Brucellosi: scontro duro di cifre tra assessore e allevatori

Sui piani di eradicazione di brucellosi e tubercolosi bufalina lo scontro politico sembra non trovare un epilogo favorevole a una soddisfacente risoluzione di una vertenza che sta imponendo disagio e ripercussioni gravi sul comparto in provincia di Caserta.Dopo la richiesta fatta da 11 parlamentari eletti in Campania al sottosegretario al Ministero della Salute Marcello Gemmato finalizzata a chiedere al Governo di mettere in campo le iniziative annunciate nei mesi scorsi, è seguita la replica immediata dell’assessore Nicola Caputo. “Il Piano di eradicazione delle malattie infettive delle specie bovina e bufalina emanato dalla Regione Campania, contrariamente a quanto asserito, e’ stato condiviso da tutte le associazioni agricole, Coldiretti, Confagricoltura,Copagri e Cia. Il Piano regionale, conforme alle normative nazionali e comunitarie, e’ stato – continua l’assessore regionale – totalmente condiviso e approvato dal Ministero della Salute nonché dai centri di referenza nazionale per la brucellosi e la tubercolosi. Al 31 dicembre 2021, ossia prima dell’entrata in vigore dell’attuale Piano, approvato con la Dgrc numero 104 dell’8 marzo 2022,la prevalenza di brucellosi bufalina nel Caserato era del 18,71% mentre a oggi e’ dell’11% su base annuale, rilevata a settembre 2023, mentre quella puntuale e’ dell’8%,quindi oltre il 50% previsto per il primo anno di approvazione del Piano. Certe posizioni politiche appaiono più il frutto di calcoli elettorali che il concreto interesse verso la filiera bufalina”. Dunque e’ guerra di cifre. Maria Muscará del Gruppo Misto alla Regione in una nota entra nel merito tecnico e cita i risultati di indagini del Collegio di verificazione nominato dal Consiglio di Stato accertanti che ” quella che si voleva fare passare per tubercolosi attraverso una diagnosi condotta con il solo gamma interferone,altro non era, praticamente nella quasi totalità dei casi, che una semplice e innocua influenza aviaria”. E’ proprio grazie ai ricorsi e denunce del Coordinamento unitario bufalino che è stato possibile conoscere in che modo le politiche regionali hanno devastato la filiera bufalina nel Casertano determinando negli ultimi dieci anni oltre 100 mila abbattimenti per sospetta brucellosi o tubercolosi in capi risultati poi sani alle indagini post mortem. Il governo Meloni e’ nelle condizioni di poter procedere per salvare la filiera, centinaia di aziende sane e migliaia di posti di lavoro, alla nomina di un commissario. Quando arriverà il tempo per nominarlo?