I comitati per l’acqua pubblica della Campania hanno raccolto 27.000 firme con una petizione popolare per chiedere una gestione totalmente pubblica della Grande Adduzione regionale. La regione Campania ed il presidente De Luca con la delibera n. 312 del 31.05.2023 hanno avviato la privatizzazione delle fonti spalancando le porte alla gestione delle multinazionali che ci faranno pagare l’acqua a peso d’oro, tradendo la volontà popolare di 26 milioni di italiani, espressa con il referendum del 2011. Le fonti del Garigliano, del Biferno, di Cassano Irpino, di Caposele e dell’invaso di Campolattaro saranno presto gestite dal mercato se non verrà fermata la vendita dell’acqua. I comitati chiedono un incontro con il presidente De Luca per esporre le ragioni della protesta, perché si sta privatizzando la ricchezza più grande delle aree interne, senza neanche portare la discussione in consiglio regionale. Se non verranno bloccate le procedure di privatizzazione della Grande Adduzione i comitati inizieranno ufficialmente la raccolta firme per indire un referendum regionale come previsto dallo statuto. Sono invitati le associazioni, sindacati, forze politiche e tutti i cittadini a cui sta a cuore la difesa dell’acqua pubblica a partecipare ad un presidio e ad un’assemblea pubblica, che si terrà a Napoli martedì 14 novembre alle ore 16, davanti la sede della Regione Campania di palazzo Santa Lucia.