CASERTA – C’è un filo sottile, nella scrittura teatrale, che separa il sentimento dalla retorica, la risata dalla macchietta, la riflessione dal predicozzo. Marco Caiazzo quel filo lo conosce bene, e in Casa Paradiso — commedia in due atti andata in scena ieri sera al Teatro San Pietro di Via Vescovo Natale — non lo ha mai spezzato.
La storia è ambientata in una casa di riposo, uno di quei luoghi che la nostra società tende a relegare fuori campo, oltre il bordo del visibile quotidiano. Caiazzo invece ci entra dentro, con rispetto e con umorismo, e ne fa il palcoscenico di un’umanità tutt’altro che residuale. Gli ospiti della struttura non sono comparse della vecchiaia: sono persone con una storia, un carattere, un desiderio, una battuta pronta. E a guidarli — o meglio, a trascinarli — nella giostra delle situazioni è Lina Nardiello, la cui verve comica è stata la vera spina dorsale dello spettacolo. La Nardiello ha costruito il suo personaggio con quella rara capacità di far ridere senza mai scivolare nel grottesco, tenendo sempre in equilibrio la leggerezza e il peso specifico delle cose.
Ma Casa Paradiso non sarebbe riuscita a tenere il pubblico con il fiato sospeso — e poi a liberarlo in un lungo applauso finale — se non fosse stata la prova corale dell’intera compagnia a fare la differenza. Rosario Scrima, Deanna Monteforte, Sara Lamanna, Giuseppe Rossi Prudente, Emilia Luciano, Felice Pipola, Teresa Esposito, Tina Guida, Belinda Fusco, Giada Caiazzo e lo stesso Marco Caiazzo in scena hanno dimostrato un affiatamento che non si costruisce in poche prove. I dialoghi fluivano come conversazioni vere, con le increspature del quotidiano, i silenzi giusti, le sovrapposizioni naturali. Quello che si vedeva non era recitazione nel senso convenzionale del termine: era uno spaccato di vita restituito al palco con la cura di chi conosce bene le persone di cui parla.
La regia dello stesso Caiazzo ha saputo dosare i ritmi con intelligenza, alternando le sequenze più comiche a momenti di riflessione che non pesavano, non opprimevano, ma lasciavano sedimentare qualcosa nello spettatore. Si rideva — e si rideva di gusto — ma senza dimenticare che dietro ogni gag c’era una domanda reale: cosa significa invecchiare in una società che ha fretta? Come si abita il tempo quando il tempo sembra essersi fermato?
Domande scomode, rese accessibili da una scrittura che preferisce l’ironia alla denuncia, il sorriso all’anatema. E il pubblico ha capito, ha risposto, ha applaudito a lungo.
A sipario chiuso, Marco Caiazzo ha preso la parola per ringraziare la parrocchia che ha messo a disposizione il Teatro San Pietro, ricordando le iniziative benefiche a essa legate: un gesto che ha restituito alla serata la sua dimensione più autentica, quella di un teatro ancora capace di essere comunità.
Per chi non c’era ieri sera, c’è ancora tempo: Casa Paradiso torna in scena oggi, domenica 17 maggio, alle ore 18.30, sempre al Teatro San Pietro. Per informazioni: 335 6247057.
‘O core nun se fa’ mai viecchio — recita il sottotitolo della commedia. Dopo ieri sera, è difficile dargli torto.