La Dda ha chiuso le indagini a carico di ben 22 persone per la questione di estorsione e recupero crediti da parte del clan Casalesi che si é avvalso della collaborazione del clan Belforte di Marcianise.
Le indagini hanno coperto un periodo che é andato da agosto 2017 fino a gennaio 2018 ed hanno svelato l’esistenza di un gruppo criminale guidato da Mario de Luca ,suo fratello Antonio e il loro cugino Mario Raffaele de Luca, nomi di “successo” nei comuni di Casal di Principe, Frignano, San Cipriano d’Aversa e Teverola , che mettevano paura alle loro vittime tanto da chiedere il fantomatico “regalo” per i carcerati o di “mettersi a posto”.
I pubblici ministeri che hanno notificato le indagini che si preparano al rinvio del giudizio sono Luigi Landolfi e Vincenzo Ranieri , mentre i nomi degli inquirenti sono :Antonio Barbato, 47 anni di Cesa (di recente arrestato per un’estorsione ai danni di un cantiere edile ad Aversa); Vincenzo Chiarolanza, 61 anni di Villa Literno; Giovanni Improda, 50 anni di Teverola; Antonio De Luca, 46 anni di San Cipriano d’Aversa; Mario De Luca, 54 anni di San Cipriano d’Aversa; Mario Raffaele De Luca, 42 anni di Casal di Principe; Antonio Chiacchio, 52 anni di Teverola; Carmine Lucca, 53 anni di San Marcellino; Antonio Palumbo, 36 anni di Cancello ed Arnone; Alessandro Pavone, 36 anni di Casal di Principe; Felicia Dello Margio, 48 anni di Teverola; Nicola Di Bona, 54 anni di Castel Volturno; Carlo Del Vecchio, 56 anni di Falciano del Massico; Giacomo Terracciano, 62 anni di Afragola; Umberto Loreto, 54 anni di Afragola; Mario Curtiello, 41 anni di Sant’Antimo; Gennaro Celentano, 39 anni di Sant’Antimo; Camillo Belforte, 28 anni di Marcianise e figlio di Benito; Achielle Piccolo, 48 anni di Marcianise; Daniele Coronella, 50 anni di Casal di Principe; Sergio Iannicelli, 31 anni di Sant’Antimo; Nunzio Chiariello, 77 anni di Sant’Antimo.
Nel collegio difensivo invece sono impiegati gli avvocati Nicola Musone, Giovanni Cantelli, Raffaele De Rosa, Viviana D’Arbitrio, Alessandro Diana, Bernardo Diana, Mirella Baldascino, Ferdinando Letizia, Agostino Di Santo, Luciano Fabozzi, Agostino D’Alterio, Giovanni Pizzo e Giuseppe D’Alise.
Nell’ottica mirinica di “De Luca” era finito anche un caseificio della zona dell’agro aversano che non potendo permettersi le somme richieste dal clan avrebbe versato generi alimentari di ogni tipo , creando per il minimarket danni economici più quantificati di quanto pensassero.
Altra vittima del clan é stato il titolare del rimessaggio barche di Castel Volturno al quale avrebbero chiesto 80.000 euro , con la minaccia che se non avrebbe pagato a lui ci avrebbero pensato le persone di Sant’Antimo più spietate di Giuseppe Setola.
Ma il dunque delle indagini , ovvero la parte clou della storia di questo clan é stato proprio l’accordo con i Belforte di Marcianise per la compravendita di un capannone industriale sempre di Marcianise per cui un imprenditore aveva già versato 500 mila euro, non essendo poi più interessato all’affare aveva deciso di recuperare i soldi investiti , e si rivolge di conseguenza a Mario de Luca che ha sua volto ha coinvolto un ente di “competenza” della zona Camillo Belforte.