Teverola, terza ristampa del volume La Nottola di Minerva: incontro significativo e ricco di spunti

Di Speranza Anzia Cardillo

Teverola (di Speranza Anzia Cardillo)

È stato un incontro significativo e ricco di confronti quello organizzato ieri pomeriggio in streaming da Pasquale Vitale, Carla Caputo e Marco Palladino. Lo spunto è stato tratto dal testo “ La nottola di Minerva” edito da Pasquale Gnasso editore (giunto alla terza ristampa) che offre ai lettori l’opportunità di accostarsi alla filosofia, attraverso la musica, il cinema, il teatro, la psichiatria, il fumetto e la psicologia. Un testo che, sulla base di temi trattati da grandi autori che hanno segnato epoche, suscita un profondo interesse nei lettori, che restano inevitabilmente affascinati dal modo in cui sono presentati i contenuti. Il professore Pasquale Vitale, docente di Storia e Filosofia presso il liceo classico Cirillo, nel corso del suo intervento, ha fatto riferimento a Freud e al tema dell’inconscio e della follia. La sensibilità e la passione del professor Pasquale Vitale, però, si è però manifestate in tutta la loro interezza quando ha analizzato il testo “Ti regalerò una rosa” di S. Cristicchi per sviscerare il rapporto tra “follia” e “normalità” e parlare della legge Basaglia e nello specifico dell’ex manicomio di Aversa.

Successivamente è intervenuto Marco Palladino, borsista presso l’Istituto degli studi di Napoli, il quale, partendo dal richiamo al cinema di David Lynch, ha trattato il tema dell’inconscio secondo Assagioli. Per Il padre della psicosintesi la psicologia ha il compito di fare affiorare l’io superiore, il quale costituisce l’essenza imperitura dell’umano, la scintilla originaria posta a fondamento della realtà individuale. Questo è l’ aspetto decisivo della pratica psicosintetica  da Assagioli a Lynch, per i quali è di fondamentale importanza la meditazione trascendentale, praticata nel processo creativo. Infatti, solo tramite la pratica meditativa è possibile mutare il nostro con la sofferenza, distaccandosi dalla coscienza egoica e immergendosi nella luce originaria della coscienza pura. La giornalista Carla Caputo, invece, dopo aver raccontato i momenti più importanti della vita della poetessa Alda Merini, si è soffermata sulla sua permanenza in manicomio e si è dedicata alla lettura di alcune sue poesie. Ha ricordato come nella poetessa fosse ricorrente il tema dell’amore e come dialogasse quasi con la sua pazzia