WEB TAX: IL GOVERNO SCOPRE NUOVI MODI PER TASSARE ANCHE L’ARIA DIGITALE

Dalla "tassa ai giganti" alla stangata per tutti: il nuovo balzello digitale colpisce anche i piccoli negozi online e i creatori di contenuti, perché nessuno deve sfuggire al "grande piano fiscale".

Web Tax: ora il governo vuole tassare anche i like?

Pare che il governo italiano, fedele alla sua vocazione di trovare nuove “creatività fiscali”, abbia finalmente deciso di dare un prezzo anche al mondo digitale, con una proposta che potrebbe sembrare quasi una nuova tassa sull’aria… digitale, ovviamente. La “web tax”, originariamente pensata come piccolo e giustificato contributo da parte dei giganti del web (Facebook, Amazon, Google e compagnia), si prepara a essere estesa a tutto il mondo digitale, nessuno escluso.

Ed ecco che anche chi gestisce un piccolo negozio online, chi vive di social e chi sperava di guadagnarsi da vivere senza dover aprire una multinazionale a Dublino, dovrà rassegnarsi: un bel 3% sui ricavi, perché tutti, ma proprio tutti, devono contribuire. Per il bene comune, naturalmente! E pazienza se questo settore è uno dei pochi che ancora investe, crea posti di lavoro e permette alle piccole imprese di affacciarsi su nuovi mercati. Perché rinunciare a una tassa così importante per lo Stato, che promette di arricchirci di ben 51 milioni l’anno?

Siamo quindi arrivati al punto che anche la creatività e l’intraprendenza digitale devono pagare pegno. Poco importa che le imprese, grandi o piccole che siano, già lottino in un mercato competitivo. Non dimentichiamo, infatti, che ormai i social non servono solo per postare foto del pranzo, ma sono diventati dei veri e propri negozi virtuali, offrendo un’opportunità per chi vuole mettersi in proprio e raggiungere clienti da casa. E proprio in un momento storico in cui l’e-commerce è una risorsa fondamentale per molte famiglie, il governo ha deciso di applicare una tassa extra, perché no?

È proprio così: ogni piccola impresa digitale, dal negozietto di artigianato che si fa conoscere su Instagram al giornalista freelance, dovrà contribuire a questa grande missione. Ed è quasi ironico pensare che, mentre il governo cerca di trasformare il web in una gallina dalle uova d’oro, potrebbe finire per vedere meno di quanto spera. Chissà che alla fine non rimanga solo un hashtag, e magari anche quello sarà tassato.