COCAINA E MILIONI DI EURO

Le rivelazioni del Boss Imperiale sul traffico internazionale

Recenti rivelazioni di Raffaele Imperiale, collaboratore di giustizia e noto boss legato ai Van Gogh, stanno portando alla luce dettagli inquietanti su un vasto traffico di cocaina. Durante il procedimento davanti alla sezione ‘Misure di Prevenzione’ del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Imperiale ha descritto un complesso sistema di trasporti di droga che coinvolgeva carichi provenienti dalla Spagna e dal Sud America.

 

Imperiale ha affermato che sarebbe stato Aldo Nobis, fratello di Salvatore ‘Scintilla’, a introdurlo a Giovanni Fontana, imprenditore di Villa Literno ed ex presidente del Villa Literno Calcio. Secondo Imperiale, Fontana gli fu presentato “al parco Salvatore di Lago Patria” da Nobis, un imprenditore di Casapesenna. Nonostante Nobis non sia indagato, il suo legame con Imperiale, descritto come una “certa amicizia” corroborata da incontri sociali come partite di carte, lo colloca in una posizione chiave nella rete di presentazioni e contatti.

 

La collaborazione tra Imperiale e Fontana iniziò con trasporti di cocaina dalla Spagna verso l’Italia. Imperiale ha rivelato che i primi carichi, circa 100 chili ciascuno, venivano trasportati sulla tratta Madrid-Napoli, con un valore di mercato della droga stimato tra i 3,5 e i 4 milioni di euro per trasporto. Tuttavia, ai trasportatori veniva riconosciuto un compenso di circa 35-40 mila euro per viaggio.

 

Fontana non solo facilitava i trasporti dalla Spagna, ma era anche coinvolto nelle operazioni di importazione di droga dal Sud America. Imperiale ha confermato che nel 2020 queste operazioni si sono ripetute almeno una decina di volte, con un totale di circa sei milioni di euro consegnati in contanti a Fontana.

 

Il metodo di pagamento, come spiegato da Imperiale, avveniva attraverso consegne in contanti effettuate con veicoli dotati di sistemi appositi per il trasporto del denaro. “Li portammo in contanti tramite una macchina con dei sistemi fatti apposta,” ha dichiarato Imperiale, aggiungendo che il denaro veniva consegnato presso la sede dell’azienda di Fontana a Villa Literno. Questa sede era descritta come “una casa non ammobiliata” con un deposito per i trasporti sul retro e un’attività di confezionamento di camicie su misura nella parte anteriore, che fungeva da copertura per le operazioni illecite.

 

Le rivelazioni di Imperiale forniscono un quadro dettagliato e sconcertante del traffico di cocaina, evidenziando la rete complessa e ben organizzata che coinvolgeva imprenditori locali e internazionali. Le indagini proseguono per chiarire ulteriormente il ruolo di tutti gli individui coinvolti e smantellare definitivamente questa rete criminale.