di Giovanna Paolino
Uno dei principali problemi che la nuova amministrazione comunale dovra’ affrontare e’ quello del trasporto pubblico locale affidato alla Clp spa.
L’azienda, societa’ privata fondata da Carlo Esposito, ha sostituito, in seguito ad una gara di appalto regionale, la ex Acms, azienda pubblica, dichiarata fallita nel 2012.
A Caserta, il Tpl non soddisfa i parametri richiesti dalla normativa italiana ed europea. Si pensi, innanzi tutto, ai mezzi di trasporto inaccessibili per persone affette da handicap fisico e per mamme con carrozzine e passeggini. Si pensi alla mancanza di uscite di sicurezza e alla assenza di condizionatori sulle macchine da trasporto. Come se cio’ non bastasse , non si riesce a comprendere per quale ragione non si sbroglia la intricata matassa dei due provvedimenti di interdittiva antimafia che hanno colpito la Clp spa, ora soggetta ad amministrazione straordinaria , da parte della Prefettura di Napoli.
Un vero e proprio fallimento per la politica del Presidente Vincenzo De Luca che aveva posto alla base della sua elezione il rilancio del sistema dei trasporti in Campania.
Ma non e’ tutto. La sfida di Vincenzo De Luca sul rilancio del Tpl in Campania si gioca sulla sua capacita’ di risolvere i gravi conflitti interni che stanno dilaniando l’azienda Clp spa a danno dei lavoratori e dell’utenza.
All’interno dell’azienda la situazione tra i vertici e le maestranze e’ molto tesa anche alla luce della recente sentenza del Tribunale di Santa Maria C.V che ha dichiarato non doversi procedere nei confronti dei dipendenti della ex Acms mai assunti dalla Clp spa.
In seguito a questa sentenza, lo scorso 8 luglio, Luca Cascone, Presidente della Commissione Regionale Trasporti, ha convocato gli Amministratori Straordinari della Clp spa, ovvero Vincenzo Molisso e Giovanni Armonioso, per chiedere l’assunzione dei fuoriusciti ex Acms.
Sembra che Vincenzo Molisso e Giovanni Armonioso abbiano espresso parere negativo circa la riassunzione in servizio degli ex Acms dagli stessi definiti ” soggetti inaffidabili e sottoposti a condanne penali”. Su queste premesse il Presidente Luca Cascone si e’ riservato di adottare provvedimenti.
La via crucis degli ex Acms , dunque, nonostante la sentenza di assoluzione, pare destinata a continuare.
Va precisato, tuttavia, che il ” giudizio di inaffidabilita'” riferito agli ex Acms prosciolti da reati penali dal Tribunale di Santa Maria C.V. si e’ palesato infondato dal momento che ciascuno di loro ha esibito all’azienda il certificato del casellario giudiziario dal quale non e’ emersa alcuna condanna penale .
” Ragioni personali – dicono gli ex Acms mai riassunti da Carlo Esposito in violazione degli accordi sindacali – non possono consentire la violazione del nostro diritto al lavoro”.
Sta di fatto che , in virtu’ del principio della continuita’ amministrativa, gli accordi siglati con l’amministrazione Caldoro sono validi anche con l’amministrazione De Luca : il punto e’ capire per quale ragione il Presidente De Luca non impone de iure a Carlo Esposito e agli Amministratori Straordinari l’assunzione di dipendenti ex Acms in ottemperanza degli accordi regionali e della sentenza di proscioglimento del Tribunale di Santa Maria C.V..
Questo netto rifiuto da parte dei vertici della Clp spa di assumere i fuoriusciti ex Acms potrebbe essere interpretato come ” un accanimento ad personam” nei confronti di determinati lavoratori da parte di una azienda che, va precisato,non e’ titolare del trasporto pubblico in provincia di Caserta , ma beneficia , non si comprende a che titolo, di una concessione provvisoria.
Se poi fosse vera la notizia del veto ostativo degli Amministratori Molisso e Armonioso circa la proposta di riassumere gli ex Acms da parte del Presidente Cascone, si potrebbe quasi essere portati a pensare che siano fondate le voci dei dipendenti e delle sigle sindacali secondo le quali Vincenzo Molisso e Giovanni Armoniso altro non sono che i Portavoce di Carlo Esposito.
Nei giorni scorsi, poi, Giorgio Donato, Segretario Provinciale Ugl, ha ipotizzato la procedura di raffreddamento e lo sciopero dei lavoratori per una serie di gravi ragioni : mancato pagamento dell’ultima mensilita’ di giugno, riduzione del personale, rotazione dei turni, carenza di manutenzione delle vetture, mancata osservanza dell’accordo sulla bigliettazione siglato in data 8 gennaio 2014.
Senza dimenticare, poi, che mancano all’appello circa due milioni e mezzo di contributi pensionistici mai versati dalla Clp spa a favore dei lavoratori.
Ancora. Nei giorni scorsi l’azienda ha sospeso il Sindacalista Carlo Nugnes Faisa Cisal. Si parla anche della imminente sospensione del Sindacalista Giuseppe Schioppa Cgil per un articolo da questi prodotto contro il parco macchine dell’azienda.
A questo punto serve , improcrastinabile, l’intervento della Politica per risolvere una situazione che , a dispetto delle parole, sembra non trovare una composizione sindacale e sociale.
Vincenzo De Luca , come Carlo Marino, si sono impegnati per riqualificare il sistema dei trasporti , il primo nella Regione Campania, il secondo nel Comune di Caserta.
A tutt’oggi, il Presidente De Luca , su questo punto, e’stato latitante. Confidiamo nel Sindaco Pd augurandoci che la Politica non sia cio’ che i cittadini temono , ossia solo un vano parlare.