La Sicilia non si arrende: “Chiediamo ai siciliani di unirsi a noi”. In esclusiva il testo inviato ai rappresentanti delle istituzioni.

La Sicilia agricola ancora in piazza ma in dialogo con le istituzioni.

La Sicilia agricola ancora in piazza ma in dialogo con le istituzioni.

Domani, 22 Marzo 2024, è stata indetta a Palermo una grande manifestazione di agricoltori, allevatori e pescatori siciliani; arriveranno da tutte le province dell’isola: Siracusa, Ragusa, Agrigento, Trapani, Enna, Caltanissetta, Catania, Palermo e Messina. Saranno presenti anche diverse delegazioni da altre regioni quali Calabria, Campania, Puglia, Lazio, Basilicata, Emilia Romagna, Friuli e Lombardia.

Il corteo, aperto da un mezzo agricolo, partirà da piazza Marina per arrivare fino a piazza Indipendenza, davanti il Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione Sicilia.

“Vogliamo aprire un dialogo con la Ragione. – spiegano gli organizzatori della protesta – Dopo oltre un mese e mezzo di riunioni, presidi anche permanenti, cortei con i mezzi agricoli che hanno unito tutta la Sicilia, oggi abbiamo un documento unico con tutte le richieste di agricoltori, allevatori e pescatori siciliani. Una voce unica che parte dai presidi di lotta e ha raggiunto i consigli comunali dei nostri paesi, chiamando in causa sindaci e consiglieri di maggioranza e minoranza. Tra le principali istanze ci sono: l’adeguamento dei prezzi di vendita dei prodotti proporzionato all’aumento dei costi di produzione, la denuncia dello stato di crisi del comparto, l’aumento dei controlli e l’adeguamento dei parametri di qualità e del regime sanzionatorio sulle merci importate, gli interventi per contrastare la diffusione di malattie virali negli allevamenti.

Importante sarà la richiesta al presidente della Regione siciliana di dichiarare la Sicilia glifosato free, nel senso che tutti i prodotti importati e commercializzati in Sicilia e si spera nel resto d’Italia devono avere parametri salutistici simili a quelli dei nostri prodotti. Se da noi è vietato usare in pre raccolta il glifosato perché tossico, perché dobbiamo importare, commercializzare e consumare alimenti ottenuti attraverso queste pratiche agricole vietate qui da noi?
Ma soprattutto solleciteremo l’istituzione di un tavolo tecnico regionale permanente a cui devono prendere parte i lavoratori del settore.

  Chiediamo ai siciliani di unirsi a noi, a tutela della salute di tutti”

Di seguito in esclusiva il testo inviato per PEC ai rappresentanti delle istituzioni da parte dei manifestanti:

“Egr. On. Presidente Schifani,

Egr. On. Assessore Sammartino,

la presente, per invitarvi nella mattinata di venerdì 22 marzo, a un incontro pubblico con agricoltori, allevatori e pescatori siciliani in occasione di una libera manifestazione di comparto che si terrà dinanzi Palazzo D’Orleans.

L’occasione è gradita al fine di consegnarVi brevi manu il documento che contiene le istanze delle categorie presenti, messo a punto a seguito di una approfondita analisi e di un lungo confronto sulle problematiche che attanagliano i settori dell’agricoltura, dell’allevamento e della pesca, nonché delle filiere collegate.

Certi della Vostra disponibilità e apertura, porgiamo

Cordiali Saluti”

Di seguito il link dove è possibile visualizzare il documento ufficiale della petizione dei presidi e delle libere associazioni di agricoltori, allevatori e pescatori siciliani contro la crisi agricola e della pesca siciliana, per la continuità aziendale e la difesa della salute del cibo sano. (Documento a firma aperta elaborato dalle associazioni Simenza – Cumpagnìa Siciliana Sementi ContadineUnione Allevatori SiciliaCoordinamento Agroecologia Sicilia e da liberi sostenitori, destinato ad essere condiviso da tutti i PRESIDI AGRICOLI SICILIANI): Documento ufficiale

Domani non andremo a sederci a nessun tavolo politico perché consegneremo il nostro documento ai rappresentanti delle istituzioni che avranno la sensibilità di essere presenti per cogliere direttamente dalle persone lo stato di disagio che stanno attraversando. Avremo rispetto per chi verrà ma daremo delle scadenze entro le quali dovranno pervenire le risposte che ormai attendiamo da anni. Tutto sarà fatto alla luce del sole, riprendendo quell’ immenso, antico e sempre valido concetto di democrazia dell’Agorà, la piazza, che era il cuore pulsante dell’antica Atene, dove si svolgevano tutte le attività commerciali e sociali. Quindi, fuori dal palazzo ed in mezzo alla gente che chiede risposte alle istanze che sono state disattese ormai da troppi anni”. – conclude Franco Calderone,  rappresentante del movimento agricolo “La Sicilia Alza la Voce”, tra i primi organizzatori del dissenso siciliano.