Dopo la morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e quattro mesi deceduto il 21 febbraio in seguito a un trapianto di cuore non riuscito all’ospedale Monaldi di Napoli, 186 genitori di bambini cardiopatici hanno lanciato un appello pubblico per chiedere la fine di quella che definiscono una “gogna mediatica” nei confronti del cardiochirurgo Guido Oppido. Nel documento, madri e padri ricordano come molti dei loro figli oggi “respirano, sorridono e vivono grazie alla cardiochirurgia pediatrica”. Tra i medici che per anni hanno operato nel reparto, sottolineano, c’è proprio Oppido, che in Campania ha dedicato oltre un decennio alla cura dei piccoli pazienti. Il medico, attualmente indagato per omicidio colposo e sospeso dall’ospedale, era in sala operatoria il 23 dicembre quando da Bolzano arrivò il cuore destinato al piccolo Domenico. L’organo, trasportato in un contenitore di vecchia generazione e senza termometro, sarebbe risultato inutilizzabile al momento dell’intervento. Nel frattempo il cuore del bambino era già stato espiantato, rendendo impossibile completare il trapianto. Oppido si è sempre difeso sostenendo di aver agito correttamente e di aver fatto tutto ciò che rientrava nel proprio dovere di medico. “Ho fatto bene il mio mestiere – ha dichiarato –. In undici anni ho operato tremila bambini. Sto passando tutto questo perché ho provato ad aiutare i figli degli altri”. Le indagini dovranno chiarire le diverse fasi della vicenda e le responsabilità di quanto accaduto. Ciò che è certo, ricordano i genitori firmatari dell’appello, è che il lavoro di questo medico negli anni ha consentito a tanti bambini di continuare a vivere e, oggi, di condurre una vita normale. “Chiediamo rispetto – scrivono – e che la verità venga accertata nelle sedi opportune”.