comunicare, perché è immediato, umano e profondamente connesso con chi guarda.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>Qual è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con questa performance che coinvolge più linguaggi artistici?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Quello che cerco di trasmettere è autenticità. Voglio che le persone si riconoscano, che sentano qualcosa, che si fermino un attimo a guardarsi dentro. Le mie performance parlano di identità, trasformazione e libertà di espressione, mescolando linguaggi diversi proprio per arrivare in modo più diretto ed emozionale.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>Che tipo di location scegli generalmente per realizzare le tue esposizioni artistiche?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Amo lavorare in contesti che dialogano con l’opera: spazi urbani, ambienti naturali o location suggestive che possano amplificare il messaggio. Per me lo spazio non è mai solo uno sfondo, ma parte integrante della performance. Ogni luogo contribuisce a rendere l’esperienza unica e immersiva.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><b>Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?</b></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Sto lavorando per portare la mia arte a un livello sempre più immersivo e internazionale, aprendo collaborazioni con altri artisti e sperimentando nuovi linguaggi, anche digitali. Il mio obiettivo è creare esperienze che restino impresse, che vadano oltre la semplice visione e diventino qualcosa da vivere.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Grazie Vivian.</i></span></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Times New Roman, serif"><span style="font-size: medium"><i>Grazie a Voi.</i></span></span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347101 alignnone" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/656435495_4433944180169195_9022978733200066181_n-420x600.jpg" alt="" width="231" height="330" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/656435495_4433944180169195_9022978733200066181_n-420x600.jpg 420w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/656435495_4433944180169195_9022978733200066181_n-768x1098.jpg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/656435495_4433944180169195_9022978733200066181_n-1074x1536.jpg 1074w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/656435495_4433944180169195_9022978733200066181_n.jpg 1432w" sizes="auto, (max-width: 231px) 100vw, 231px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347102 alignnone" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026--e1775154553741-557x600.jpeg" alt="" width="306" height="330" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026--e1775154553741-557x600.jpeg 557w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026--e1775154553741-768x827.jpeg 768w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026--e1775154553741.jpeg 942w" sizes="auto, (max-width: 306px) 100vw, 306px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347103 alignnone" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.34-497x600.png" alt="" width="311" height="376" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.34-497x600.png 497w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.34-180x217.png 180w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.34-267x322.png 267w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.34-368x445.png 368w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.48.34.png 710w" sizes="auto, (max-width: 311px) 100vw, 311px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347104 alignnone" src="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.49.05-358x600.png" alt="" width="226" height="378" srcset="https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.49.05-358x600.png 358w, https://www.belvederenews.net/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot-2026-04-02-alle-17.49.05.png 706w" sizes="auto, (max-width: 226px) 100vw, 226px" /></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.belvederenews.net/continua-il-viaggio-artistico-di-vivian-belmonte-con-verba-velata-lantica-arte-del-body-painting/">Continua il viaggio artistico di Vivian Belmonte con Verba Velata, l’antica arte del Body Painting.</a> proviene da <a href="https://www.belvederenews.net">BelvedereNews</a>.</p>
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