Clp Sviluppo Industriale. Gli Amministratori Straordinari convocano le Parti Sociali

Si terrà il 1 Marzo 2017,  come da accordi in Prefettura di Napoli, il primo incontro tra i nuovi Amministratori Straordinari e le OO.SS. di settore della Clp Sviluppo Industriale  concessionaria del Trasporto Pubblico Locale in provincia di Caserta.

Va detto che  gli  Amministratori Straordinari, Paola Maddalena e Marcello Martinez,  si sono insediati da pochi giorni e  il loro mandato si protrarrà per tutto il 2017, come richiesto dalla Regione Campania con nota prot. n. 0779451 del 29.11.2016, nella quale l’Ente di Palazzo Santa Lucia  ha manifestato  la necessità di proseguire il rapporto con la Clp, nelle more dell’espletamento degli affidamenti con procedure ad evidenza pubblica.

Dal loro canto i lavoratori e le parti sociali hanno accolto positivamente questa convocazione considerata la totale e incomprensibile chiusura dei predecessori.

In considerazione del cambio di passo rispetto al recente passato, sarà importante gettare le basi per un sereno confronto tra le parti, auspicando convergenza di idee rispetto ad un obiettivo comune.

I nodi da sciogliere sono molti: in primo luogo  l’ assunzione di tutto il personale Ex Acms – bisogna ricordare che vi sono ancora ex Acms non ancora assunti dalla Clp Sviluppo Industriale nonostante gli accordi sindacali -, l’ organizzazione del lavoro,la bigliettazione, la gestione del personale, la messa in quiescenza dei conducenti di linea, le nuove assunzioni già poste in essere da Clp di cui, in apparenza, nessuno sa niente, e il presunto squilibrio finanziario paventato, che ad onor del vero, risulta a dir poco sconcertante.

L’ex Acms, infatti, è accreditata da un contratto di servizio che vale circa 17 Milioni di euro, proventi da contratti pubblicitari e dalla bigliettazione. Negli scorsi quattro anni,  inoltre, l’ azienda  ha beneficiato di  ingenti sgravi fiscali ed ha subito, altresi’, di una drastica riduzione del personale,  presumibilmente, un centinaio di autisti in meno: tutto questo rende  incomprensibile individuare la fonte di  eventuali difficoltà economiche, che evidentemente vanno ricercate altrove.