“Ridevano e scherzavano, parlavano proprio del fatto che la macchina avesse fatto un botto incredibile. Al semaforo precedente c’era un motorino. Se avesse preso il cavo al posto dell’auto saremmo qui a parlare di un morto”.
A raccontare di uno scellerato gesto compiuto, sembrerebbe “per noia”, da parte di tre ragazzi in strada a Milano – parliamo di un cavo d’acciaio teso ad altezza uomo, a 140 centimetri circa da terra, legato da un lato ad un segnale stradale e dall’altro al tronco di un albero, tra le due corsie – è stato un giovane Casertano, di 26 anni, testimone di quanto accadeva nella notte di giovedi, 4 gennaio.
Intorno alle 2.30, Nicola Ricciardelli, che nel capoluogo lombardo svolge la professione di consulente finanziario, dalla finestra del suo appartamento in viale Toscana “sente dei rumori, si affaccia e vede delle persone che legano un filo di ferro d’acciaio dall’albero al palo di fronte e li richiama.
I giovani si danno alla fuga e dopo dieci secondi neanche passa una macchina che becca il filo in pieno”.
Allertati i Carabinieri dallo stesso Ricciardelli, il ragazzo – da eroe – ha impedito che si consumasse una vera e propria tragedia in seguito ad una “bravata” che ha visto un 24enne italiano, già noto alle Forze dell’Ordine, condotto agli arresti per attentato alla sicurezza dei trasporti e strage.
“Quello che portava la macchina si è fermato 200-300 metri oltre ed è stato fermo per un quarto d’ora ma non è mai sceso dalla vettura, poi è ripartito. Non so se abbia riportato ferite o quant’altro ma la macchina era sicuramente devastata”: “parliamo di un cavo edile, quelli belli doppi in acciaio –ha precisato il giovane– quindi sicuramente la macchina non era indenne”.