VITULAZIO
Grande successo dell’opera teatrale “L’arte di strisciare”, commedia in costume di Francantonio all’Auditorium “Giovanni Paolo II”
VITULAZIO – Sabato 24 novembre 2018, con inizio alle ore 20.30, presso l’Auditorium “Giovanni Paolo II” sito nel Centro Parrocchiale Maria SS. dell’Agnena in Vitulazio, “ARTinsieme” e “Sibylla Burgundiae” hanno presentato la Compagnia teatrale “La Caterva” nella commedia, in costume settecentesco, dal titolo “L’arte di strisciare”
, atto unico di Rosario Santella, con la regia dello stesso e di Francantonio. Un successo inimmaginabile che ha fatto spellare le mani al foltissimo pubblico che hanno ascoltato le melodie del Trio Opera composto da Pasquale Termini alla viola, Ciro Ammendola alla chitarra, con la splendida voce di Marianita Carfora
che hanno introdotto gli spettatori nell’atmosfera della capitale del Regno delle Due Sicilie con un bellissimo repertorio di “Villanelle” del Settecento napoletano che hanno fatto andare in visibilio l’intero Auditorium di Vitulazio con applausi a scena aperta. “L’Arte di strisciare”, commedia in un atto unico, scritta e diretta da Rosario Santella con uno strepitoso Francantonio, attore e regista caleno
, che in questa pièce teatrale ha superato ogni più rosea aspettativa. “L’arte di strisciare” è una commedia comica e raffinata e come dice l’autore: “Ho preso a prestito dalla penna del barone Paul H. D. d’Holbach, compagno di Diderot all’Enciclopedia, nonché amico di pensatori quali Hume, Adam Smith e Cesare Beccaria, il suo piccolissimo “Saggio sull’arte di strisciare ad uso dei Cortigiani” per ricavarne, indegnamente ed ignobilmente, la mia ultima pièce teatrale. Questo perché il citato delizioso e crudelissimo divertissement del filosofo tedesco, sembra ancora, pur a distanza di così tanti anni dalla sua stesura, un prezioso vademecum per i tempi che ci ospitano, in cui l’indipendenza del volere, del pensare e del dire, la volontà di sottrarsi alla piaggeria verso il potere vengono percepite come inopportune, controproducenti, fastidiose e irrimediabilmente lontane dal bon ton dei tempi nuovissimi
. Con stile satirico e pungente senza pari, esso ridicolizza, ancora oggi, il cuore del sistema di potere, così come quest’ultimo si configura tra i palazzi e le dimore dei novelli ‘notabili’ precipitati dalle varie “Ruote della Fortuna” con tutto quanto ne consegue in termini di ciambellani, dignitari, consiglieri, avvocati, maggiordomi, medici, preparatori atletici, cuochi, giardinieri, menestrelli, giullari, guardie, servi, ciarlatani, ruffiani e cortigiane, queste ultime nel frattempo evolutesi nelle varie forme di parlamentari, ministre, show-girl ed escort. Il servilismo sciocco, vacuo, volgare, di un tempo eterno che si ripete uguale a se stesso, ma sempre e solo in termini di farsa”. Rosario Santella, napoletano, nasce nel 1964, avvocato, autore e sceneggiatore di diverse “pièce” teatrali, tra cui le più recenti “Sibilia di Borgogna” (2009), “Eleonora” (2010), “Innocenzo III, l’antipapa” (2011) e “Lu quatro a oglio (2012) nonché autore di diversi corti cinematografici (con numerosi e importanti premi vinti) e scrittore di successo: l’ultima menzione speciale e pubblicazione nella raccolta antologica del premio “Il Biciclettario” (2016-2017), con i racconti “Nudo e senza meta” e “Il cavaliere elettrico”. La rappresentazione si è avvalsa degli interpreti: Francantonio, Raffaele Sepe
, Caterina Tanzi, Andrea Soldano e Fabio Paliolla; la regia è di Francantonio e Rosario Santella; i costumi sono curati da Anna Antonucci; l’intervento musicale è del Trio Opera del Maestro Pasquale Termini
ed il progetto grafico è di Marco Barone.