Lusciano, 23 maggio 2025 – Una maxi-operazione della Procura di Santa Maria Capua Vetere e della Squadra Mobile di Caserta ha portato a 102 indagati e numerose perquisizioni per una truffa alle assicurazioni orchestrata con falsi sinistri stradali. A capo dell’organizzazione, un avvocato di San Cipriano d’Aversa, Giuseppe Luongo, insieme a un gruppo di colleghi e complici tra cui anche il vicedirettore dell’ufficio postale di Lusciano, Orazio Maccarone.
Come funzionava la truffa
L’associazione criminale aveva un sistema collaudato: veicoli intestati a prestanome, spesso non assicurati o non marcianti, venivano coinvolti in falsi incidenti stradali. Questi sinistri venivano “certificati” tramite false testimonianze, grazie al reclutamento di persone pagate per fare i conducenti, i danneggiati e i testimoni oculari, spesso anche con documenti falsi.
Un ruolo chiave lo svolgevano anche alcuni medici compiacenti – tecnici nominati dal giudice di pace – che stilavano perizie false attribuendo danni inesistenti alle vittime dei finti incidenti. Le compagnie assicurative, ingannate da questa rete, liquidavano cospicui risarcimenti, che poi venivano raccolti dagli avvocati e dai loro collaboratori.
Il ruolo del vicedirettore delle Poste e il riciclaggio
Una parte fondamentale del sistema era il riciclaggio del denaro ottenuto: il vicedirettore delle Poste di Lusciano, Orazio Maccarone, aiutava a prelevare in contanti gli importi incassati in modo da aggirare le norme antiriciclaggio. Successivamente, i soldi venivano reinvestiti in attività finanziarie o trasferiti con causali fittizie su conti correnti riconducibili alla moglie di Luongo e ad altri complici.
Indagati anche giudici e medici
L’inchiesta ha coinvolto anche tre giudici di pace accusati di aver emesso sentenze di comodo, nonché medici e consulenti tecnici che, dietro compenso, compilavano documentazioni false per dare una parvenza di legittimità ai falsi sinistri.
I nomi chiave dell’organizzazione
- Giuseppe Luongo, avvocato promotore dell’associazione
- Luigia Daniela Conte, moglie di Luongo
- Gabriele Calderone, Giancarlo Salzillo, Salvatore Santagata, Pasquale De Rosa, colleghi coinvolti
- Orazio Maccarone, vicedirettore ufficio postale di Lusciano
- Raffaele Guarino e Antonio Prova, gestori di agenzia di pratiche e autodemolitore
- Vito Bianco e altri complici, responsabili del reclutamento di falsi testimoni
- Danilo Lisi, Gianluigi Di Stasio, Luigi D’Amico, medici compiacenti
- Bruno Dursio, Rodosindo Martone, Maria Gaetana Fulgeri, giudici di pace indagati
L’operazione smaschera una rete ben organizzata che ha messo a rischio non solo la correttezza del sistema assicurativo, ma anche la fiducia nell’istituzione giudiziaria. La collaborazione tra le procure di Roma e Santa Maria Capua Vetere e le forze dell’ordine ha permesso di colpire duramente questo sistema criminale.
Le indagini continuano per approfondire ulteriori responsabilità e recuperare le somme illecitamente ottenute.