La Cassazione ha emesso la sentenza definitiva sulla confisca della villa di Sperlonga appartenente a Cipriano Chianese, noto come il ‘re delle ecomafie’. Il 73enne, definito l’ideatore delle ‘ecomafie’, dovrà rinunciare definitivamente al 40% dell’immobile intestato alla moglie, Filomena Menale.
La Corte d’appello di Napoli aveva deciso la confisca il 23 maggio dell’anno scorso, considerando Chianese un soggetto ancora “pericoloso” e membro del clan dei Casalesi. La sentenza, diventata irrevocabile nel 2021, ha portato alla conferma della confisca anche in Cassazione, nonostante il ricorso presentato dai suoi difensori, gli avvocati Emilio Martino e Giuseppe Stellato.
La villa, formalmente intestata alla Menale, è stata ritenuta dalla Cassazione come di fatto appartenente a Chianese. Nonostante la difesa avesse sostenuto che l’acquisto della villa nel 1982 fosse avvenuto con denaro contante dalla donna, e che quest’ultima avesse i redditi per affrontare le successive modifiche alla casa, la Suprema Corte non è stata persuasa da queste argomentazioni.
Chianese, nel 2021, è stato condannato definitivamente a 18 anni di reclusione per associazione mafiosa. La recente decisione della Cassazione conferma il duro colpo inflitto al ‘re delle ecomafie’, sottolineando l’impegno delle autorità nel contrastare le attività illecite e proteggere il territorio dalla criminalità organizzata.