Nel cuore del processo contro i fratelli Antonio e Nicola Diana, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, la difesa si fa sentire. Gli avvocati Stellato e Saccone sono entrati in azione dinanzi alla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, cercando di smontare il teorema presentato dalla Dda.
Il sostituto procuratore Fabrizio Vanorio ha richiesto una condanna di 7 anni e 6 mesi per i fratelli Diana, sostenendo che fossero parte integrante della fazione Zagaria del clan dei Casalesi. Secondo l’accusa, gli imprenditori erano legati al capoclan Michele Zagaria, agendo come intermediari finanziari per l’organizzazione criminale.
La difesa, però, ha contestato queste affermazioni. Gli avvocati dei fratelli Diana hanno respinto le accuse mosse dai collaboratori di giustizia, come Francesco Zagaria alias “Ciccio e’ Brezza”, Attilio Pellegrino e Massimiliano Caterino. I due imputati si sono definiti “taglieggiati”, sostenendo di essere stati vittime di estorsioni e minacce da parte del clan.
Nel collegio difensivo, oltre agli avvocati Stellato e Saccone, sono impegnati anche Claudio Botti, Carlo De Stavola, e Andrea Saccone.
Il caso, intricato e controverso, evidenzia la complessità dei rapporti tra mondo imprenditoriale e criminalità organizzata nel contesto camorristico. Le testimonianze dei collaboratori di giustizia e le prove presentate in aula delineano un quadro inquietante, ma la difesa si batte per dimostrare l’innocenza dei propri assistiti.
Il prossimo capitolo di questa vicenda si svolgerà nel mese di maggio, quando gli altri legali avranno l’opportunità di esporre le proprie argomentazioni. Resta da vedere quale sarà l’esito di questo intricato processo e quale sarà il destino dei fratelli Diana di fronte alla giustizia.