Caserta. CGIL : il Comitato per il Si’ ai due Referendum incontra la stampa

Il COMITATO PER IL SI ai due referendum, costituito presso la CGIL di Caserta, organizza in data mercoledì 22 febbraio alle ore 10,00 un incontro con la stampa ed i mass media locali aperto alla cittadinanza, per illustrare le ragioni dei due SI ai referendum ammessi dalla Corte Costituzionale, su ABROGAZIONE DEI VOUCHER – per una contrattualizzazione trasparente che regolamenti il lavoro occasionale – e TUTELA DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DEGLI APPALTI – che nel nostro Paese sono milioni.
L’iniziativa, prevede un gazebo informativo, presso largo Amico, antistante la sede della redazione provinciale del Mattino di Caserta.
All’evento parteciperanno oltre ai mass- media, le strutture sindacali con delegazioni di lavoratori, lavoratrici, pensionati, giovani, studenti e rappresentanti delle associazioni presenti sul territorio.

“Il tema del lavoro – sottolinea Camilla Bernabei Segretaria Provinciale Cgil  – è un tema che riguarda tutti, valicando ideologie e appartenenze. In una società in cui la disuguaglianza è diventata non solo distribuzione diseguale del reddito e della ricchezza ma distribuzione diseguale di futuro e di opportunità, con un abbassamento generale della qualità della vita dei singoli e delle comunità, parlare di lavoro e di diritti come garanzia di dignità e speranze di vita è sembrato sempre più fuori luogo”.

“Il referendum – continua –  ha il merito di rimettere al centro del dibattito il lavoro e i diritti in capo alla persona a prescindere dalla tipologia contrattuale, rivolgendosi a tutti: collaboratori occasionali, veri o finti autonomi, professionisti atipici, flessibili, precari, discontinui. Lavoro sì, ma senza riconoscere valore alle capacità, alla fatica, al contributo di ciascuno per il progresso di tutti. Un lavoro svilito, frantumato e indebolito, una variabile sempre più dipendente dalle condizioni dell’economia e del mercato. La precarietà genera insicurezza che, muovendo dalle condizioni di lavoro, diventa insicurezza delle condizioni di vita. E i tragici avvenimenti di questi ultimi giorni, purtroppo, ce ne danno atto. Se un giovane appena trentenne decide di togliersi la vita “ucciso dal precariato”, vuol dire che siamo in piena emergenza”.

“Quando si parla di lavoro povero – conclude Camilla Bernabei –  i voucher sono l’ultima frontiera insieme alle norme sulla responsabilità nei cambi di appalto che cancellano ogni garanzia sulla esigibilità dei crediti da parte di chi sta in basso, di chi lavora, di chi occupa la parte più esposta e più fragile della catena. Una precarietà del lavoro e della vita che cresce man mano che a essere coinvolti sono quei soggetti già considerati deboli, perché privi di tutele: i giovani, le donne, i nuovi poveri, specialmente del Mezzogiorno”.