Abbiamo già scritto su queste pagine del rapporto tra Nord e Sud squilibrato e diseguale. Così spareggiato da assumere quasi delle connotazioni coloniali che talvolta hanno alimentato tuttavia una retorica facile, anche consolatoria. Un discorso che ha concesso alle classi dirigenti meridionali di non assumersi le proprie responsabilità per lo stato critico in cui versa il Meridione e di attribuire tutta la responsabilità ad un “Nord cattivo”,responsabile della colonizzazione, sottacendo quelli che sono i rapporti di forza all’interno del Meridione stesso che vengono spesso trascurati da questa lettura. Ma oggi come sta cambiando, se lo sta facendo, il concetto di meridionalismo? In occasione del VII Congresso dei Comitati Due Sicilie che si svolgerà il 21 e il 22 ottobre a Caserta abbiamo voluto fare qualche domanda per capire di più della variegata galassia dei movimenti meridionalisti all’ ex sindaco Raffaele Colucci di Sirignano (Avellino), coordinatore di Insorgenza Civile.
Signor Colucci, può illustrarci gli obiettivi che hanno fatto nascere nel 2009 il movimento Insorgenza Civile?
Si tratta di un movimento che ha una storia decennale e parte per difendere le ragioni del Sud che sono state un po’ stravolte da una storia non vera ,quella descritta dal cosiddetto Risorgimento italiano. Il vero problema non è solo di ordine storico ma è che ancora oggi subiamo ancora gli effetti di essere una colonia e delle scelte sbagliate del governo centrale che sono sempre piú a favore del Nord e a discapito del Sud. L’Italia invece non riparte se non riparte il Sud. Stiamo in questi anni assistendo ad un’emigrazione di massa, soprattutto dai paesi dell’entroterra del Sud dove ci sono zone con solo anziani,non c’è piú iniziativa imprenditoriale, c’è soffocamento economico, senza attività commerciali,veramente non c’è piú speranza. Ci rendiamo conto di essere minuscoli in questa galassia politica ma le nostre battaglie sono sempre state finalizzate alla promozione dell’idea che “un altro Sud è possibile”. Ritengo che,anche se appare un paradosso, il vero problema del Sud siamo noi meridionali, rinunciatari a iniziative politiche di spessore nazionale, ci mancano le risorse per costruire un grande partito del Sud, non abbiamo la comunicazione che ci possa fare da sponda, l’80% delle reti nazionali sono strumentalizzate,in questo momento a favore del governo Meloni.
Lei ha sostenuto da sempre ,fin da quando ha lasciato Autonomia Sud per aderire a Insorgenza civile che il Sud deve avere la sua forza politica di riferimento per poter risolvere finalmente la questione meridionale. In questi anni anche alla luce della sua lunga esperienza di amministratore qual è il bilancio che fa di quel progetto e qual è stato il suo impegno all’interno delle istituzioni per cambiare le condizioni di svantaggio che vivono i territori del Sud?
Per quanto riguarda il mio paese sono orgoglioso perchè lo abbiamo portato, avendolo governato per 15 anni, a diventare un paese moderno, sfatando quello che era il modello propagandato di comuni moderni solo al Nord, e come il nostro ci sono tanti comuni che si avvalgono al Sud di amministratori capaci, anzi direi piú capaci di quelli del Nord perché, mancando il lavoro,devono inventarsi iniziative per sostenere la tenuta sociale, far fronte alla minor disponibilità di risorse per le casse comunali. La vera sfida per un amministratore del Sud è quella di scommettere ogni giorno sul cambiamento di mentalità dei propri concittadini. Le potenzialità ci sono per dimostrare che la classe dirigente al Sud può non essere ladrona,clientelistica e fatta di arruffoni. Ci sono state belle risorse umane che hanno dato ai territori ma anche allo Stato, soprattutto negli anni della DC, un grosso contributo.
Quale è la sua idea di sviluppo del Mezzogiorno? in che modo si può rivalutare il Sud al di là del discorso identitario, del discorso neo borbonico?
Il vero problema come ho detto siamo noi stessi meridionali. Non dobbiamo aspettarci aiuti oppure una sorta di piano Marshall per risollevare il Sud. Noi dobbiamo solo dare la possibilità ai piccoli imprenditori di avere un credito di vantaggio rispetto alle aziende del Nord, tartassate di meno. Non possiamo pagare le stesse tasse di un’azienda in Lombardia che ha tanti vantaggi in più. Innanzitutto si trova in una posizione geografica altamente piú favorevole, più vicina alle grandi città del Nord,non ha problemi di mobilità, non ha problemi di domanda. Lo Stato deve creare le condizioni per istituire una Banca del Sud, un’ Assicurazione del Sud. Per non parlare dei prodotti,il 75% di quello che consumiamo proviene dal Nord se non dall’estero, quindi portiamo ulteriore ricchezza fuori. Ma il “Compra Sud” ha bisogno che ci vengano dati anche strumenti mediatici per essere sostenuto e creare occupazione,altrimenti resta solo un passaparola per appassionati meridionalisti. Il turismo, grande nostra risorsa, non basta. Il turismo non è strutturale. Se riuscissimo a fare capire che anche il turismo può essere reso strutturale, valido non solo per pochi mesi, con idonee strutture ricettive, una burocrazia più snella, senza strumenti giudiziari vincolanti che non fanno crescere le iniziative.
Vediamo ora una questione molto attuale: il famoso disegno di legge Calderoli che dà via alla cosiddetta autonomia differenziata. Il governo l’ha sempre difeso, dicendo che è un disegno di legge che non creerà alcuna disparità tra meridione e settentrione. Cosa ne pensa?
Io non parto con pregiudizi verso Calderoli,ma sarei favorevole all’applicazione della legge per due o tre anni per valutarne gli effetti, perché non penso che saranno così negativi come qualcuno vuole fare credere. Per questo c’è bisogno di un partito del Sud, ci si e’ avvicinato il M5S che è stato capace di intercettare alcune fasce deboli della società. In un momento storico quale quello della pandemia è stato indispensabile quel sostegno economico a tanti cittadini in difficoltà. Ma abbiamo bisogno di un partito né di destra né di sinistra, che sostenga un governo che faccia gli interessi del Sud.
Cosa ne pensa di percorsi recenti come la Federazione dei movimenti meridionalisti guidata da Cateno De Luca promotore della lista Sud chiama Nord e in particolare quale augurio fa ai Comitati Due Sicilie che il 21 e 22 ottobre proprio a Caserta hanno in programma il VII Congresso?
Il problema sta sempre in noi stessi meridionali, siamo troppo egocentrici, troppo protagonismo. Guardo con interesse la proposta di De Luca. Vediamo cosa accadrà.La vedo dura. E spero che l’idea non naufraghi come per Raffaele Lombardo del Movimento per l’Autonomia che si è fatto ammaliare dalle sirene del potere e ha svenduto il progetto MpA per un tornaconto personale ( la Lega di Matteo Salvini e l’Mpa dell’ex presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo correranno insieme per le Europee, n.d.r). Mi complimento senz’altro con i Comitati Due Sicilie per la loro longevità e perseveranza. In modo particolare con Fiore Marro, che nonostante abbia anche avuto in questi anni degli acciacchi, ha sempre mantenuto la barra dritta. Lui ha fatto un lavoro di promozione della verità storica sul Sud e di una ritrovata identità meridionale. Purtroppo non basta solo questo. Ho sempre detto che per fare contare il Sud bisogna entrare nelle istituzioni che contano. Io ci sono riuscito ma nel mio piccolo, sindaco di un paese di 3000 abitanti a livello regionale o nazionale non ho contato nulla. La mia piú grande delusione: pensavo di coinvolgere altri amministratori,altri presidenti e coordinatori di movimenti,ma ho fallito in questo percorso perché le sirene del potere sono piú efficaci di un’azione di buona volontà e nei momenti opportuni ognuno cerca di recuperare posizioni strettamente personali a discapito di un’idea. Salvo miracoli non credo che ci saranno grandi sviluppi nei prossimi anni. Importante entrare nelle istituzioni che contano e mettere insieme una pattuglia di parlamentari per fare nascere un soggetto che difenda le ragioni del Sud.
A tal proposito cosa pensa della nascita dell’Intergruppo parlamentare “Sviluppo Sud, aree interne e isole minori” promosso dall’on. Alessandro Caramiello(M5S) volto a ridurre le disuguaglianze nel Paese?
Al di là di qualche iniziativa singola,anche in passato, noi non possiamo contare sulle iniziative dei parlamentari del M5S per un motivo molto semplice:purtroppo si tratta di persone che non hanno consenso sul territorio, sono persone che vengono scelte in liste bloccate con i likes tra i loro fans. La politica è un’altra cosa. E’ dimostrare di essere stati buoni amministratori. Ma con tutto il rispetto per questi parlamentari del M5S a cui guardo con simpatia,essi non sanno nemmeno la differenza fra una delibera di consiglio comunale e una delibera di giunta, non sanno nemmeno cos’ è una determina. Al di là di Conte che è un leader indiscusso ed è stato uno dei migliori presidenti del Consiglio degli ultimi anni, per il resto della classe dirigente del M5S si tratta di bambini viziati al potere.