LA STORIA SIAMO NOI, L’UCRAINA SIAMO NOI

Di Sebastiano Devastato

Adesso ci stiamo rendendo conto che, come europei , “siamo soli, siamo soli…yeah!
“ ,Come dice Vasco Rossi. L’AMERICA non ci vuole bene, non ci difende, non
vuole bene all’Ucraina, addirittura cerca di fare a meno di Zelinski , Presidente
legittimamente eletto dagli ucraini, che durante la guerra ha dimostrato di avere
tempra e fermezza , non solo amor patrio, non come il suo avversario filorusso che,
se fosse stato eletto, non avrebbe alzato un dito per evitare l’annessione nella
federazione russa di Putin dell’intera Ucraina e sarebbe diventata l’ennesima zona di
interposizione a fungere da riparo, come la Bielorussia , per il paventato
accerchiamento da parte dell’Occidente della Santa Madre Russia. Che agli Stati
Uniti poco importasse dell’Ucraina, si era già visto nel 2014, quando i russi, sempre
‘manu militari’ , si annetterono la penisola di Crimea ( luogo fatidico per la storia
risorgimentale italiana)… e lì i sovietici da poco smembrati dopo la caduta del muro
di Berlino, e la successiva frantumazione del vecchio impero dei Soviet, c’era la
flotta sovietica del mar Nero, che dopo l’affrancamento independentista delle
repubbliche del nord sul mar Baltico, sarebbe stato un ulteriore, grave
rimaneggiamento territoriale e politico militare del vecchio orso russo. Ma c’era
Obama che diplomaticamente fu acquiscente alle annessioni russe, tanto sul Baltico
era stato bloccato dalla nascita di Estonia , Lettonia e Lituania, sul Mar Nero, pur
avendo conquistato l’egemonia sull’Ellasponto, con l’annessione della Crimea, oltre a
lì non poteva andare poiché il passaggio nel mediterraneo era impedito dal controllo
del Bosforo e dei Dardanelli da parte della Turchia, membro della Nato. Quindi, in
fondo la Crimea era una concessione senza vere conseguenze politiche, diplomatiche
e militari al vecchio nemico, ma solo un lenimento all’orgoglio ferito di Putin, oramai
non più in grado di rivaleggiare alla pari con gli USA, benché l’ex presidente
filorusso, aveva ceduto a Putin la maggior parte dell’arsenale delle armi nucleari
dispiegati in Ucraina dal vecchio impero sovietico. Ma non bastava , le regioni del
Dombass, russofone, ed indipendentiste da Kiyv , dovevano essere ‘liberate’, sempre
manu militari , dalla presunta oppressione Ucraina, per cui Putin scatena la
‘operazione militare speciale’ per liberare il Dombass. Tre anni di guerra, decine di
migliaia di morti, città ucraine distrutte e rase al suolo, adesso tavolo di pace con
Trump e risoluzioni addomesticate dell’ONU in cui la Russia non può e non deve
essere dichiarata aggressore . l’europa ha fornito aiuti militari a Kiyv , ha scatenato
sanzioni economiche contro la Russia, sanzioni che nelle ritorsioni russe verso
l’Europa ci ha provocato lo stesso ‘sangue sudore e lacrime’ con l’aumento
vertiginoso dei prezzi sia dei prodotti elettronici, che oggi, computers in testa, non
sono più un lusso o un articolo voluttuario, ma soprattutto sui cereali, e quindi su
pane , pasta e persino pizza, e sulle energie , gas in primis ma anche energia elettrica,
e che aumenti! Ora si parla di truppe di deterrenza europea al confine tra russia ed

ucraina così come verranno fuori dagli stipulandi accordi di pace, ma subordinati agli
interessi americani sulle terre rare dell’Ucraina, componenti chimici essenziali delle
produzioni elettroniche ed informatiche a fini civili ma anche e soprattutto militari.
L’Unione Europea viene messa in maniera diretta ed umiliante di fronte alla propria
impotenza politico-militare e diplomatica. Non sarà la NATO a difenderci. Bisogna
costituire al più presto un esercito e delle forze armate comuni dei paesi europei e
stabilire le regole per la fornitura di armi e uomini e di chi, magari a turno, ne deterrà
il comando supremo. Di come il parlamento europeo si potrà esprimere, e con quali
maggioranze, sull’uso della forza per contrastare soprusi , invasioni e minacce
provenienti dall’esterno, a latere o meno con le forze NATO. Ed anche l’impiego
delle armi nucleari deve essere contemplato, visto che quello che appare il maggiore
e più pericoloso, possibile aggressore, la Russia di Putin, ha minacciato a lungo di
farne uso per intimidire proprio i paesi europei, in primis la Francia che è già, come
Stato, una potenza nucleare ed è membro permanente del consiglio di sicurezza
dell’ONU. Già De Gaulle , nell’Europa a sei negli anni ‘60, aveva tentato, dopo aver
abbandonato la NATO, di costituire forze armate comuni europee, soprattutto con la
partecipazione di Francia, Germania ed Italia, oltre che del Benelux ( Belgio, Olanda,
Lussemburgo). Fu dissuaso dicendogli che tanto la NATO e la vecchia alleanza che
aveva vinto la seconda guerra mondiale sarebbe intervenuta per fronteggiare qualsiasi
minaccia, ma così non è stato e non sarà per il futuro. Ed il vecchio tabù del riarmo
tedesco ed italiano oggi favorisce solo l’espansionismo e l’imperialismo russi, e va
coraggiosamente superato.