Hakimi Lamine morto per asfissia nel carcere di Santa Maria Capua Vetere

Il decesso di Hakimi Lamine avvenuto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere sembra essere avvenuto per asfissia chimica causata dalla contemporanea
assunzione di farmaci come benzodiazepine, oppiacei, neurolettici e antiepilettici.
Sono stati i consulenti della Procura, Luca Lepore e Vito De Novellis, ad eseguire l’autopsia e a confermare che non sono stati riscontrati segni di trauma che potessero essere direttamente collegati alla morte. La Procura di Santa Maria Capua Vetere sostiene invece che la morte di Hakimi sia stata il risultato delle percosse subite durante la perquisizione del 6 aprile, un’accusa che ha portato alla competenza della Corte d’Assise per dodici imputati, accusati di “Morte come conseguenza delle torture”.