Ritrovato la scudo di Garibaldi che il popolo siciliano donò all’Eroe dei Due Mondi

Si tratta di un’opera unica nel suo genere: una scultura bronzea policroma di forma circolare, del diametro di 118 cm e del peso di 50 kg, realizzata da Antonio Ximenes

CASERTA – I Carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale e della Stazione di Roma Gianicolense hanno recuperato, nel corso della giornata di giovedì 19 gennaio 2019, lo “scudo di Garibaldi”, che il popolo siciliano donò al “Leone di Caprera” l’11 maggio 1878, in segno di affetto e riconoscenza, dopo lo sbarco in Marsala. Si tratta di un’opera unica nel suo genere: una scultura bronzea policroma di forma circolare, del diametro di 118 cm e del peso di 50 kg, realizzata da Antonio Ximenes.

Nel centro dello scudo, al posto dell’antico brocchetto che serviva per colpire il nemico, sporge da una conchiglia (per l’appunto Caprera) sormontata dalla testa di Giuseppe Garibaldi. Fa da cornice una corona di quercia cinta da un nastro: sulle foglie sono incise le principali battaglie combattute da Garibaldi, da Montevideo e Digione.

Lo scudo è diviso in otto raggi, in ognuno dei quali sono incisi gruppi allegorici che riportano gli stemmi delle principali città italiane, oltre ad icone simboliche che rappresentano la Carità, la Giustizia, la Gloria e la Scienza strategica. Lo scudo fu donato da Garibaldi alla città di Roma, che lo custodì nel Museo Capitolino, per poi essere trasferito presso il Museo Nazionale del Risorgimento nel Palazzo del Vittoriano.

A dispetto dell’inestimabile valore culturale dell’opera, non è ancora chiaro come lo scudo possa essere sparito dal Museo Nazionale del Risorgimento, per essere recentemente localizzato presso l’abitazione di un architetto romano. Il trafugamento sarebbe avvenuto nei primi anni 2000.