Per BelvedereNews abbiamo intervistato Gaetano Doto. E’ un attore, regista teatrale e cantastorie italiano, particolarmente attivo in Puglia nell’ambito del teatro sociale, dell’inclusione e del teatro per ragazzi.
Parlaci un po’ di Gaetano Doto?
Gaetano Doto nasce a Foggia il 24 Maggio 1987; sin dai primi anni di vita, a detta delle mie insegnanti, ho avuto una predisposizione per la recitazione. Ero spigliato e chiaro nell’esposizione; ragion per cui sin dalla mia prima recita scolastica interpretai la parte di Gesù Bambino già con tanto entusiasmo. Sono sempre stato impegnato nel sociale, principalmente nel mio paese, con l’oratorio parrocchiale e l’idea di fare teatro ancora non mi aveva sfiorato.
Come nasce il tuo rapporto con il teatro?
In ambito parrocchiale nel lontano 2004 mi ritrovai incluso in una recita per la parrocchia che svolgemmo nella piazza del mio paese; qualcuno mi vide recitare e mi presentò al regista Mattia Iossa che allora stava preparando uno spettacolo sulla vita di San Gerardo Maiella. Ebbi l’onore di interpretare il ruolo di protagonista che mi vide per la prima volta recitare “sul serio” senza che mai avessi frequentato un corso di recitazione. Insomma, stare sul palcoscenico sentivo che mi faceva stare bene; il mio regista fu il mio primo insegnante e devo a lui questa mia passione per il Teatro. Ancora oggi mi racconta che nonostante fossi alle prime armi, assorbivo con entusiasmo e come una spugna ogni suo consiglio. Fui folgorato da quest’arte per la sua capacità di farmi sentire me stesso e per la gioia che mi trasmetteva quel mondo che di cui fino a quel primo spettacolo non conoscevo ma che forse aspettava solo di esser scoperto. Decisi di formarmi e di iniziare a Foggia presso l’Officina Teatrale di Pino Casolaro i primi laboratori teatrali avvicinandomi a tutte le materie tipiche di una formazione attoriale; l’entusiasmo cresceva e la distanza da casa (io vivo a Deliceto) a Foggia che percorrevo in pullman non mi pesava affatto. Continuai a fare spettacoli con il mio primo insegnante e debuttai nel contempo come attore professionista al Festival del Mondo Antico di Rimini con il “Miles Gloriosus” di Plauto il 18 Giugno del 2009. Nel 2010 costituii la mia Associazione Teatrale Tanino che oggi ha all’attivo tanti spettacoli, rievocazioni, progetti didattici per bambini forte della formazione acquisita a Roma presso l’Istituto di formazione cinematografica “Studio Cinema” con docenti del panorama nazionale italiano e non solo.
Quale è il messaggio che generalmente vuoi comunicare con le performance artistiche?
Principalmente ritengo che il Teatro abbia una funzione sociale importantissima e scegliendo di investire, in un piccolo comune come il mio, ho voluto dare un segnale e dimostrare che il teatro ha una funzione essenziale non soltanto nelle grandi città e su palcoscenici prestigiosi, ma anche nei comuni in cui molti bambini, adolescenti, adulti non hanno le stesse opportunità di formarsi come nelle città. Il teatro, indipendentemente dalla professione di attore, forma l’individuo, lo plasma migliorando la sua capacità espressiva, di socializzazione, di empatia, di linguaggio non verbale in un’epoca in cui l’uso della tecnologia ci allontana dalla realtà. Il teatro riporta l’attenzione sulla persona e sulle sue emozioni. Oggi mi occupo di spettacoli teatrali ma soprattutto di formazione con bambini che vogliono sperimentare un’esperienza divertente e dinamica, con adulti e anche con ragazzi con disabilità. Gestisco da sei anni il laboratorio di educazione alla teatralità con ragazzi e ragazze con sindrome di Down e con problemi autistici e ancor di più, ricollegandomi a ciò che dicevo, capisco quanto sia importante il Teatro nelle periferie e nei luoghi dimenticati.
Che tipo di location scegli generalmente per realizzare le tue performance artistiche?
Le location dei nostri spettacoli sono principalmente piazze, teatri, ma lavoriamo molto a contatto con la natura quindi anche boschi per portare in scena spettacoli collegati ad essa e fiabe che prediligono delle location naturalistiche. I campus estivi del nostro progetto di didattica per bambini “Educafiabe” viene effettuato interamente all’area aperta in parchi, boschi o piazze. Diciamo che la scena varia in base alla tipologia di evento-spettacolo che portiamo in scena.
Progetti per il futuro? Quali evoluzioni desideri per la tua operazione artistica?
Progetti per il futuro? Beh, innanzitutto allargare il nostro raggio d’azione e far conoscere la nostra realtà anche ad altre regioni e provincie. Il mio grande sogno è avere una scuola di recitazione con la collaborazione di altri professionisti che abbiano la mia stessa “Mission” e perché no calcare le tavole di palcoscenici importanti. Ad oggi, guardandomi indietro sono felice dell’evoluzione e della crescita avuta negli anni e sono orgoglioso di essere circondato da professionisti che lavorano a questo progetto con il mio stesso entusiasmo.
Quale è il tuo legame con l’Irpinia?
Il mio legame con l’Irpinia è profondo e autentico. È una terra che porto dentro per le sue radici, i suoi valori e il senso di appartenenza che riesce a trasmettere. L’Irpinia rappresenta una comunità fatta di tradizioni, sacrificio, capacità di resilienza e grande umanità. È un territorio che ha saputo conservare la propria identità nel tempo, guardando al futuro senza dimenticare la propria storia. Per me l’Irpinia non è soltanto un luogo geografico, ma un patrimonio culturale e umano che ha contribuito a formare il mio modo di essere e di vedere il mondo. Ogni occasione di confronto con questa terra è anche un’opportunità per valorizzarne le eccellenze, le potenzialità e le persone che ogni giorno ne custodiscono l’anima.
