Due sentenze del Consiglio di Stato danno ragione a chi ha sempre sostenuto, nella diffidenza generale, che la Regione abbatteva le bufale Caserta sulla base di un mero sospetto e senza una reale conferma. Un’inchiesta giudiziaria ancora in corso presso la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha accertato circa 100 mila abbattimenti per sospetta brucellosi o tubercolosi di capi bufalini risultati sani alle indagini post mortem. Così circa 300 aziende sono state chiuse, il 30 per cento degli allevamenti. Ora le due sentenze sensazionali smontano letteralmente le ricostruzioni e le valutazioni con le quali il Tar Campania nel 2021 aveva sostenuto i piani e le procedure messe in campo dal governo regionale per contrastare la brucellosi bufalina con l’approvazione delle organizzazioni sindacali campane Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Copagri.
“La sentenza del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di due allevatori del Casertano contro gli abbattimenti ingiustificati di bufale va ben oltre il semplice aspetto tecnico: demolisce i principi su cui si fonda il Piano della Regione Campania“. La dichiarazione di Gianni Fabbris, presidente di Altragricoltura e leader degli allevatori casertani che si battono contro il piano regionale per l’eradicazione della brucellosi e della Tbc bufaline, arriva a commento della sentenza dei giudici amministrativi che hanno annullato il provvedimento di abbattimento del dipartimento di prevenzione dell’Asl di Caserta di 600 bufale allevate in due aziende; dei 600 capi mandati al macello per presunta positività alla Tbc, solo 34 sono risultate realmente positività alla malattia. “La sentenza – aggiunge Fabbris – accoglie le tesi su cui ci stiamo battendo da due anni e impone una immediata presa d’atto da parte delle istituzioni. Ora il Commissario ha la base giurisdizionale su cui rifondare e riformulare un Piano che funzioni davvero”. Commissario non ancora nominato; “ogni giorno che passa senza la nomina del Commissario Nazionale – conclude Fabbris – è un giorno regalato alla mancanza di responsabilità della Regione Campania e espone le aziende, il territorio e i cittadini a rischi gravissimi”.