Francesco Aquila a Nottetempo: “La vittoria a MasterChef frutto della mia forza di volontà. La cucina è arte, crea condivisione, abbatte le barriere”

di ANTONIO DI LORENZO

Duemilacinquecento. Sono le persone che ieri sera hanno seguito la diretta Instagram di Nottetempo, il programma di divulgazione culturale targato Radio Prima Rete Caserta, ed il suo attesissimo ospite: Francesco Aquila, il vincitore dell’ultimo MasterChef Italia, che ha risposto alle domande della redazione e di tanti fans.

Ciao, Francesco. Cosa è cambiato nella tua vita dopo MasterChef?”

“Sicuramente la popolarità. Molte persone ti riconoscono per strada, quando sei in giro. Ti amano e ti riconoscono come un esempio, ed è una cosa molto bella”.

Senti il peso di essere un esempio per qualcuno?”

“No. Perché io sono davvero così come appaio. Non cerco di apparire in maniera diversa, qualche ca**ata può capitare, ma fa parte del gioco”.

Ti abbiamo visto ben determinato durante il programma.

“Assolutamente sì. Ho affrontato MasterChef con grande determinazione, concentrato, deciso. Ero catapultato in quello che stavo facendo.”

Sei un tipo così deciso anche nella vita quotidiana?

“Sì. Se inizio a fare qualcosa, voglio farlo bene, altrimenti preferisco non iniziare. Fare le cose a metà non fa parte di me”.

Hai mai pensato che la pressione durante il programma stesse diventando ingestibile?”

“Sinceramente no. Guardavo alla telecamera come un cliente. Questo è stato il mio punto di forza. Per il mio lavoro di maître di sala e docente sono abituato a stare in mezzo ai clienti e parlare con tutti i tipi di persone, e questo mi ha aiutato molto a mantenere saldo il mio stato d’animo, e a non dare a vedere quando sono nervoso o agitato”.

Aquila è il tuo cognome ma è diventato anche il tuo soprannome, possiamo dire che l’aquila sia diventato un po’ il tuo animale totem?”.

“Sì. L’aquila, il re dei cieli. Vive più di 70 anni, è un animale longevo, ma è capace di rigenerarsi. Nelle leggende indiane si dice che le aquile attraversino un processo di durissimo rinnovamento, strappandosi becchi, artigli e penne che sono diventati troppo lunghi e pesanti, e attendano che tutto ricresca prima di ricominciare a vivere. Che forza di volontà! Ci insegna che nella vita c’è sempre bisogno di ricominciare, cambiare, evolversi, e aspettare il momento giusto”.

Quanta forza di volontà ci metti nelle cose che fai?”

“Penso che il 95% di ciò che faccio dipenda dalla forza di volontà. E l’ultimo 5% è il mio sprint finale. Perché cominciare qualcosa se non ci si crede? Si perde tempo che svanisce, che non tornerà più indietro”.  

Questa è la prima volta che parliamo di cucina sulla nostra pagina. Noi ci occupiamo di divulgazione culturale e artistica: secondo te che rapporto può avere la cucina con le altre arti?

“La cucina può andare di pari passo con le altre arti. È innanzitutto un percorso che inizia da quando si entra nel locale. Tra sala e cucina deve esserci un’unica continuità, bisogna creare il clima e l’atmosfera giusta. Un piatto può essere buonissimo, ma vale nulla se calato in un contesto non coinvolgente. La musica è cucina, le note musicali le puoi sentire anche nel palato con un buon piatto. La poesia è cucina, lo sport è cucina. Il benessere dipende dalla cucina, intesa come buon cibo e buone bevande”.

D’altronde la cucina è un’arte, ed è un’arte completa perché coinvolge tutti i sensi, e sa creare condivisione tra chi la fa e chi non la fa, no?”

“Hai detto una cosa bellissima. La cucina unisce. È condivisione e abbatte i muri, le barriere. Seduto a tavola non conta chi tu sia, cosa tu pensi, e neppure se tu sia in grado di capire chi ti è di fianco”.

Francesco, ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti salutiamo con un’ultima domanda. Qual è il tuo prossimo obiettivo? Cosa speri di realizzare nei prossimi anni?”

“Sinceramente non so risponderti, perché si va dal noto all’ignoto. Pensavo di sapere cosa stessi cercando, ma ho scoperto che non è così. Più si cresce e più gli obiettivi si allargano.”